Nasceva oggi Evelyn Hooker, la donna che dimostrò che i gay non sono malati di mente

Si mise in testa di convincere la comunità scientifica che l’omosessualità è una caratteristica non patologica della personalità umana. 

Per la scienza contemporanea l’omosessualità è semplicemente una delle variante naturali del comportamento sessuale umano. Non è affatto una malattia mentale. Ma le cose non sono sempre state così.

Se le cose a un certo punto hanno iniziato a cambiare lo dobbiamo ad Evelyn Hooker, psicologa statunitense nata il 2 settembre del 1907 e morta nel 1996, una delle le figure più influenti nel movimento LGBT in quanto si mise in testa, usando il metodo scientifico, di convincere la comunità scientifica che l’omosessualità è appunto una caratteristica possibile (e non patologica) della personalità umana.

È stata proprio lei a pubblicare le prime scoperte scientifiche che affermavano che gli uomini omosessuali non sono “meno ben adattati” mentalmente rispetto agli uomini eterosessuali. L’American Psychological Association l’ha onorata con un premio del 1991, con questa motivazione: “Quando gli omosessuali erano considerati malati di mente, venivano espulsi dai lavori governativi e arrestati nei raid della polizia, Evelyn Hooker ha coraggiosamente cercato e ottenuto il sostegno alla ricerca dall’Istituto Nazionale di Salute Mentale (NIMH) per confrontare un campione abbinato di uomini omosessuali ed eterosessuali. 

Il suo studio pioneristico, pubblicato nel 1957, sfidò la diffusa convinzione che l’omosessualità sia una patologia, dimostrando che i clinici esperti che usano test psicologici non sono riusciti a identificare il gruppo omosessuale non clinico. Questo studio rivoluzionario ha fornito prove empiriche dell’esistenza di omosessuali normali e ha sostenuto l’idea radicale che è emersa che l’omosessualità rientra nella normale gamma del comportamento umano… La sua ricerca e la sua instancabile difesa di una visione scientifica e accurata dell’omosessualità sono state un contributo di eccezionale interesse pubblico alla psicologia”.

Lo studio a cui si fa riferimento si chiama L’adattamento psicologico del maschio omosessuale dichiarato e venne pubblicato nel 1957 sulla rivista scientifica “Journal of projective techniques”. Ancora oggi è una delle fonti più citate quando si discute della “depatologizzazione” dell’omosessualità. Hooker decise di iniziare una ricerca per verificare l’ipotesi che non vi fossero differenze tra maschi omosessuali ed eterosessuali. Dimostrarlo avrebbe permesso di asserire che gli omosessuali non fossero malati come si pensava ed iniziare il processo che ha poi in effetti portato all’eliminazione dell’omosessualità dal novero dei disturbi mentali.

Ti suggeriamo anche  Storia LGBT: 5 date importanti, da Saffo alle prime terapie riparative

Hooker ricevette finanziamenti per la sua ricerca dal National Institute of Mental Health (NIMH) e nel 1953 vennero reclutati 60 soggetti, considerati mentalmente sani e divisi in due gruppi in base all’orientamento sessuale. Vennero loro somministrati alcuni test per misurare tratti della personalità, stabilità emotiva e la coerenza di pensiero. Dopo aver esaminato i dati emersi dai risultati, Hooker riscontrò che non si potessero distinguere i test completati dagli uomini gay da quelli completati dagli etero, arrivando così a concludere che l’orientamento sessuale non genera differenze tra omosessuali ed eterosessuali.

Lo studio di Hooker e la teoria di Kinsey sull’orientamento sessuale (che risale 1948) hanno rappresentato la solida base scientifica usata per dimostrare che gli eterosessuali e gli omosessuali sono uguali dal punto di vista della “normalità” o sanità mentale. Eppure, nonostante questo, l’omosessualità non è stata eliminata dai manuali dei disturbi mentali così velocemente: l’Associazione degli Psichiatri Americani (APA) liberò l’omosessualità dall’etichetta di malattia solo nel 1973, mentre sul DSM III (1980) veniva considerata disturbo solo se egodistonica, ovvero quando tale “condizione” creava difficoltà personali e sociali all’individuo. La completa esclusione dalla categoria delle patologie avvenne con la seconda versione rivista del DSM III (1987).

