Un romanzo sugli orrori dell’omocausto: “Nascosti dal mondo”

Un libro per ricordare la tragedia dei triangoli rosa attraverso due intensi protagonisti

L’inizio del 2016 ha visto l’uscita di numerosi nuovi romanzi dedicati alle storie della comunità LGBT. Merita un’attenzione particolare Nascosti dal mondo, romanzo di J.W.Kilhey per la Triskell Edizioni, che onora la memoria dei triangoli rosa, ovvero gli omosessuali internati nei campi di concentramento.

L’autrice ha affermato di aver scritto questo libro per affrontare un tema spesso ai margini della letteratura e che non potrà lasciare i lettori indifferenti. Ha dichiarato, nei riguardi della tematica scelta:

È una vergogna che non si insegni la storia di tutti, non per sminuire quella di alcuni, ma per assicurarci di ricordare cosa l’odio può fare a tutti noi. Spero, con le pagine del mio romanzo, di aver reso un po’ di giustizia a quegli uomini. Non è il lavoro che ci rende liberi, è la conoscenza.

Il punto di vista narrativo in prima persona presenta le vicende dei protagonisti senza filtri e conduce i lettori ad un’esperienza di lettura molto intensa. Si alterna il presente, il 1951, con John Oakes e Kurt Fournierhe, due uomini che non riescono a dimenticare la guerra, nonostante la ritrovata pace. I due sono e paralizzati dalla paura di vivere il loro rapporto a causa dei ricordi della persecuzione e in un mondo che avvertono ancora ostile. Un’altra voce narrante, quella di Kurt, ci racconta nel dettaglio gli orrori dell’omocausto: l’amore per il violinista Peter, la denuncia, la deportazione nei campi di concentramento.

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Di seguito un breve estratto del romanzo:

E poi lo vedo. Non c’è mai stato nei miei sogni, prima, ma ora c’è. I suoi occhi azzurro chiaro mi fermano. È in ginocchio, le mani dietro la testa. Tutto il suo potere è andato. Si sta arrendendo. Alla mia destra sento il ticchettio delle armi che vengono caricate e che puntano. Pistole, fucili, mitragliatrici.

Urlo, ma è un urlo silenzioso.

I miei occhi sono fissi su di lui. Non so se sta implorando o se mi sta sbeffeggiando con la sua espressione.

Tutto ciò che so è quello che mi dice il mio istinto. Non può succedere. Ma accade.

Prima che possa lanciare il mio corpo in movimento, gli spari risuonano. Posso vedere l’impatto dei proiettili quando entrano lentamente nel suo petto, il sangue che schizza dalle ferite e viene spinto fuori dalla sua bocca mentre quei pallidi occhi azzurri si sgranano per il dolore e il terrore.

L’ultima cosa che sento è “Mi dispiace, non volevo” riecheggiare nella mia mente quando mi raddrizzo a sedere sul letto. Sono ricoperto di sudore.

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