Sol 4015: il sesso gay al tempo degli androidi e dei robot

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Realizzato da Enzo di Lauro con grafica 3D è la prima puntata di una saga fantascientifica in cui soddisfare il piacere sessuale con androidi e robot è la...

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Il mondo del fumetto italiano non è esattamente una realtà effervescente e innovativa, e basta frequentare le nostre edicole per farsene un’idea. Anche quando arrivano delle novità si tratta comunque della riproposta degli stessi modelli, stili e contenuti che vanno per la maggiore da una quarantina d’anni a questa parte. D’altra parte l’editoria a fumetti italiana risente un po’ della situazione italiana in generale, tant’è vero che mentre l’americana Marvel Comics ha cambiato una dozzina di direttori editoriali negli ultimi quarant’anni, nello stesso lasso di tempo l’italiana Bonelli ha avuto un solo direttore editoriale che aveva l’ultima parola su tutto: quel Sergio Bonelli che era anche titolare della casa editrice e che è recentemente scomparso, lasciando peraltro la casa editrice al figlio Davide. Nella realtà italiana, in cui situazioni del genere sono la norma, è abbastanza evidente che innovazione e sperimentazione sono due concetti molto relativi, e questo – in parte – spiega perchè le tematiche omosessuali nei fumetti Made in Italy sono ancora presentate molto raramente e in maniera molto goffa, mentre nei fumetti americani stanno diventando un tema al pari di tutti gli altri.

Se poi si volesse concentrare la discussione sui fumetti omoerotici italiani la situazione sarebbe ancora più desolante, e questo spiega perchè praticamente tutti i fumettisti italiani che vogliono cimentarsi in questo genere devono obbligatoriamente rivolgersi ad una prima pubblicazione all’estero. Negli ultimi anni, ad esempio, la francese H&O ha pubblicato il piratesco "Black Wade" di Franze e Andarle (che ha avuto una fortunosa pubblicazione italiana anni dopo) e il western "Winter’s Moon" di Mauro Padovani (tutt’ora inedito in Italia), e oggi l’elenco si allunga grazie al primo capitolo di "Sol 4015", l’epopea fantascientifica realizzata da Enzo Di Lauro. A differenza dei suoi illustri predecessori, però, Enzo Di Lauro ha la particolarità di essere un fumettista che realizza le sue storie utilizzando esclusivamente programmi di grafica 3D come poser, che col tempo hanno prodotto risultati sempre più apprezzabili, guadagnando un numero crescente di estimatori.

Certo non si tratta di fumetti nel senso più classico del termine, ma d’altra parte il linguaggio del fumetto si presta da sempre a rielaborazioni e sperimentazioni, ed è sicuramente positivo che – almeno all’estero – qualcuno non abbia pregiudizi al riguardo. Venendo nello specifico a "L’Empereur des Machines", il primo capitolo di SOL 4015, si tratta della prima parte di una saga fantascientica ad ampio respiro, ambientata in un ipertecnologico futuro. Tuttavia la vita non è proprio semplice: infatti i contatti sessuali sono proibiti da quando una terribile malattia ha decimato la popolazione mondiale nel 3019, e così gli abitanti della terra hanno imparato ad appagare i loro bisogni con vari tipi di robot e androidi specializzati, dall’apparenza più o meno umanoide. Mario Bellafonte, che ha ereditato un’immensa fortuna e che è un quotatissimo biomeccanico, non fa eccezione e ricorre spesso e volentieri alle prestazioni dei robot che lui stesso ha progettato.

Fatto sta che la relativa quiete di questo futuro asettico e impersonale viene turbata da una serie di efferati omicidi a sfondo sessuale, che apparentemente sembrano compiuti da un robot impazzito. Così il superdotato e disinibito ispettore Arnol decide di richiedere la consulenza di Mario Bellafonte per cercare di tracciare il profilo del serial killer meccanico, e proprio mentre i due vanno ad esaminare l’ultima vittima l’assassino ricompare sulla scena del delitto, assetato di sangue e di sesso. Purtroppo per lui viene ingannato dalle apparenze, e si avventa su un androide dall’aspetto umano. Questo permette a Mario e all’ispettore di reagire e di annientare il maniaco robotico, anche se i due non sanno che si trattava solo della pedina di un avversario ben più pericoloso. Il finale, lasciato volutamente aperto, prelude ad un sequel che potrebbe rivelarsi molto interessante, anche perchè ci troviamo di fronte ad un fumetto omoerotico che sembra dare un certo peso all’ambientazione e all’aspetto narrativo. D’altra parte, si sa, il Made in Italy e garanzia di qualità, anche se – perlomeno nel caso dei fumetti gay – nessuno è profeta in patria.

Per maggiori informazioni http://www.ho-editions.com/

di Valeriano Elfodiluce

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