Sette religiose e omosessualità

Satanisti, Scientology, Geova, realtà cattoliche scismatiche, psico-sette, documenti e testimonianze shock: è uscito Il libro nero delle sette in Italia. Ne parliamo con l’autrice.

Dall’omofobia più bieca all’omofilia manifesta, il rapporto tra sette e omosessualità ha decine di sfumature e sovente oltrepassa i confini dell’immaginazione.
Si passa dai Geova convinti, per farla breve, che gli omosessuali siano il demonio e Arkeon, che li convertirebbe in eterosessuali (il condizionale è d’obbligo), per arrivare al Satanismo, che sembrerebbe aprire al libero amore, ma ad una condizione… che sia fedele.

Caterina Boschetti si è districata in un ginepraio di culti, nuovi e vecchi credo, eresie dimenticate e riciclate e reinterpretate fantasiosamente, tra santoni, sacerdoti, maghi e fattucchiere.
Il quadro, ne Il libro nero delle sette in Italia (Newton editori), è shockante: tutte le sette si presentano con uno sguardo gentile e diventano, via via, veri e propri carnefici, sfruttamento economico (e sessuale) dell’adepto incluso. Uscirne è un dramma.
Anche un banale corso di Reiki, una conferenza per il recupero delle energie positive, un’offerta di dieta orientaleggiante o dei seminari di arancioni possono nascondere orribili sorprese. Ecco quali.

Inquadriamo brevemente il fenomeno delle sette. Cosa sono? Come agiscono? Sono diffuse in Italia?
Il fenomeno dei nuovi movimenti religiosi, o pseudo tali, è radicato in Italia da molti anni, come dimostrava il così detto rapporto UCIGOS del Ministero dell’Interno voluto nel 1998 (ormai dieci anni fa) dall’allora ministro dell’Interno, Giorgio Napolitano. Definire un gruppo una setta, dal 2004, secondo una precisa sentenza della Cassazione non ha più connotazione dispregiativa, ma ne indica il carattere chiuso e il cui credo è noto solo a un ristretto numero di adepti.  Il problema non è l’utilizzo della parola in sé, ma le azioni che vengono compiute da chi ne fa parte: il credo in quanto tale, a meno che non inciti alla violenza e alla sopraffazione dell’altro, non è nocivo. Lo sono coloro che esercitano tale culto come arma di condizionamento mentale.

Il tuo è un libro nero. I culti di cui parli hanno solo un volto oscuro?
Al di là del titolo del libro, il concetto di “oscuro” per me ha una

doppia valenza. In primo luogo è inteso come “nascosto, poco conosciuto” e anche “sommerso”. Ovviamente poi c’è l’altro lato della medaglia, ovvero la parte deviata, la “scheggia impazzita”, che si ritrova, è bene dirlo, in tutte le religioni. Non tutto è limpido e “amorevole” in un culto, qualunque esso sia, poiché ogni ideologia, anche culturale, proviene dall’uomo, che può essere corrotto o trasparente, egoista o altruista, truffatore od onesto.

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Veniamo all’omosessualità. Il libro nero di sette e omosessualità non è ancora stato scritto, ma qualcosa trapela nelle tue pagine. Faccio i nomi: Testimoni di Geova; Iskon, l’associazione Krisna, Scientology, La Chiesa dell’Unificazione del Reverendo Moon. Ci puoi spiegare il loro rapporto con l’universo omosessualità?Purtroppo l’omofobia la si ritrova in diverse religioni ed è una reazione che si trascina dalla notte dei tempi. Laddove l’omosessualità viene vista come una perversione, come una alienazione della natura umana e come un peccato, allora verrà sempre combattuta ferocemente. In alcuni culti, poi, l’omosessualità è addirittura una “malattia” che deve essere curata. In realtà, sempre più spesso ci rendiamo conto che proprio coloro che offendono maggiormente il mondo omosessuale sono a loro volta omosessuali, come a voler nascondere meglio cosa sentono davvero.

La comunità gay tiene sotto osservazione ad esempio Arkeon, che offrirebbe terapie per guarire dall’omosessualità.
Penso che questi gruppi siano appoggiati da familiari che non riescono ad accettare la sessualità di figli o nipoti e sperano di riportarli “sulla retta via”. Credo che le convinzioni di questi movimenti religiosi possano proliferare solo con l’intolleranza. Ed è più che mai pericoloso.

Ci sono anche culti sereni con l’omosessualità come i satanisti. La Bibbia satanica non sembra male: “Il Satanismo condona qualsiasi tipo di attività sessuale che ben soddisfa i tuoi individuali desideri – siano essi eterosessuali, omosessuali, bisessuali, o anche asessuali, se tu lo vuoi”. È, un po’ oscura la grammatica del brano, ma il messaggio è chiaro.Spesso il satanismo viene confuso con l’anarchia totale come pensiero di ribellione alla società e soprattutto alla Chiesa

Cattolica. In realtà non credo vi sia nulla di buono nel satanismo in quanto culto del male e della distruzione. Solo perché si approvano i rapporti omosessuali questo non significa poi che tale pensiero debba essere condiviso. Per legittimare l’omosessualità non bisogna essere satanisti, ma persone in grado di rispettare gli altri e la loro identità.

