Storia LGBT: gli Anni ’90 delle conquiste

Da Nichi Vendola in Parlamento alle prima richieste di adozione, 10 anni di storia LGBT.

La storia LGBT degli Anni ’90 è ricca di passi importanti. Ecco alcuni fatti nazionali e internazionali senza i quali non saremmo mai arrivati ad oggi.

Di cinque anni in cinque anni, siamo arrivati agli anni ’90, quando anche in Italia inizia a smuoversi qualcosa. La comunità LGBT è stufa di essere posta sempre in secondo piano, e i primi attivisti iniziano a farsi sentire.

16 marzo 1990

A Roma, viene eletto consigliere Luigi Cerina. E’ lui il primo politico italiano apertamente gay e sieropositivo, che occupò il suo ruolo in Campidoglio nel 1989. Fu l’unico esponente omosessuale a entrare nel consiglio comunale, grazie anche alla rinuncia di Marco Pannella e Marco Taradash, tutti e 3 candidati con i Radicali.

1991

Il nastro rosso viene utilizzato per la prima volta come simbolo delle campagne contro l’HIV e l’AIDS. Il fiocco è generalmente il simbolo della consapevolezza. Per ogni tipologia, ha un colore diverso. Sulle sue origini legate alla storia LGBT e all’AIDS, alcuni sostengono che l’idea sia partita da Freddie Mercury, che durante i concerti indossava sempre un foulard rosso.

5-6 aprile 1992

Nichi Vendola viene eletto e diventa così il primo deputato apertamente gay a entrare in uno dei due rami del Parlamento. All’epoca, occupava un posto tra le fila di Rifondazione Comunista. Pochi anni prima della sua candidatura, era stato accusato di pedofilia dall’onorevole Silvia Costa, prima democristiana e poi passata al PPI, poi ai DL e infine al PD.

3 dicembre 1994

Massimo Consoli, uno dei fondatori del movimento gay italiano, fa una richiesta per adottare un bambino, scatenando delle polemiche inaudite. Interviene sulla faccenda anche il cardinale Ersilio Tonini, che lo attacca duramente. A Consoli, durante una diretta a I Fatti Vostri (il celebre programma condotto da Giancarlo Magalli), gli viene intimato di non parlare della Chiesa e del cardinale, ma “parla solo del tuo desiderio di avere un bambino, e basta!“.

1998

A solo un mese di distanza, si consumano due crudeli omicidi a sfondo omofobico e transfobico. Il primo è quello di Matthew Shepard, rapito, torturato e lasciato morire da due uomini il 12 ottobre 1998. La seconda è invece Rita Hester, una donna transessuale accoltellata nel suo appartamento il 28 novembre dello stesso anno. I suoi assassini non sono mai stati arrestati. Con la morte di Matthew, in America hanno iniziato a nascere le prime associazioni LGBT, mentre Rita è ricordata ogni anno in occasione del TDoR.

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