“Sciò! Giovani, bugie e identità”, storie GLBT a fumetti

Esce il secondo libro di Delia vaccarello, curatrice della collana ‘Principesse Azzurre’ di Mondadori. Ma questa volta le storia sono raccontate con i disegni della fumettista Giulia Argnani.

Ogni volta che nel nostro paese viene realizzato un fumetto a tema gay è un po’ un evento, se poi consideriamo che questa volta il fumetto è stato pubblicato addirittura da Mondadori dovremmo fare i salti di gioia. Perlomeno in teoria. In realtà la situazione è leggermente complessa e va analizzata nel dettaglio. Da qualche anno la Mondadori ha scoperto che i libri a tematica gay hanno un loro pubblico, tant’è che ora ha una collana di antologie a tema gay (Men on Men, a cura di Daniele Scalise), e una a tema lesbico (Principesse Azzurre, a cura di Delia Vaccarello). La curatrice di Principesse Azzurre, giornalista e attivista GLBT ben nota, ha proseguito la sua collaborazione con Mondadori realizzando "L’amore secondo noi", raccolta di storie vere di giovani a confronto con la propria sessualità. 

Visto il buon successo del libro, ha fatto il bis con "Sciò! Giovani,

bugie, identità", che segue le orme del titolo precedente, ma con una novità: le storie sono raccontate attraverso i fumetti di Giulia Argnani e affrontano prevalentemente tematiche GLBT. Le otto storie presenti nel volume sono abbastanza eterogenee per tematiche e situazioni, tuttavia dopo averle lette non si può fare ameno di notare che non fanno una bella pubblicità alla condizione GLBT. Nella prima Luigi patisce le pene dell’inferno a causa di un evidente disforia di genere (vorrebbe essere nato donna), nella seconda Michela si concede al suo ragazzo dopo aver capito quanto è fortunata rispetto alla zia lesbica, nella terza Adele  è evidentemente frustrata dal fatto che il suo ragazzo ideale è gay, nella quarta non solo Angela e Sara sono costrette a reprimere la loro relazione e sono considerate addirittura delle indemoniate da esorcizzare… E le altre quattro storie presentano atmosfere simili: nella quinta Marco è un bisessuale indeciso che finisce per preferire le ragazze ; nella sesta Lucetta dopo vari fallimenti con i ragazzi inizia a ipotizzare una scelta lesbica; nella settima (l’unica a lieto fine per tutti) Altea e Silvana scoprono l’amore e fanno una scelta di visibilità e nell’ultima Giulio prende coscienza della sua

omosessualità, perdendo il ragazzo che ama (che evidentemente non si accetta) e intraprendendo un cammino che si annuncia assai difficile. 

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Premesso che queste storie, se sono vere, sono comunque molto esemplificative di una realtà italiana ancora molto confusa e priva di punti di riferimento concreti per gli adolescenti GLBT, resta il fatto che questo libro ha il sapore di un’occasione mancata. In primo luogo perchè offre uno spaccato prettamente angosciante e nebuloso della sessualità adolescenziale, peraltro senza mai raffigurare nemmeno un bacio gay (troppo compromettente?), in secondo luogo perchè usa il linguaggio del fumetto in maniera essenzialmente didascalica, dando un supporto visivo ai racconti,

piuttosto che creando dei veri e propri fumetti…E il tratto "disneyano" di Giulia Argnani (che omaggia fumetti per adolescenti come le W.I.T.C.H.) non aiuta e talvolta risulta persino fuori luogo. 

Leggendo questo libro si ha l’impressione che l’adolescente GLBT non possa trovare alcuno spazio o sostegno reale al di fuori di sè stesso, che le uniche relazioni concrete (e con qualche speranza) siano quelle lesbiche, che nessuno possa avere le idee davvero chiare e che, se qualcuno le ha in quanto omosessuale, è destinato comunque a incontrare mille difficoltà. Se, come peraltro è dichiarato nell’introduzione, questo libro si rivolge agli adolescenti, quale messaggio potrà fargli arrivare? Che

l’omosessualità porta sempre angoscie e guai? Che essere indecisi non è un problema di autoaccetazione, ma una fase che ognuno può gestire come meglio crede? L’idea di base era buona, ma poteva essere sviluppata decisamente meglio.

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di Valeriano Elfodiluce