Alister Crowley, tra i primi satanisti, era omosessuale e scrisse la Ballata della sodomia passiva.Crowley è il fondatore del satanismo contemporaneo ed è stato eletto a “mito” da tanti giovani che pensano di diventare adulti con la trasgressione. Ripeto: il satanismo e l’omosessualità devono restare separati, perché si può essere omosessuali senza essere satanisti.

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Quali sono le motivazioni che spingono un individuo ad entrare in una setta? Oltre ai disagi esistenziali tu annoveri la promessa di “sesso libero”. Vale anche per gli omosessuali?Il sesso è una della componenti principali delle sette distruttive. Da un lato si possono promettere grandi benefici e il così detto “sesso libero”, senza legami e senza pretese. Ci sono persone che vivono in comunità chiuse, in una specie di “piccole città” indipendenti dall’esterno e quindi qui ci si può accoppiare liberamente, al di là della personale sessualità. Il problema è che questa promessa, che attira magari i più giovani, si trasforma poi in una forma di obbligo, in una clausola per restare nel gruppo. Non mi spaventa chi pratica il “sesso libero” (purché sicuro, mi raccomando…), ma chi viene invece obbligato a rapporti sessuali con il santone o il leader di turno, che promette così un maggior avvicinamento alla divinità o direttamente a lui, che è messaggero o reincarnazione di Dio. Questa è violenza sessuale, così come lo è convincere un giovane che è sempre stato etero a essere omosessuale solo perché lo è il capo della setta.

Mi ha spaventato molto un passo del tuo testo sul Reiki. Quel credo si era spacciato come una terapia per l’Aids. È vergognoso.
Ho ricevuto critiche da chi pratica reiki, perché viene considerata una “sacra arte di guarigione”. Peccato che, oltre alle testimonianze che riporto nel mio libro, vi sia un caso processuale in cui un giovane è morto perché convinto che l’insulina che assumeva quotidianamente come cura era inutile. Solo il reiki lo avrebbe salvato, e lui è morto. Credo che questo approccio sia scandaloso: se uno crede di trovare giovamenti, buon per lui, ma non può sostituire il reiki alla medicina. E anche se volesse farlo, non può costringere un altro essere umano a seguire la medesima strada, solo perché pensa di avere ragione.

Cosa deve fare un individuo per tutelarsi?
Le debolezze fanno parte di ognuno di noi. C’è una linea di confine ben precisa che delimita la libera scelta e l’imposizione a uno stile di vita alienante e che porta l’individuo a cambiare completamente la propria esistenza. In particolare io diffido sempre di tutti quei gruppi che allontanano dalla famiglia se essa non appoggia il medesimo credo, così come diffido di chi “obbliga” a devolvere ingenti somme di denaro per la crescita spirituale.
La fede non dovrebbe avere nulla a che vedere con i soldi.

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A livello legislativo come intervenire contro le sette? Si parla molto di reintrodurre il reato di plagio, ma Eco, che intervisti, parla diffusamente del caso Braibanti, un omosessuale condannato per plagio nel 1969. Secondo i giudici avrebbe iniziato a rapporti omosessuali due maggiorenni consenzienti, plagiandoli. Quello è passato alla storia come un processo all’omosessualità, ma la fascinazione che esercitano le sette ha caratteristiche simili all’amore. Come comportarsi?Chi è contro il ripristino del reato di plagio, che oggi assumerebbe il nome di “condizionamento mentale” da setta è che difficilmente ha parlato anche solo una volta con una vittima, un fuoriuscito o un familiare. Il Ministero dell’Interno ha istituito nel dicembre 2006 la Sas,Squadra Anti Sette. Ogni questura dovrà avere un referente in grado di accogliere le denunce e di individuare casi sospetti. Questo è già un primo passo importante. Quando abbiamo presentato il mio libro alla Camera dei Deputati, ci è pervenuta una bellissima lettera dell’on. Pino Pisicchio, presidente della Commissione Giustizia della Camera che richiedeva a gran voce questo reato. Abbiamo ricevuto sostegno anche da altri partiti politici e anche dall’on. Grillini si è espresso a favore della nostra battaglia. So che il mondo omosessuale in un certo senso teme questa legge, ma la nostra intenzione è tutelare l’individuo a 360 gradi per le violenze e i soprusi che può subire, indipendentemente dalla propria sessualità. Ora si è istituito un comitato scientifico formato da docenti universitari, psichiatri ed esperti del fenomeno.

L’impressione, leggendo il tuo testo, è che il percorso verso il

divino propugnato da moli culti abbia caratteristiche, sogni ed  aspirazioni (e avidità, parli diffusamente di scandali finanziari per le sette) prettamente umane. Non trovi?
Assolutamente sì. La fede è un sentimento umano, un bisogno di credere che vi sia qualcosa o qualcuno sopra di noi che ci protegge e ci ama indipendentemente da tutto. Se fosse così sarebbe davvero bellissimo. Per quanto mi riguarda io credo che questa vita sia un dono e non dobbiamo permettere a nessuno di imporci verità assolute. Ognuno deve compiere un cammino personale, possibilmente positivo e costruttivo.

di Stefano Bolognini