Teatro: a Roma il Garofano Verde dell’amore omosessuale

È iniziata al Teatro Belli di Roma, e proseguirà fino al 1° luglio, la quattordicesima rassegna “Garofano Verde – scenari di teatro omosessuale” curata da Rodolfo di Giammarco

ROMA – È in svolgimento in questi giorni al Teatro Belli la quattordicesima rassegna Garofano Verde – scenari di teatro omosessuale, che si protrarrà fino al 1° luglio. In scena fino al 14 giugno c’è “Solo RH”, scritto da Vitaliano Trevisan e da Roberto Herlitzka. È un dramma malinconico ma anche ironico che racconta una storia d’amore tra un ragazzo e un maturo scrittore.

La rassegna si articola in spettacoli teatrali, letture e danza. Nel presentarla il curatore, Rodolfo Di Giammarco, spiega che “è dedicata (senza retorica) al sedicenne Matteo di Torino che s’è buttato nel vuoto perché i compagni gli dicevano «Sei gay». Ma è anche dedicata (senza enfasi) a una necessaria e cosciente resistenza contro l’omofobia aumentata oltre ogni livello nelle dispute politiche ipocrite e nelle crociate ecclesiali compulsive contro il progetto dei Dico. Ed è anche dedicato, questo Garofano Verde, a una nuova, urgente cultura di manutenzione dei sentimenti da controproporre alla solitudine di internet, al familismo oleografico, ai pregiudizi annidati nei linguaggi, nei riti sociali, nei meccanismi economici, nei tabù dell’intellighenzia.”

“A partire da ora, – continua il curatore – mentre brilla la qualità di festival di cinema omosessuale, abbiamo riflettuto su altre discipline live, finendo con l’annettere per contenuti anche un’altra arte, quella della danza. E collaudiamo anche una prima selezione di corti teatrali, altrettanto mirati. Però, malgrado lo scenario aumentato dei codici e delle proposte, non potremmo non andare fieri, innanzi tutto, d’una acquisizione attorale di prestigio: Roberto Herlitzka ha accettato di misurarsi con un monologo laconico approntato per lui da un autore non meno complesso, Vitaliano Trevisan. Arturo Cirillo ha anch’egli aderito al Garofano Verde e ha scelto un percorso poetico tratto dall’opera di Nico Naldini. A sua volta, un’autrice-regista come Lisa Ferlazzo Natoli s’è adoperata nello studio di storiche figure femminili a metà tra desiderio e scienza. Alla categoria delle letture spettacolarizzate appartengono un trattamento di Antonio Latella d’un testo struggente e scomodo di Sarah Kane, e un montaggio di brevi pezzi che sarà messo in voce a cura di Marcello Cotugno. All’insegna di un linguaggio fisiologico e di una poetica motoria, tre saranno gli spettacoli di danza” tra cui “una coreografia di Luca Russo e Dino Verga, e un lavoro di teatro-danza di Stefano Botti e Aldo Torta. Vorremmo – conclude Di Giammarco  – che le parole e i moti di quel mistero chiamato corpo comunicassero un senso non comune. E anche (perché no?) una sensualità che incrini le barriere delle differenze. E delle indifferenze.” (RT)

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