In ogni caso è bene ribadire che è solo con il 17 maggio del 1990 che l’OMS riconosce finalmente che l’omosessualità è semplicemente “una variante naturale del comportamento umano”. Una conquista scientifica e di civiltà che purtroppo in realtà oggi fin troppe persone – soprattutto di ambito cattolico, ma non solo – sembrano non aver metabolizzato.

23 commenti su “Nasceva oggi Evelyn Hooker, la donna che dimostrò che i gay non sono malati di mente

  1. Non scherziamo.
    Se qualcuno si offende a sentir pronunciare la parola malattia, non affrontiamo certi argomenti, ma non diciamo che il comportamento secondo natura, datore di vita, e quello omosessuale siano la medesima cosa.

      1. Ma non c’entra assolutamente niente !
        Le persone sono tutte uguali tra di loro, nella loro dignità di essere umani, sempre che la conservino, perché tutti soffrono, amano, ridono, mangiano, ballano etc…etc…etc…
        Ma qui non si sta parlando dell’uguaglianza degli esseri umani, bensì delle oggettive differenze che vi sono tra le cose, le azioni e le situazioni.
        Non tutte le cose sono uguali.
        Non tutte le azioni hanno pari dignità.
        Non ogni situazione è equiparabile all’altra.
        Il comportamento eterosessuale, potenzialmente aperto alla vita e capace di generare nuovi esseri umani, come previsto da Madre Natura, non è suscettibile di alcuna equiparazione con le pratiche omosessuali, alle quali, tali essenziali fini, sono preclusi in radice, avendo il buon Dio, o la Natura stessa, congegnato il maschio e la femmina, nella loro diversità e complementarietà.

        1. Pratiche omosessuali? Che significa? E sopratutto ma cosa tolgono gli omosessuali agli etero? Nessuno impone nulla a nessun altro e l’unica cosa che conta non e’ con chi si va a letto, ma se si e’ una brava persona, e’ l’unica cosa che conta nella vita, non fare del male e rispettare gli altri.

          1. Daniela, la “persona” a cui stai rispondendo è un troll. E’ un personaggio che periodicamente compare su queste pagine con la sola intenzione di vomitare omofobia e fanatismo cattolico. E’ molto bravo a provocare ma la mossa migliore è cercare di ignorarlo. Comincio a credere che sia la redazione di questo sito a promuoverlo per animare un po’ le pagine aride di visite, non mi spiegherei altrimenti il motivo per cui alcuni utenti sono stati bannati per commenti non graditi mentre questo idiota è ancora qui…

          2. Ho intuito qualcosa, ma comunque troll o non troll non posso leggere queste cose e rimanere indifferente perchè comunque sono parole che qualcuno leggerà e le farà proprie e io, nel rispetto lessicale, non voglio che la realtà venga travisata da stupidaggini omofobiche che possono diventare pericolose. Le parole contano e molto, sulle parole qualcuno ci costruisce carriere e soldi e qualcun altro difese per chi non lo può fare. E’ un troll? Avrà pane per i suoi denti che si romperanno sicuramente.

          3. eheheh condivido. ma preparati ad avere a che fare con uno psicolabile… che prima o poi sparirà per ricomparire con altro nome.

          4. No certo che no! Qui il vero psicopatico è lui e soprattutto chi gli permette di continuare a seminare le sue cazzate da omofobo e da fanatico cattolico. L’unico modo per spegnerlo è, secondo me, ignorarlo anche se so molto bene che è difficile…

          5. Non penso sia la presenza di Giulio ad aumentare la visibilità degli articoli: questo ad esempio ha 3900 condivisioni e in questo non c’entra la presenza di troll.

          6. A dire il vero io parlavo di movimento sulle pagine del sito e non delle condivisioni degli articoli sui social. Mi riferisco alla piattaforma Disqus. Lo psicopatico non replica mai su Facebook per esempio. Rimane comunque il fatto che questo soggetto scrive cazzate e offese imperterrito mentre altre persone che conosco sono state bannate per mooolto meno. Se hai bisogno di ulteriori delucidazioni fammi sapere.

