Pelle in mostra

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Una distesa di lame al suolo in uno spazio "pericoloso": immagini di speranza e di morte, sensuali e tragiche. Per non abbassare la guardia contro l'Hiv.

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Un piccolo spazio espositivo affacciato su una stradina del centro di Roma. A terra uno strato di cellophane su un pavimento ricoperto di coltelli: coltelli da cucina con il manico rosso, molto comuni, ma stesi un po’ ovunque, perfino su parte delle pareti e su una sedia. Dietro la vetrata, un video a tema: altri coltelli che si fondono con coltelli e un uomo che, squarciato il velo che lo nascondeva, si alza e si allontana. Nell’aria riecheggiano pressanti voci e percussioni, a caricare ulteriormente di ansia l’effetto dell’insieme.

È la mostra Pelle, dell’artista Paolo Bielli (anche interprete del video), inaugurata in occasione della Giornata della lotta all’Aids e visitabile fino a venerdì (il video, girato da Marco Giuseppe Schifano, rimarrà più a lungo). Un luogo, a suo dire, «pericoloso, non accogliente, inquietante, che fa leva sulle paure profonde dell’essere umano. Una dimensione individuale della paura rapportata a una percezione ‘universale’, culturalmente codificata, della malattia».

Si entra e si cammina sulla distesa di coltelli, con attenzione, con circospezione. Catturano l’occhio e, quando ci si decide ad entrare, sembrano fragili e insieme pericolosi. Camminandoci sopra, si teme di rovinare un effetto, mentre l’effetto che l’artista persegue, probabilmente, è proprio questo: «Il coinvolgimento totale del pubblico nell’opera d’arte permette di divenire messaggio sulla fragilità umana, sulla solitudine del vuoto d’amore, dell’ignoranza e del pregiudizio».

L’obiettivo è prevenire, informare, imprimere anche attraverso un’arte violenta, che «lavora sul tema della pelle e del contatto, per sfatare gli stereotipi sull’hiv». Un lavoro che unisce alla piana di lame che si intersecano fisse al suolo, le immagini del breve video che si ripetono ad oltranza, tra sensualità e pericolo. Il pericolo di uno spazio che è contemporaneamente, secondo l’artista, «lo spazio di una prossimità e la vertigine di un’assenza, il ricordo di chi la malattia ci ha strappato, il vuoto di un amore che si capovolge nel suo contrario».

Una mostra non impegnativa per lo spettatore, priva com’è di dettagli disgustosi ma anche di elementi patetici, terribilmente astratta nella sua concretezza. Semplice e complessa, e importante, come ogni dimensione della memoria. Merito di una Galleria che da sempre celebra a suo modo questa giornata, e di un’artista che non rinuncia a definire la sua opera «uno specifico punto di vista gay».

PELLE

una personale di Paolo Bielli

con un video di Marco Giuseppe Schifano

a cura di: Francesco Paolo Del Re e Vincenzo Mazzarella,

in collaborazione con Roberta Giuliani

Roma – Galleria Monserrato Arte 900

via di Monserrato 14

fino al 7 dicembre – ore 16.00-19.30

ingresso libero

info: 066861767 

di Flavio Mazzini

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