STORIA DEI GIOCHI GAY, DA KEN A STRYKER PASSANDO PER BILLY

Dal 1961 a oggi sono stati pochissimi i giocattoli dedicati ai bambini gay. Le cose stanno cambiando, ma c’è ancora molto da fare.

I giochi fra cuccioli sono il primo mattone su cui si costruirà la personalità dell’individuo adulto, e anche fra gli esseri umani ci sono giochi studiati per indirizzare i bimbi verso il loro ruolo nella società: bambole e bambolotti per le bambine, macchinine e soldatini per i maschietti. Il tutto rientra nell’educazione di ruolo: il sesso di un nascituro determina il modo in cui viene cresciuto e gli stimoli a cui viene sottoposto, onde incanalarlo verso un destino rispondente alle convenzioni della cultura dominante.

Milioni di bambine in tutto il mondo hanno simulato la vita di coppia delle loro Barbie, compresi i momenti di intimità. Per contro, i bambini maschi hanno sempre avuto carenze in questo senso: le linee di soldatini e action-figures non sono studiate per simulare la quotidianità, né tanto meno i momenti di intimità. Tutto questo peggiora quando ci sono dei bambini che hanno pulsioni "alternative". La cosa può rivelarsi addirittura frustrante se un bambino adocchia un giocattolo che sente "giusto" per lui, ma questo non è ritenuto adeguato alla sua formazione.

Pensiamo ai bambini che iniziavano ad avere delle pulsioni gay una quarantina di anni fa. Cosa devono avere provato quando, nel 1961, è arrivato sugli scaffali del loro giocattolaio il primo Ken? Il "fidanzato di Barbie" aveva solo di un paio di boxer (sfilabili) e un kit da bagno: l’ideale per esplorare gli impulsi omoerotici preadolescenziali! Ma la delusione deve essere stata grande quando, sfilati i boxer, si sono ritrovati un bambolotto asessuato.

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La situazione non è migliorata quando a Ken si sono aggiunti amici, cugini e parenti vari: dal 1961 a oggi sono stati prodotti una quarantina di personaggi maschili per la linea Barbie, tutti rigorosamente privi di genitali.

Nel frattempo, i bambini del 1961 erano cresciuti e con la maggiore età alcuni di loro rivendicavano il diritto ad un giocattolo che li rappresentasse in quanto omosessuali: nel 1978 nacque Gay Bob.

L’idea era venuta al designer newyorkese Harvey Rosemberg, che voleva cavalcare la gay-wave di quegli anni realizzando una versione gay (e anatomicamente corretta!), di Ken. Gay Bob si rivelò un tremendo flop: i gay adulti erano troppo impegnati a godersi la loro nuova libertà sessuale per collezionarlo, e nessun genitore avrebbe mai potuto concepire l’idea di comprarne uno per il proprio figlio. Ma i bambini di quella generazione hanno potuto ripiegare sulla linea di Big Jim, che dal 1971 al 1986 ha offerto una pletora di personaggi atletici da vestire e svestire e da fare "interagire". Non sappiamo se la casa produttrice volesse ammiccare al pubblico gay, ma è indicativo che Big Jim abbia avuto da subito un nutrito cast di "amici": Big Jack, Big Josh, Big Jeff… Nel 1978 nasce a New York Gay Bob, il primo bambolotto gay

Gli anni passavano, e Ken si adeguava ai tempi, avvicinandosi sempre più a quell’ideale di mascolinità curata e plastificata (e partita dagli ambienti gay) che oggi viene definita "metrosexuality". Non sappiamo quanto i collezionisti gay vengano tenuti in considerazione, ma è difficile credere che una bambina sia interessata a Ken in versione motobiker o in versione "art-director- un artista sensibile con la passione per la vita", per non parlare di Ken "pittore di farfalle" o "parrucchiere". D’altra parte i Ken oggi più pubblicizzati sono principi, cavalieri e simili, forse per allontanare ogni possibile allusione alla loro carica sessuale o omosessuale.

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Nel frattempo Big Jim aveva lasciato il posto a una serie di prestanti successori "svestibili", da Action Man (1993) a Max Steel (1999), mentre alla fine degli anni 90 è stato prodotto il primo vero bambolotto gay che ha ottenuto un certo riscontro: Billy.

A Billy non mancava nulla: 32 cm di corpo palestrato, un pene quasi equino e un guardaroba che richiamava le tipologie di gay in voga nella comunità GLBT americana. Nel 1998 arrivano anche il suo ragazzo ispanico Carlos e l’amico di colore Tyson.

Tutto perfetto a parte il prezzo: 50 dollari! I gay non sono stati disposti a sborsare tanto per Billy, che già al volgere del millennio era fuori produzione.

Ma l’idea di un bambolotto gay si ripresenta ciclicamente: nel 2004 è stata realizzata la versione giocattolo di un’icona gay degli anni 80 e 90: Jeff Stryker. L’attore hard, ha ispirato un bambolotto dotato di pene snodato, tutt’ora in commercio.

Solo il tempo potrà dirci cosa ci riserva il futuro, ma è evidente che la storia dei giocattoli gay è ancora tutta da scrivere.

di Valeriano Elfodiluce