Sadistic Boy: se un sadico finisce tra le mani di un master

Pubblicata da Black Velvet esce la trilogia di Sarasa, un giovane gay in perenne lotta con la sua indole sadica, che emerge quando raggiunge il massimo dell’eccitazione. Fino a quando un master…

Gli editori italiani di fumetti non sono rinomati per il loro coraggio e per la loro audacia, soprattutto per quel che riguarda la pubblicazione di fumetti dai contenuti esplicitamente omoerotici. La paura di confrontarsi col clima poco gay friendly del nostro paese, il timore di essere boicottati dal pubblico etero ed evitati dal pubblico gay (che in Italia si fa ancora parecchi problemi quando deve fare acquisti che possono identificare il proprio orientamento), ma anche la difficoltà di confrontarsi con una nicchia di mercato praticamente inesplorata rappresentano una serie di notevoli deterrenti. Per questo acquista particolare valore l’operato dell’editore Black Velvet, che nella sua collana NU ha iniziato a proporre manga dai contenuti esplicitamente omoerotici. Dopo la grande scommessa di pubblicare i baramanga (manga gay per gay) di Gengoroh Tagame, per la prima volta in Europa, ha appena ultimato la pubblicazione del boys’ love (manga gay per ragazze) “Sadistic boy”, e anche in questo caso detiene il primato di pubblicazione europea.

Il "ragazzo sadico" del titolo, e le cui vicissitudini animano i tre volumi che compongono la serie, è Sarasa Takazu: allievo modello di un liceo privato del cui direttore è figlio adottivo. In realtà Sarasa è in perenne lotta con la sua indole sadica, che tende ad emergere prepotentemente quando è eccitato o quando si trova alle prese con una persona per cui prova sentimenti molto intensi. L’unico modo per frenare la sua violenza è quello di dimostrarsi più sadici di lui e trasformarlo in un masochista da dominare fino a prosciugarne le forze. Ovviamente Sarasa custodisce gelosamente questo segreto, sfogandosi periodicamente con suo cugino Haruki Matsunaga, un androgino master che conosce perfettamente il corpo di Sarasa e le sue esigenze. Ad infrangere questo precario equilibrio ci pensa un compagno di Sarasa: Kazunari Shinjo, che si innamora senza condizioni del protagonista, al punto di diventare totalmente vittima del suo sadismo, e anche se questo significa rischiare la sua vita. A complicare ulteriormente le cose arriva anche l’infermiere dell’istituto di Sarasa e Kazunari, il professor Mamiya, a sua volta amante di fetish e sadomaso e – all’insaputa di tutti – primo master di Haruki. Mamiya vuole tornare ad essere il padrone assoluto di Haruki, ma ora che ha scoperto cosa succede nella sua scuola vuole anche sottomettere Sarasa e Kazunari.

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Fra un susseguirsi di rituali di dominazione i sentimenti iniziano a trasformare il gioco sessuale in qualcosa di più. Sarasa, Kazunari e Haruki iniziano a cambiare e a capire che il loro legame si sta trasformando e forse è in grado di mutare la natura sadica di Sarasa, di rendere più forte Haruki e di aprire il cuore di Haruki, portando ad un finale inaspettato e semplicemente inconcepibile per la maggior parte dei boys’ love (dove alla fine vince sempre l’amore di coppia e non si arriva mai a dei veri e propri amori a tre). Anche se non stiamo parlando di un fumetto propriamente gay, e anche se all’inizio la caratterizzazione totalmente androgina dei personaggi può mettere a disagio, ci troviamo comunque di fronte a un prodotto molto interessante e decisamente raffinato, che – per una volta – fa dimenticare la presenza delle tipiche censure da boys’ love e la tipica trasfigurazione dell’omosessualità ad uso e consumo del pubblico femminile. Dopo aver seguito le vicende dei tre protagonisti si ha la netta sensazione che l’autrice, Tori Maia, utilizzi i rapporti omosessuali e il sadomasochismo come canale privilegiato per descrivere il valore dell’amore assoluto, che trascende sensazioni come il piacere e il dolore, e che va ben oltre alle definizioni di genere e orientamento sessuale.

Ad impreziosire ulteriormente questi tre volumi ci pensano un’intervista esclusiva a Tori Maia (la prima rilasciata per l’occidente), una alla sua redattrice Junko Numazaki e una saggio introduttivo di Elsa De Marchi, senza contare l’imponente dose di note esplicative a cui la Black Velvet non rinuncia mai. Come se tutto ciò non bastasse, per quanti volessero ordinare i volumi direttamente presso la casa editrice, non ci saranno spese di spedizione e un’esclusiva serie di cartoline e segnalibri di Sadistic Boy sarà compresa nel prezzo. A questo punto non resta altro che augurarsi che le scelte di un editore così coraggioso e professionale vengano premiate dal successo che meritano, visto che i manga omoerotici espliciti che attendono una pubblicazione italiana sono ancora tantissimi, soprattutto se non si considera solo l’ambito fetish e sadomaso.

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Se volete ordinare Sadistic Boy direttamente presso l’editore potete contattare l’indirizzo [email protected]

di Valeriano Elfodiluce