Teatro: a Scandicci la Giovanna D’Arco di Borgovecchio

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In un antico borgo siciliano spazzato dal vento, una vecchia rivive le fasi principali della propria vita, che ruota intorno alle esperienze del nipote travestito.

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SCANDICCI (FI) – Va in scena al Teatro Studio di Scandicci, in Via G. Donizetti 58, martedì 6 e mercoledì 7 febbraio ore 21,15 “Giovanna D’Arco di Borgovecchio”, scritto e diretto da Gianni Guardigli, protagonista Giampiero Cicciò, giovane attore siciliano diplomatosi alla Bottega di Gassman che ha lavorato con i più famosi registi nazionali. Si tratta del secondo appuntamento della rassegna SUDD, un omaggio a Leo De Berardinis e Perla Peragallo dalle nuove generazioni teatrali del sud Italia.
Lo spettacolo “Giovanna D’Arco di Borgovecchio” è una pièce che ha ricevuto il Premio Fondi La Pastora 2006 come spettacolo dell’anno e uno degli ultimi testi di un autore che dal ’91 ha ricevuto importanti riconoscimenti tra cui il Premio Flaiano, il Premio Anticoli Corrado e il Premio Rosso di San Secondo. È un monologo esilarante ma dalle tinte amare che ha per protagonista un’anziana donna siciliana che vive in una condizione di profonda solitudine, ossessionata dai messaggi dei mezzi di comunicazione. Il suo unico nipote si è trasferito a Roma e sta tentando una carriera artistica. Lei non ha ben chiaro il che cosa consiste e continua a fantasticare, ad insistere sulle grandi doti professionali e umane del ragazzo.
I fraintendimenti e gli equivoci si susseguono e s’intrecciano (il nipote è un travestito) creando un’inevitabile tessuto di comicità. Ma tutto questo agitarsi e girare a vuoto nasconde un dramma: questo periodo della sua vita che, forse volutamente, forse inconsapevolmente, lei sta trascorrendo in maniera così intensa è l’ultimo, poiché un referto medico l’ha condannata a pochi mesi di vita.
La Signora ha un altro progetto: consigliata da una mortuaria Ecuba, che ogni notte le appare in sogno, deve purificare la cucina siciliana, e il mondo occidentale in genere, dai detestati influssi arabi. Le sue giornate sono così scandite da un maniacale lavoro di divisione di “semi buoni” da “semi cattivi” con la meticolosità di un personaggio mitologico. Ma tutto questo naturalmente rappresenta un artificio, un mosaico bizantino di verità create ad arte per comporre una rassicurante piramide che tiene in piedi questa solitaria esistenza…

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