RITAGLI D’AUTORE

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Supereroi contro l'omofobia e sexy alieni si affiancavano alle prime riviste pornografiche. Rileggere (e guardare) i primi fumetti gay italiani ora è possibile grazie alla raccolta "Prime Cuts".

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Se siete fra coloro che hanno preso coscienza della loro omosessualità prima che internet prendesse piede, forse vi sarà capitato di cercare in edicola qualcosa che fosse adatto a voi. In effetti, prima che i siti web diventassero un punto fermo per la comunità omosessuale, il coming out con se stessi -soprattutto per quelli che abitavano nelle città di provincia- passava anche attraverso l’aquisto di una qualche pubblicazione gay. Purtroppo in Italia la comunità GLBT ha iniziato a cementarsi e ad aquisire una vera consapevolezza sociale solo dopo il World Pride del 2000, quando internet aveva già iniziato ad affermarsi. Di conseguenza, prima di quella data, una vera e propria editoria omosessuale italiana non è mai riuscita ad imporsi. In compenso dopo quella data internet e i free-magazines distribuiti nei locali si erano già imposti prepotentemente, rendendo obsoleta l’idea di un’editoria gay da edicola.

A parte la storica rivista Babilonia e alcune riviste gay oriented nei primi anni 90 (qualcuno si ricorda Adam?), tutto quanto si rivolgeva al pubblico gay prima del 2000 si riduceva a una manciata di riviste di annunci o pornografiche. Queste ultime erano realizzate in maniera pressochè raffazzonata, riciclando le immagini dei video hard prodotti negli USA e in Europa, condendo il tutto con racconti e articoli che sarebbe un eufemismo definire amatoriali. Tuttavia non è esagerato affermare che hanno rappresentato qualcosa di importante per intere generazioni di gay italiani.

Una rivista in particolare, Gay Italia, era diventata un vero e proprio cult, perlomeno a giudicare dai riscontri di pubblico. Partita come rivista mensile, era diventata quindicinale e poi, a cavallo degli anni 80 e 90, persino settimanale! A quel punto chi la gestiva si ritrovò con una grande quantità di pagine da riempire, e così si aspirò alle riviste hard statunitensi, inserendo anche illustrazioni e fumetti. Ovviamente in Italia non c’erano autori da contattare, e così i redattori di Gay Italia ebbero la bella idea di riprendere i fumetti dalle riviste USA, ovviamente senza alcuna autorizzazione e senza alcuna pretesa professionale. Questa operazione, decisamente disonesta, ebbe comunque l’innegabile merito di dare ai lettori italiani un assaggio dei fumetti gay pubblicati oltreoceano.

Oggi buona parte di quel materiale è praticamente introvabile, è non è più stato nemmeno ristampato negli

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Oggi buona parte di quel materiale è praticamente introvabile, è non è più stato nemmeno ristampato negli Stati Uniti. D’altra parte ora che vanno di moda artisti dotati, moderni e dinamici come Joe Phillips probabilmente non ci sono molti editori disposti a rischiare con la ristampa di fumetti gay risalenti a dieci, venti o trenta anni fa (e spesso di qualità semi-professionale). I nostalgici di quel tipo di fumetti (e tutti quelli che non li hanno mai conosciuti) sono quindi destinati a non poterli leggere mai più? Non è detto. L’editore Bruno Gmunder, che ultimamente sembra ottenere un buon successo con le sue lussuose raccolte di fumetti gay, sta iniziando a sperimentare anche la ristampa d’autore. I primi che hanno beneficiato del suo interessamento erano comparsi sporadicamente anche su Gay Italia: Howard Stangroom (vero nome Will Morgan) e Stephen Lowther.

I due hanno lavorato insieme per oltre due decenni (fino alla meta degli anni 90), pubblicando su numerose riviste gay americane una gran quantità di storie brevi. L’editore Gmunder ne ha selezionate alcune e ha dedicato loro un’antologia dal titolo Prime Cuts (ovvero: “I ritagli migliori”). Gli autori di queste storie sono stati due veri e propri pionieri del fumetto gay moderno, e hanno sperimentato una grande varietà di generi. Dai supereroi alla commedia, passando per l’horror, il fantasy e l’avventura, il denominatore comune di queste storie è la voglia di proporre un modo originale di inserire tematiche omosessuali nei fumetti (utilizzando storie e spunti più vicini ai generi fumettistici di largo consumo), con un’abbondante dose di erotismo soft a base di nudi integrali. Il risultato finale incuriosisce e talvolta fa sorridere per la sua vena involontariamente dissacratoria, e nonostante lo stile grafico datato (che si richiama al fumetto mainstream americano degli anni 80), è decisamente apprezzabile.

Il mondo presentato in Prime Cuts è popolato da supereroi che salvano i gay dalle aggressioni omofobe e sfilano nei cortei dei gay pride, da extraterrestri bellissimi che discendono sulla terra per portare amore e tolleranza…Ci sono anche storie che raccontano di esploratori spaziali alle prese con mondi misteriosi e alieni accondiscendenti, di difensori galattici che devono avere la meglio su interi pianeti per salvare i loro boy-friends. Per non parlare della surreale vicenda che ruota attorno ad un alieno a forma di triangolo rosa (uno dei simboli gay più famosi) che si sacrifica per salvare l’umanità da un invasione di amebe carnivore. C’è persino un gruppo di gay e lesbiche che grazie all’intervento di una nave spaziale viene dotato di fantastici superpoteri per combattere l’omofobia promossa da Margaret Thatcher (primo ministro inglese dal 1979 al 1990 e vero e proprio “nemico pubblico” della comunità omosessuale internazionale di quegli anni).

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