    1. Giulio, ma non ti viene mai in mente che a qualcuno (eterosessuali compresi) non freghi NULLA di avere figli? Quindi se due si vogliono bene e non glie ne importa di moltiplicarsi qual’è il TUO problema?? La natura crea anche omosessuali, come purtroppo crea omofobi come te.

      1. Io sono abbastanza sicuro che ci siano degli omosessuali a cui non interessa niente riprodursi. Ci sono addirittura tanti eterosessuali che affermano di non avere interesse ad avere figli, figurati gli omosessuali!
        Inanzitutto che agli omosessuali non interessi fare figli è un pleonastico, in quanto sarebbe come se io dicessi che non mi interessa volare come un uccello : se uno è impossibilitato a fare una cosa, il fatto che dica che non gli interessa è un di più
        A un omosessuale può benissimo non interessare quello che non è in grado di fare, come procreare; il problema, però, è che il mondo gay, che non può procreare, si adopera però per avere i…procreati !!
        Si inoltrano per una strada contraria a quella che Madre Natura ha previsto per avere figli, ma vogliono lo stesso i figli..!!
        Come la mettiamo ?
        Il problema non è sicuramente ciò che interessa all’uno o all’altro, il problema non è sicuramente quello che interessa o non interessa al singolo; il problema è voler fare azioni di scorretta propaganda per tentare di equiparare l’omosessualità alla normale eterosessualità;
        Il problema è quello di voler dire, insegnandolo alle giovani generazioni, che l’eccezione omosessuale è uguale e avrebbe pari dignità con quello che ha mandato avanti il mondo nella storia dell’umanità : l’incontro sessuale tra l’uomo e la donna, tra il maschio e la femmina

        1. Ovvio, pari opportunità e dignità, esattamente. Soprattutto a fronte del fatto che essere omosessuale non fa del male a nessuno. Ma cosa ne sai tu del desiderio di un omosessuale di procreare?? Sei oltremodo ridicolo e ti ricordo che Madre Natura ci ha creati così, invece essere omofobi come te è una scelta

        2. Carissimo: se anche le coppie omosessuali vogliono aver figli e viva Dio li hanno allora stai tranquillo che Madre Natura apprezza questa cosa; a maggior ragione visto che gli eterosessuali fanno sempre meno figli.

          1. Ma il figlio nasce dall’incontro tra maschio e femmina, non dall’incontro maschio con maschio.
            Il figlio nasce dall’incontro tra lo spermatozoo e l’ovulo non dall’incontro di spermatozoo con spermatozoo o di ovulo con ovulo !!
            Per fare figli devono convertirsi, quantomeno per l’occasione !
            E i bambini devono attaccarsi alle tette della mamma, non ai testicoli di due gay !!!!

  2. Grazie a Dio sono un ateo più che convinto , ma credo fermamente che questi personaggi , che tanto hanno fatto per noi omosessuali , siano stati creati ed inviati sulla Terra da un’Entità Superiore.
    Mi permetto solo , dopo aver letto il commento precedente scrivere che il termine ” scelta” pur essendo perfettamente aderente al senso del commento stesso , lascia sempre spazio a fraintendimenti . IMHO.
    Grazie per avermi fatto conoscere Evelyn Hooker.

    1. Mi permetto con umiltà e rispetto di specificare il perchè ho usato la parola scelta. Perchè penso che ad un certo punto della propria vita quando si capisce chi si è veramente si lascia la strada dell’ipocrisia e si “sceglie” quella della propria verità, del proprio essere, ecco cosa volevo dire.

      1. L’ho capito e ti ringrazio per la considerazione d’avermi risposto.
        Nella mia gioventù’ alcuni personaggi politici parlavano di scelta omosessuale che ha dato la stura alla Signora De Mari di curare e riparare questa scelta . Il significato del tuo ( mi permetto) commento mi è ben chiaro .Poi arriva “giulio ” e bisogna usare le parole di Shylock , per farglielo capire.

Lascia un commento