RAINBOWS DIETRO LE QUINTE

Una intervista “stereofonica” a Alessio De Giorgi, webmaster di Gay.it, e Valeriano Elfodiluce, autore di Rainbows.

Rainbows arriva alla striscia numero 100: un ottimo risultato, anche dal punto di vista del seguito che il fumetto ha presso i lettori di Gay.it. La ricorrenza diventa anche occasione per fare una riflessione sul fumetto, sul perché è nato e dove vuole arrivare. A queste domande non può rispondere nessuno se non i due fautori dell’opera, Alessio De Giorgi, che pubblica le strisce ogni settimana su Gay.it e Valeriano, mitico autore del fumetto gay più amato d’Italia.

Partiamo da Alessio.

Perchè hai deciso di inserire un fumetto su Gay.it?

Webmaster: All’interno dell’offerta che Gay.it già aveva da qualche tempo, mi piaque molto l’idea di dare vita a una striscia a fumetti a tematica gay. Non sarebbe stata la prima, ma la volevo un po’ diversa dalle altre. Penso alle strisce di Fadda su Babilonia: un umorismo tutto diverso da quello di Valeriano, un tratto tutto all’opposto, dove la forma grafica è solo di contorno. La striscia proposta da Valeriano mi era piaciuta subito, senza riserve: lo stile era giovane, colorato, ironico, vivo, in una parola positivo. Forse è questo ciò che più mi ha spinto a scegliere Valeriano, tra i fumettisti che si erano proposti: la positività della sua opera. Non più un omosessualità piagnona, triste, disperata, rinchiusa in se stessa, un po’ acida; ma un’ omosessualità vissuta con gioia e dignità.

Cosa te ne sembra dei riscontri di Rainbows?

Webmaster: Buoni. Magicamente, ogni venerdì, un migliaio di persone non manca all’appuntamento e torna sul sito per vedere le nuove strisce. Poi, durante la settimana, sono molti quelli che scoprono Rainbows e se le guardano tutte, dalla prima all’ultima. Rainbows piace molto, credo, a un pubblico giovane, che in parte si identifica coi personaggi del fumetto.

Quali obbiettivi vorresti raggiungere?

Webmaster: Mi piacerebbe prima o poi portare Rainbows su carta, raccogliendo l’opera in un libricino da vendere online. E poi, ma questo credo che piacerebbe molto di più a Valeriano, fare gadget della striscia: magliette e qualcos’altro. Stiamo lavorando…Diceva qualcuno che mi piace poco.

E ora la voce dell’autore…

Da dove arrivi e dove vuoi arrivare?

Elfodiluce: Disegno fumetti da sempre, e fumetti gay da quando avevo 10 anni. Ne ho fatti di tutti i tipi e in tutte le ambientazioni possibili, ma in Italia non c’era mercato per certe cose, e non avendo credenziali è difficile farsi largo in ogni caso. Rainbows è arrivato dopo qualche collaborazione con microcase editrici indipendenti (ho vinto anche un concorso!): in realtà non avevo mai fatto una striscia, e tantomeno avevo usato un PC per elaborare i disegni, tuttosommato direi che mi è andata bene! Il mio sogno è poter proporre dei fumetti gay con un messaggio che trascenda i gusti sessuali di chi legge, qualcosa che possa arricchire e aprire gli occhi, ma mi rendo conto che di strada devo farne tanta.

Rainbows diverte anche gli etero senza ridicolizzare i gay in quanto tali, è una cosa abbastanza nuova…

Elfodiluce: E’ vero: di solito i fumetti gay mostrano i gay come una “categoria” a parte e non come “persone”, ed è su questo che vorrei insistere: i gay sono prima di tutto persone, ed è su questo che punto con Rainbows. Il mio umorismo si basa sulle situazioni, ma anche su chi le vive, così le storie trascendono l’orientamento sessuale, e al tempo stesso non privano i gay di naturalezza e dignità. Fino agli anni ’50 si credeva che i gay fossero tutti individui deboli e decadenti, in una parola “sfigati”, poi è arrivato Tom of Finland che ha rivoluzionato l’immagine gay, proponendo boscaioli muscolosi ed energici… Ma in fondo ha proposto essenzialmente un nuovo prototipo estetico: secondo me è arrivato il momento di svecchiare anche l’immagine “interiore” dei gay, di valorizzarci come individui e non come categoria. Cerco di dare a ciascuno dei miei personaggi una propria caratterizzazione (infatti mi concentro molto sulle espressioni) e una propria personalità, unica e sfaccettata, in modo che ci si possa identificare con loro anche in quanto persone e non solo in quanto gay.

Quali sono i tuoi progetti?

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Elfodiluce: Il mondo dei fumetti gay è ancora tutto da inventare, e parallelamente a rainbows mi piacerebbe poter dare il mio apporto in questo senso. Che io sappia non esistono fumetti erotici gay all’altezza di quelli etero, e tantomeno esistono fumetti gay a sfondo storico (e il materiale non mancherebbe) che approfondiscono il discorso psicologico e della caratterizzazione dei personaggi. Lo stesso discorso vale per la fantascienza, il fantasy e l’avventura. E sono tutte cose che mi piacciono molto. In Italia, poi, i fumetti gay sono una realtà quasi del tutto inesistente: riuscire a contribuire attivamente non sarebbe male, e ho già qualche contatto da approfondire, oltre che molte idee da sviluppare.

Qualche anticipazione su Rainbows?

Elfodiluce: Oltre a nuovi personaggi cercherò di introdurre tematiche un tantino più impegnate, ma sempre mediate dall’ironia, per offrire degli spunti di riflessione e divertire al tempo stesso. Inoltre le ambientazioni non rimarranno confinate a Magenta, e in questo sarà di grande aiuto l’entrata in scena della madre di Tony (come e perché sarà svelato a tempo debito). Inoltre mi piacerebbe mettere qualche elemento un po’ insolito, un po’ “pulp”…Chi vivrà vedrà!

I disegni che corredano l’intervista sono tratti da alcune opere giovanili dell’autore.

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