SESSO FINO A UCCIDERE

Un adolescente dalla straordinaria bellezza diventa il mito dei master SM di un sito internet, pronti a pagare oro per ammazzarlo. Ecco “Troie” sorprendente romanzo di Dennis Cooper.

Se vi scandalizzano la pedofilia o il sesso estremo (e quando dico estremo, mi riferisco al senso letterale) state lontani da questo libro. Anzi, state lontani da Dennis Cooper: è pericolosamente capace di costringervi a gettare uno sguardo sulle abiezioni più viscerali non solo della comunità omosessuale ma della nostra stessa società nella sua totalità. È per questo che Troie, il suo ultimo romanzo edito in Italia da Fazi (240 pagine, 15 euro), ha il sapore del capolavoro. E usare questo termine per un libro in cui non si parla che di rapporti anali estremi, sessioni sadomaso e sottomissione psicologica di minorenni non è roba da poco.

Riferire la trama di Troie è semplice e complesso allo stesso tempo: semplice perché si tratta in sostanza della storia di Brad, adolescente dalla inconsueta bellezza che per tirare a campare decide di prostituirsi prima in strada e poi su internet dove, grazie anche all’intervento del suo ‘amico’ Brian, nasce un vero e proprio mito che lo riguarda. Brad comincia a essere rappresentato in rete come un ragazzo pronto a vendere la propria morte al miglior offerente. All’interno dell’ambiente del porno estremo esistono già i cosiddetti video snuff, girati amatorialmente per riprendere le torture sadomaso inflitte a qualcuno per portarlo fino alla morte. L’industria del piacere ha inventato anche questo, la possibilità di vedere in video qualcuno che uccide qualcun altro. Ma che un ragazzo di 14 anni si dia da fare per trovare chi lo torturi e uccida, rappresenta il limite estremo del masochismo. O del desiderio di notorietà.

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Ma il contenuto di Troie è anche estremamente complesso perché il libro intreccia tematiche molto diverse, alcune più esplicite, altre da ricercare nella originale costruzione del romanzo, e tutte capaci di mettere in luce gli aspetti e le conseguenze più devianti del modo di vivere a cui inconsapevolmente ci stiamo abituando.

Il primo tema è quello della vita che nasce e si sviluppa in rete: nel libro c’è un po’ di mondo reale, Portland e Los Angeles come location privilegiate, ma non è chiaro cosa accada realmente per le strade, mentre è perfettamente chiaro che il vero caso nasce online, e precisamente nei siti di recensioni per escort. È qui che sorprendentemente questo ragazzino di nome Brad, la cui età ufficiale è 18 anni – ma tutti quelli che hanno avuto il privilegio di incontrarlo di persona sono pronti a giurare che non ne ha più di 14 – diventa il mito della comunità di master SM pedofili. Tutti coloro che si eccitano immaginando di massacrare di botte un ragazzino prima di scoparselo rudemente vedono in Brad l’incarnazione di un sogno: a mano a mano che i primi che lo incontrano pubblicano la loro recensione sul sito, cresce la schiera di coloro che si danno da fare per contattarlo e tra di loro appare Brian che non ha remore a confessare che la sua fantasia di sempre “è quella di uccidere un ragazzo durante l’atto sessuale”.

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Se questo vi fa inorridire, sappiate che siamo ancora solo all’antipasto…

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Se questo vi fa inorridire, sappiate che siamo ancora solo all’antipasto: nelle 240 pagine del romanzo si alternano descrizioni di mutilazioni, immaginate o presumibilmente vere, e di sottomissioni, e non si riesce mai a stabilire un confine netto tra realtà e immaginazione. Fino a che punto siamo disposti ad arrivare per seguire il piacere? Ecco un altro dei temi centrali. E questo non riguarda soltanto gli appassionati che si danno da fare per riuscire a contattare Brad e seviziarlo a loro piacimento, ma anche lui stesso che sembra essere il primo a desiderare un rapporto che lo faccia soffrire e magari ponga fine alla sua esistenza; ma anche in questo caso Cooper è geniale nel farci notare che non si tratta di un semplice desiderio di morte, ma di qualcosa di molto più complesso.

Infine c’è il tema del linguaggio. Tutta la vicenda viene ricostruita attraverso le recensioni apparse su internet, gli interventi nei forum nati appositamente per i fan di Brad, le email scambiate tra i protagonisti; insomma sono le voci dei personaggi che parlano direttamente, con linguaggio chiaro e diretto (e perfettamente tradotto dall’ottimo Stefano Tummolini) mentre l’autore scompare dietro la loro voce. Ne scaturisce un effetto verità che rende ancora più conturbanti le descrizioni scabrose e paradossalmente più verosimili le perversioni di certi personaggi. Ma altrettanto centrale è il tema della realtà: solo nelle ultime tre pagine del libro avremo la possibilità di intuire chi e che cosa è reale nella vicenda narrata mentre la maggior parte della storia si gioca sull’equilibrio precario di una finzione nata sul web e i cui riferimenti con ciò che accade per strada sono assai labili. Chiunque abbia un minimo di esperienza nei forum online, sa che spesso si arriva a un punto in cui è difficile capire chi si nasconda dietro a uno pseudonimo, se dietro a vari nick non si celi la stessa persona oppure se più persone non decidano di utilizzare la stessa identità virtuale. E tutto per inseguire una notorietà parallela che sciolga dal giogo dell’anonimato e del non-senso vissuto come una ineluttabile condanna nella vita di tutti i giorni.

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Troie è un giallo virtuale o, come viene definito nella quarta di copertina, un thriller metapornografico. Ma soprattutto è una storia, tanto più plausibile quanto più assurda, di come siamo fatti. Noi gay, innanzitutto. Noi popolo di internet. Ma anche noi esseri umani del terzo millennio. “Uccidere un ragazzo che vuole morire è l’esperienza più estrema del mondo. Io ho avuto esperienze sessuali più intense e profonde di chiunque altro, e conosco l’orrenda verità della vita. Brad mi aveva convinto che voleva farsi uccidere da me perché questo avrebbe significato che lui e io ci amavamo davvero”.

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