Revival Pasolini: mostre, balletti e il film di Abel Ferrara

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Il Grande Maestro friulano riscoperto da una mostra a Barcellona e dal Mittelfest che si inaugura oggi a Cividale del Friuli. E il regista Abel Ferrara annuncia un...

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Pasolini è più vivo che mai: è in corso un grande revival della figura del Sommo Maestro friulano, sempre più attuale nel suo prevedere il degrado culturale e sociale contemporaneo, al punto che all’Esame di Maturità viene riproposto il celebre estratto degli Scritti corsari in cui il consumismo viene descritto come “nuovo fascismo”. E forse ha ragione Walter Siti, recente vincitore del Premio Strega e curatore dell’opera omnia pasoliniana, quando a sua volta, in un’intervista a Italica, fa una previsione che potrebbe davvero realizzarsi: «Tra cinquant’anni rimarrà questa tensione provocata dall’insoddisfazione per i vecchi codici, come forza ed energia inscritte nel testo pasoliniano».

E così è tutto un ribollire di iniziative/omaggi/riscoperte dell’universo pasoliniano, a livello nazionale ma non solo: l’anarco-visionario Abel Ferrara ha annunciato che gli dedicherà il prossimo film, non appena avrà terminato Welcome to New York dedicato al caso Strauss-Kahn. Si intitolerà semplicemente Pasolini e sarà un coproduzione italo-belga-francese. A incarnare il protagonista sarà l’ottimo Willem Dafoe, alla sua quarta collaborazione con Ferrara dopo New Rose Hotel, Go go tales e 4:44 Last Day on Earth. La sinossi ufficiale di Pasolini recita che si tratterà della cronaca dei suoi ultimi giorni di vita: «A Roma, di ritorno dalla Svezia, lo scrittore inizia a cercare il suo amante, un giovane prostituto con cui accetta di incontrare altri uomini la sera successiva. Pasolini trova poi degli amici che lo invitano a smettere di scrivere i suoi articoli provocatori contro la Democrazia Cristiana, dopo la morte di un altro giornalista. Ma l’obiettivo di Pasolini è quello di denunciare quel governo di marionette, costi quello che costi».

Una grande mostra dedicata al rapporto fra Pasolini e la Città Eterna è in corso di svolgimento al Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona, si intitola “Pasolini Roma” ed è curata da Alain Bergala, Jordi Ballo e Gianni Borgna. È suddivisa in sei sezioni cronologiche che corrispondono ad altrettante fasi della vita romana di PPP, dal suo arrivo nella capitale il 28 gennaio 1950 alla morte all’Idroscalo di Ostia il 2 novembre del 1975. Sono esposti manoscritti originali di poesie, romanzi, saggi, articoli, sceneggiature, epistole e disegni, affiancate ad opere di artisti quali Guttuso, Morandi e De Pisis. È possibile ammirare anche le splendide foto di scena dei set pasoliniani realizzate da Angelo Novi. “Pasolini Roma” è visitabile fino al 15 settembre ma entro il 2014 arriverà a Parigi, Roma e Berlino. Termina invece a fine luglio la retrospettiva integrale Pasolini el cinema de poesia alla Filmoteca de Catalunya, curata in collaborazione con il Centro Studi – Archivio Pasolini e la Cineteca di Bologna.

Il Mittelfest di Cividale del Friuli, la cui 22esima edizione si inaugura oggi al Teatro Ristori, gli dedica invece l’omaggio Pasolini Vivo con l’unico progetto concepito da PPP per la danza, Vivo e Coscienza, un insolito “balletto-cantata” ideato nel 1963 che doveva avere le coreografie di Maurice Béjart e la voce narrante di Laura Betti ma non fu mai realizzato. Ne sono rimasti solo quattro fogli dattiloscritti. L’ha riportato in vita il coreografo Luca Veggetti e sarà interpretato dai giovani della Scuola Paolo Grassi di Milano con regia di Massimo Navone, progetto sonoro di Paola Aralla e voce registrata di Francesco Leonetti, attore e amico personale di Pasolini.

Prima assoluta al Mittelfest anche per lo spettacolo Una giovinezza enormemente giovane diretto da Antonio Calenda e prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con protagonista Roberto Herlitzka, inedito Pasolini immaginario che si ipotizza testimone della propria morte mentre osserva il proprio cadavere per terra e ne riscrive l’omicidio attraverso un evocativo monologo quasi divinatorio. Firma il testo Gianni Borgna, ex assessore romano alla Cultura di Roma molto vicino a Pasolini, della cui morte ha sempre contestato la versione ufficiale, facendo riaprire il suo caso presso la Procura della Repubblica.

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