Il 5 aprile di 47 anni fa si svolgeva la ‘Stonewall italiana’

Come nel 1972, ancora oggi dopo 47 anni dobbiamo ancora organizzare manifestazioni per manifestare contro un Congresso omofobo.

Era il 5 aprile 1972, poco meno di 3 anni dopo i Moti di Stonewall. Questa è una data storica per la comunità LGBT italiana, perché segnò una delle prime manifestazioni contro l’omofobia in Italia. Siamo infatti a Sanremo, che per la storia LGBT è stata teatro della nascita del movimento di liberazione omosessuale, in occasione del Congresso internazionale di sessuologia (CIS). Buffo pensare che in quasi 50 anni di rivoluzione, non molto è cambiato. Come nell’aprile 1972, solo la settimana scorsa (il 30 marzo) quasi 150.000 persone erano presenti a Verona. Ancora una volta per manifestare contro un congresso internazionale. Anche se questo era rivolto alle famiglie “naturali”.

Il 5 aprile 1972 è una data ricordata come la Stonewall italiana. Da altri viene identificata come il primo Gay Pride d’Italia, perché per la prima volta in assoluto un gruppo di persone provenienti da tutta Italia e non solo manifestava con orgoglio la propria appartenenza alla comunità LGBT. 

La prima protesta della Stonewall italiana

Gli attivisti LGBT italiani e stranieri, quel 5 aprile si ritrovarono a Sanremo per manifestare contro il Congresso internazionale di sessuologia, che vedeva tra i temi in programma anche alcuni che riguardavano l’omosessualità e le terapie riparative per curarla. Il 17 maggio 1990 era ancora lontano, data in cui l’OMS rimosse l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali. Nonostante questo, le associazioni LGBT non poterono rimanere in silenzio dinanzi a questo affronto. 

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Con la voglia di affermare che l’omosessualità non era una malattia, che non c’era nulla da curare e per dimostrare il proprio orgoglio nell’essere omosessuali, gli attivisti si posizionarono davanti l’entrata del Casinò dove si svolgeva il convegno, manifestando pacificamente. Erano presenti Mario Mieli, attivista gay romano, e l’associazione F.U.O.R.I.! (Fronte unitario omosessuale rivoluzionario italiano). Oltre ad altre associazioni straniere, come la francese Front Homosexuel d’Action Révolutionnaire (FHAR) e l’Internationale Homosexuelle Révolutionnaire (IHR), il Movement Homosexuel d’Action Révolutionnaire (MHAR) del Belgio, dal Regno Unito veniva il Gay Liberation Front.

A Sanremo, 47 anni dopo in ricordo della prima protesta LGBT

Da oggi fino a domenica 7 aprile 2019, Sanremo ha voluto ricordare quella prima manifestazione. In ricordo di Mario Mieli e degli altri attivisti presenti, è stata allestita una mostra fotografica chiamata “Sanremo Fuori!”. Oltre alla mostra, sono state organizzate alcune conferenze con personaggi del movimento LGBT italiano, presso il Forte di Santa Tecla, a Sanremo. Particolare attenzione sarà dedicata alla figura di Mario Mieli, in quanto tra i fondatori del F.U.O.R.I.!. 

Tra gli ospiti, saranno presenti il segretario nazionale di Arcigay Gabriele Piazzoni, il presidente nazionale di AGeDO Fiorenzo Gimelli e alcune dei protagonisti che quel 5 aprile 1972 manifestarono la propria appartenenza al movimento di liberazione omosessuale. Nel pomeriggio di oggi, interverranno Enzo Cucco, presidente dell’associazione Sandro Penna, e Riccardo Rosso, presente alla manifestazione nel 1972. Domani, alle 15, interverranno Gabriele Piazzoni e la dottoressa Margherita Graglia. Quest’ultima fa parte del CIS, e discuterà su “Come è cambiato il movimento Lgbt“.  Domenica 7 sono attesi Fiorenzo Gimelli e Serena Graneri, ovvero la responsabile nazionale della rete Arcigay Giovani.

Monica Cirinnà, via social, ha così voluto ricordare l’anniversario: “47 anni fa, il 5 aprile del 1972, nasceva a Sanremo il FUORI, dando vita al movimento di liberazione della comunità LGBT+ italiana. Da allora, omosessuali, lesbiche e trans hanno lottato senza sosta per fare dell’Italia un paese più libero, più giusto, in cui tutte e tutti, persone e famiglie, abbiano pari dignità sociale nel solco della Costituzione. Io ho avuto l’onore di essere al loro fianco, e di compiere assieme a loro una parte importante di quel percorso. Un percorso che continua, di fronte a minacce nuove e gravi, su molti fronti: dagli attacchi del Governo alle famiglie arcobaleno – penso al terribile decreto Salvini/Bongiorno/Tria sulle carte di identità, che di fatto priva i bambini e le bambine arcobaleno della loro identità – alla crescita della violenza omolesbobitransfobica, ai continui tentativi di creare una vera e propria egemonia culturale contraria alle conquiste di libertà e civiltà che questo Paese ha guadagnato con fatica.
Per tutti questi motivi, giovedì 11 aprile sarò a Bologna, di fronte all’Assemblea legislativa regionale, a testimoniare e a protestare contro un nuovo Congresso di odiatori, stavolta organizzato dalle destre politiche contro la proposta di legge regionale contro l’omotransfobia: una proposta seria, di eguaglianza e inclusione, che per questo viene combattuta dalla parte più oscurantista della Regione e del Paese, sempre pronta a strumentalizzare a fini elettorale i nostri sforzi per ottenere più libertà, più eguaglianza, più giustizia.