Pompei e l’arte erotica omosessuale nascosta

di

Pompei ha riportato alla luce più di quanto scritto nei libri. Ci sono le prove di una comunità gay che viveva liberamente il proprio amore. E non solo.

CONDIVIDI
213 Condivisioni Facebook 213 Twitter Google WhatsApp
11020 0

Pompei è un luogo incredibile, e con il Pride alle porte, una visita alla città è quasi d’obbligo. A soli trenta minuti di treno dalla città di Napoli, Pompei trasporta i suoi visitatori nella storia antica, piena di omoerotismo e fascino.

Pompei: storia di una civiltà perduta

Pompei è stata completamente distrutta da un’eruzione del Vesuvio nel 79 e l’intera area venne ricoperta di lava. Questa tragedia permise però di preservare case, ville e artefatti. Nel XVII secolo, quando cominciarono a essere effettuati degli scavi, Pompei tornò a vivere. Ne emersero incredibili opere dal valore inestimabile che permisero alla città di entrare nei patrimoni dell’UNESCO, ma c’è qualcosa di questa antica città che viene sempre omessa nei libri di scuola e nelle guide turistiche: l’arte erotica omosessuale

Pompei: Priapo
Pompei: Priapo

Arte gay a Pompei

Anche se non sono segnalati nelle guide turistiche, visitando Pompei sarà impossibile non notare i peni giganteschi cosparsi nella città. Dalle sculture agli affreschi, qui sono presenti più falli che in qualunque cruising club.

Quattro cose gay da vedere a Pompei

Priapo, il dio della fertilità, e i suoi genitali.  Figlio di Afrodite e Dioniso, fu colpito da una maledizione lanciata da Era. La Sovrana dell’Olimpo, gelosa di Priapo, gli diede un aspetto grottesco facendogli crescere dei genitali abnormi. A Pompei si può vedere raffigurato in moltissimi posti, oltre che in diverse sculture.

Gli amanti. Visitabile nella Casa del Criptoportico, il calco degli amanti per tanto tempo si pensava fosse un abbraccio tra una madre e una figlia, ma dopo aver effettuato una TAC e l’analisi del DNA si è scoperto che i due corpi sono quelli di due uomini adulti abbracciati. Anche se non si può affermare che fossero una coppia, la posizione e l’età di entrambi lascia immaginare che i due uomini potessero stare insieme e che si siano abbracciati prima di morire sotto la fuliggine e la lava.

Le Lupanare. Le lupanare erano delle case “del piacere” e nel 2006 è stata aperta al pubblico una delle più importanti. Sulle pareti ci sono affreschi che rappresentano atti sessuali di ogni tipo: gay, etero e anche di gruppo. Questi affreschi avevano guadagnato l’attenzione di un pastore inglese, che aveva cercato di dare un senso all’avversione dell’omosessualità dimostrata nella Bibbia.  Si pensa che gli affreschi indicassero i servizi che si potevano richiedere nel bordello. A Pompei e nella società romana la prostituzione era legale e gli uomini sposati erano soliti andare a letto con persone indipendentemente dal loro genere. Anzi, l’omosessualità era praticata soprattutto tra i ceti più ricchi e spesso era vista con un rito di passaggio.

Gabinetto segreto. Anche se non si trova a Pompei ma nel Museo Archeologico di Napoli, il Gabinetto Segreto è un artefatto unico al mondo. Per anni è stato tenuto nascosto per via della sua oscenità, ma fortunatamente nel 2000 fu nuovamente esposto. Qui si possono vedere tantissime sculture erotiche tra cui Pan intento a fare sesso con una capra e tantissimi altri artefatti tenuti nascosti per più di 200 anni.

Pompei: Pan e la capra
Pompei: Pan e la capra
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...