RATZINGER AL GAY VILLAGE

Lo impersonerà Serafino Iorli con il suo nuovo e atteso spettacolo ‘Anche i gay vanno in paradiso?’. Lo abbiamo intervistato: ‘Ho intenzione di controbattere a difesa degli omosessuali’.

ROMA – Grande attesa al Gay Village di Roma per il debutto, il 22 luglio prossimo, del nuovo spettacolo di Serafino Iorli, in arte “La Serafina”, tra i più celebri cabarettisti gay italiani. Un angelo, secondo la scaletta dello spettacolo, si manifesterà sul palco per coordinare una folle carrellata di personaggi: un bambino di tre anni in crisi di identità, la poetessa Saffo promotrice dei diritti civili sull’isola di Lesbo, un San Sebastiano in calo di audience, una coppia di fatto composta da due pinguini, una drag-filosofa che cerca di spiegarsi il mondo, un cardinale omofobo, e via ridendo…

Si sussurra che quel cardinale sia proprio l’ex-Ratzinger, oggi agli ‘onori’ delle cronache come papa Benedetto XVI. Per vederci un po’ più chiaro facciamo qualche domanda alla diretta interessata: “La Serafina”.
Cosa potrebbe accadere quando al Gay Village di Roma interpreterai una Lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali molto particolare?
Non me lo chiedere… Ho intenzione di manifestare i miei stati d’animo e di controbattere a certe affermazioni che vengono fatte contro i gay e che mi danno molto fastidio come la lettera “Homosexualitatis Problema” di Ratzinger del 1986. Certe dichiarazioni folli, che non hanno ne capo né coda, vanno superate. Vorrei precisare non imiterò Ratzinger… cercherò solo di rappresentarlo.
In ogni tuo spettacolo interpreti, trasformandoti in pochi instati, nuovi personaggi femminili. Ma Ratzinger non è donna…

Ho superato da tempo la dicotomia femminile-maschile e spero anche tu (ride)! Nell’ultimo spettacolo, Chi l’ha vista, interpretavo maschi come: un barman, un buttafuori, un cagnolino, Fuffi… Povero. In questo ultimo lavoro, c’e un bambino di tre anni con tutti le paure e le fobie di un adulto; un pinguino, Wendel, che vive felicemente nello zoo di Coney Island con il suo compagno Cass da otto anni; c’è Saffo che organizza il primo Mega-Pride Nazionale di Lesbo; San Sebastiano preoccupato per il calo di offerte; una Drag alta due metri e venti, “favolosa nullità”. Ho persino imparato a camminare sui trampoli… non è da tutti… Tutto è coordinato da un angelo, coattissimo, che viene mandato da Dio per capire “perché i gay sulla Terra sono considerati un pericolo per la società”. Ora ti lascio perché vado a provare, sono emozionantissimo; è un debutto…
Aspetta… Serafina, facciamo prima un passo indietro. Calchi le scene da più di vent’anni. Hai incominciato con i gay camp. Ci racconti il tuo esordio e l’atmosfera che si respirava?
Ho partecipato a tutti i campeggi gay, ben dodici, ho una certa età, ma non te la dico! C’era una gran voglia di stare insieme, di divertirci. Durante un campeggio mi sono anche sposato. Celebravamo “matrimoni” con tanto di altare, chierichetti, invitati e prete, Ciro Cascina, che ci faceva anche la predica. Poi con le auto addobbate si andava tutti al ristorante come ogni buona famiglia che si rispetti. Non posso dimenticare: Felix Cossolo, Franco Grillini, “la Titina”, “la Meri”, “la Poppi”, “la Tina”, “la Curciona”, “la Franca” di Foggia, “la Merdaiola”, zia Palmina, “la Porpora”, Valery, Elisa Visconti, “la Luna” di Bologna, Vanni già non tanto Piccolo [Vanni Piccolo tra i primi militanti gay, ndr.] e tanti altri personaggi che animavano il campeggio.
Intrattenitore, imitatore, cabarettista, trasformista? Qual è la definizione che ti si addice di più?

Non saprei, dipende dalle mani nelle quali capito… dal regista, s’intende. Quest’anno sono stato tutti i lunedì al “Teatro Colosseo” con Rivista di Marco Maltauro e ho interpretato anche parti drammatiche insomma che non fanno ridere, non ci credi vero?
Ci credo… ma è anche vero che non riesci a salire su un palco se non travestendoti…
Cattivo, non è esattamente così. Il mio scopo è creare un personaggio e sdrammatizzare, come nel caso del Cardinale, cerco la risata, ma non sempre è necessaria.
Poi offrire qualche consiglio a coloro che intendono incominciare a recitare?
È necessaria una scuola di teatro. Per imparare a recitare sono necessari dei maestri perché non si impara nulla da soli. Sono stato seguito da una persona meravigliosa che è Rosa Masciopinto, che insegna improvvisazione alla scuola Silvio D’Amico di Roma e Marco Maltauro. Per l’ultimo spettacolo spero di continuare a essere seguito da Nicasio Anselmo, regista di Good as You, Maledetta primavera show e Zum Zum Zum.
Di questi tempi è difficile far ridere ma tu ci riesci sempre tanto che hai un pubblico di fan affezionati. A tuo parere la satira può cambiare il mondo?
Certo, sempre che te la facciano fare! Guzzanti, Grillo, Luttazzi sono una chiara risposta. Secondo te perché sono spariti dalla televisione?
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di Stefano Bolognini

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