I patroni omosessuali nel cristianesimo: i santi Sergio e Bacco

di

A ognuno il suo patrono, anche per gli omosessuali. I due santi furono martirizzati, ma non per la loro unione.

patroni omosessuali
CONDIVIDI
590 Condivisioni Facebook 590 Twitter Google WhatsApp
1502 0

Nonostante la Chiesa moderna dimostri tanta ostilità nei confronti della comunità LGBT+, anche le persone gay possono vantare ben due patroni omosessuali: i santi Sergio e Bacco.

I due martiri erano soldati cristiani di alto rango e di origine romana. Vivevano insieme (nell’accampamento) nell’attuale città di Resafa, in Siria, presso la corte di Massimino Daia, il tetrarca d’Oriente intorno all’anno 300. Per le loro doti, abilità e gradi erano invidiati dagli altri soldati, che fecero di tutto per destituirli dalla loro posizione. Bacco e Sergio vennero difatti denunciati e accusati di essere dei traditori. Questo costò loro la carriera e furono oggetti di umiliazioni, prima di essere uccisi.

Vennero fatti sfilare per gli accampamenti vestiti in abiti femminili, torturati, sminuiti nelle loro battaglie. Nonostante questo, non rinnegarono mai né la propria fede cristiana (essendo nel periodo delle persecuzioni cristiane ordinate da Diocleziano) né il loro amore omosessuale. Bacco venne frustato a morte, mente Sergio venne costretto a camminare con i piedi trafitti dai chiodi. Dopo l’umiliazione e la tortura, venne decapitato.

L’amore tra i due santi raccontata senza veli

L’amore tra i due uomini non è tramandata solo da voci e leggende, ma anche da vari documenti, come il manoscritto greco “Passio antiquior Ss. Sergii et Bacchi“. E’ proprio qui che si parla dell’unione omosessuale tra i due soldati, in cui Sergio era definito come dolce compagno e amante di Bacco. Inoltre, nel Sesto Secolo, Severo di Antiochia confermò un’amore tra i due, spiegando che non si possono separare Bacco e Sergio, perché uniti nella vita.

Ma non è tutto: le agiografie (le testimonianze che costituiscono la memoria della vita di un santo e del culto, rappresentate sotto forma di testi, quadri, iconografie o monumenti) mostrano i patroni omosessuali con le aureole intrecciate, in alcune sotto lo sguardo di Gesù Cristo, il quale veglierebbe sul loro amore. Anche il fatto di averli fatti sfilare vestiti da donna prima della condanna a morte, potrebbe essere una conferma al loro rapporto omosessuale. In altri documenti, si racconta che mentre Sergio subiva i maltrattamenti, disse: “Oh mia metà, non canteremo mai più gli inni e le canzoni che cantavamo insieme. Te ne sei andato da me e mi hai lasciato sulla terra da solo e sconsolato“. Il testo racconta che Bacco apparve, e rispose: “Perché ti lamenti e duoli, mio amato. Io ti sono stato portato via nel corpo, ma nel legame del nostro amore sono ancora con te“.

Una storia sconosciuta in Italia, che però al tempo fece il giro del mondo conosciuto, e accettata anche dagli studiosi cristiani più moderni. Ma forse, troppo permissiva e poco discriminatoria per la Chiesa.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...