Scout e omosessualità: la venerazione del corpo degli adolescenti

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Già dal suo fondatore Baden-Powell, lo scautismo ha visto uomini dediti all'ammirazione per il corpo degli adolescenti.

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Lo scautismo è una delle esperienze educative e formative più longeve del nostro tempo, arrivato a 110 anni di storia. Ma pochi, ad oggi, ricordano quanto si sia intessuta una trama tra scout e omosessualità. Per essere più precisi, nel caso del mondo scautistico, è emerso una propensione alla efebofilia da parte delle figure di spicco, ovvero, l’attrazione verso ragazzi adolescenti (14-18 anni) e preadolescenti (10-14 anni). Va qui fatta una dovuta precisazione: non è nostra intenzione affermare che l’omosessualità riguardi solo l’attrazione verso persone più giovani, naturalmente. Come in tutti gli orientamenti sessuali, l’età è una variabile non condizionata.

Chi sta scrivendo è stato Scout – o meglio, sono Scout, ma non più parte di alcuna associazione, perché come dice il motto: semel scout semper scout, una volta scout, per sempre scout. Non c’è volontà di giudizio nella mia analisi – né negativa, né favorevole – ma solo l’obiettivo di far riemergere un fenomeno che molti, forse tutti, ignorano a proposito di scout e omosessualità.

baden powell scout e omosessualitaIl fondatore degli Scout è Sir Robert Baden-Powell, dalle guide e dagli esploratori conosciuto semplicemente come BP. Nel 1907 tenne il primo campo Scout sull’isola di Brownsea nel Regno Unito, con 20 ragazzi adolescenti maschi. Le ragazze non vennero accolte nei Boy Scouts, dando vita nel 1910 alle Guide, aggregazione femminile affidata alla sorella Agnes. L’attività filantropica e pedagogica di B.P. fu al centro di accuse – per molti ritenute infondate – di pederastia, basandosi anche sulla sua ammirazione per la mascolinità e la bellezza giovanile, a discapito delle donne, che gli avrebbero spesso provocato stati d’ansia. Baden-Powell, generale encomiato dell’esercito britannico, avrebbe avuto un rapporto particolarmente profondo con Kenneth McLaren, un’ufficiale ventenne conosciuto in India nel 1882 e soprannominato “The Boy” a causa del proprio aspetto da adolescente. Storia che ha visto un tragico epilogo: The Boy finì in un profondo stato depressivo dopo la fine della relazione con B.P. causata dal proprio matrimonio, finendo i suoi giorni in un manicomio.

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Oltre a Sir Baden-Powell, troviamo altre figure storiche dello scautismo dedite all’ammirazione della bellezza maschile giovanile. Pierre Joubert, illustratore francese nato nel 1910, è ritenuto uno dei padri fondatori dell’estetica Scout europea. Già sul finire degli anni ’20, videro la luce le prime tavole da lui composte a tematica Scout: ma perché parlare di Joubert in un articolo su Scout e omosessualità? L’illustratore francese sviluppò un’estetica particolare, favorendo il ritratto di preadolescenti e adolescenti scout intenti in attività tipiche dei campi d’avventura. Il tratto di Joubert è aggraziato, i volti e i corpi dei ragazzi da lui disegnati sono efebici, femminei, seppur fieri. Il vestiario, coerentemente con le uniformi degli scout di Francia, è caratterizzato da pantaloncini a mezza coscia, camicie spesso aperte sul petto o, semplicemente, Joubert ritraeva i giovani a petto nudo. Una delle opere più conosciute dell’illustratore francese è contenuta in un’edizione de “Il Libro Della Giungla” di Rudyard Kipling, testo fondamentale per la branca minore dello scautismo, i Lupetti. Nelle illustrazioni il protagonista bambino, Mowgli, è ritratto nudo, frontalmente e a figura intera.

mowgli-joubert-scout-e-omosessualitaTra le opere attribuite a Pierre Joubert troviamo anche scene di ragazzini Scout intenti a lavarsi nei ruscelli – come capitato, per altro, anche al sottoscritto – se non puri studi di nudi maschili, sempre con adolescenti o preadolescenti come soggetti. Una tendenza, questa, che si ritrova anche in uno dei fotografi più affermati dello scoutismo: Robert Manson.

scout-e-omosessualita-002Manson, nato nel 1907, segue Pierre Joubert nella missione di raccontare lo scautismo: l’influenza estetica tra i due è forte, tanto da creare opere visivamente identiche. Anch’esso pone l’attenzione sui ragazzi adolescenti e preadolescenti, e, proprio come Joubert, ritrae sovente ragazzini svestiti. Un filone, quello dell’estetica della giovinezza maschile, che unisce i due artisti alla propensione dello stesso Baden-Powell per l’ammirazione dell’adolescenza, obbligando l’osservatore ad una profonda riflessione sul legame storico tra Scout e omosessualità.

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Gli esempi sarebbero ancora numerosi, ma voglio chiudere la riflessione partendo da un’esperienza personale. Più di dieci anni fa mi sono ritrovato a dover riordinare un archivio dell’AGESCI (Associazione Guide E Scout Cattolici Italiani). Tra i tanti documenti, un nutrito archivio di fotografie ha attirato la mia attenzione: tra queste, ho trovato una raccolta di foto provenienti da alcuni campi scout degli anni ’70 incentrata sul tema delle usanze e dei costumi degli Indiani d’America. Sin da Baden-Powell, l’estetica e le discipline dei Nativi Americani hanno influenzato le pratiche Scout: dalle tende di pellame, passando per la costruzione di canoe, fino al riprendere i costumi tipici. In questa serie di foto, spiccava un ritratto di tre ragazzi, verosimilmente tra i 14 e 16 anni, davanti ad una tenda indiana vestiti solamente di un perizoma. Con copricapi di piume, i tre posavano fieri di fronte all’obiettivo del fotografo; un ricordo, questo, che ho archiviato tra i tanti nella mia memoria, ma che oggi riaffiora trattando questo tema.

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Approfondendo in questi giorni, ho trovato alcune rare fotografie – ma comuni a molti gruppi Scout di varie nazioni – simili a quella da me incontrata. In particolare, nella tradizione dei BSA (Boy Scout of America) è presente la pratica d’inscenare la “Indian Dance”, un rituale che si svolge, solitamente, attorno a un fuoco in costume da Indiano d’America ; costume che, spesso, è composto solamente da un copricapo di piume e un perizoma. Una pratica che pare dimenticata da molti gruppi Scout (come, in generale, tutto lo scenario ispirato ai Nativi Americani), fatta eccezione di un particolare gruppo legato ai BSA: Order of the Arrow (OA). L’ordine della freccia è un’ordine d’onore dell’associazione americana aperto unicamente ai soli maschi sotto i 18 anni (oltre che ai capi, s’intende).

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Dunque, lo scenario dimenticato dell’omofilia nel mondo Scout vive nella memoria di alcune opere e pratiche, lasciando il posto a un nuovo scautismo aperto a tutte e a tutti i ragazzi, dove i lati più nascosti sono in via d’estinzione; probabilmente anche grazie all’apertura recente dei BSA versi i capi scout dichiaratamente omosessuali e bisessuali. Un’onda progressista che ha investito anche l’AGESCI, in particolare in un documento prodotto qualche anno fa dove si è trattato il tema delle coppie same-sex.

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