Teatro: terapia per il buon umore senza effetti collaterali

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E' questo lo spirito che anima la stagione del Teatro Parioli di Roma. Il 'vizio capitale' di Maurizio Costanzo passa dalla commedia divertente al thriller, senza dimenticare l'impegno...

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Quella di Maurizio Costanzo per il teatro è molto più che una passione. Come lui stesso dice, è un vizio. Quando poi il teatro in questione è il Parioli, di cui Costanzo ha la direzione artistica da ben 18 anni, il vizio diventa davvero di quelli capitali."Se mi fosse possibile, vivrei in un appartamento sopra al Parioli – dice il direttore -. Perché il teatro è fabbrica di idee e di emozioni. In diciotto edizioni abbiamo lanciato comici come Giobbe Covatta o Enrico Brignano. Ma i "vizi" costano. Non ho mai guadagnato nella gestione del Teatro Parioli, ma contemporaneamente ho fatto la televisione che mi ha consentito il vizio del teatro. Ormai sono irrecuperabile. Per me non c’è nessun San Patrignano. Nulla mi emoziona come un sipario che si apre e uno spettacolo che comincia". 

Ed è con lo spirito di chi ama sperimentare e far progredire sempre le cose che fa che Costanzo ha studiato il cartellone del Parioli per la stagione 2007-2008. Seppure la kermesse di spettacoli sia già cominciata da più di un mese, sono ancora molte le sorprese che il famoso teatro romano riserva al suo pubblico.

Dal 27 novembre va in scena Biagio Izzo nella commedia "Due comici in Paradiso". Che succede se un angelo custode distratto porta in paradiso la persona sbagliata per avere letto male l’ordine del giorno esposto in Paradiso? E’ così che un giorno Angelo Del Piano, professione angelo custode, porta  Claudio Insegno (attore comico, spalla di Biagio Izzo) in Paradiso con almeno cinquant’anni di anticipo, rispetto al programma scritto nel Libro della Vita depositato in Cielo. A questo punto, per rimediare all’errore, all’attore non resta che dimostrare al Padreterno che un attore comico ha un ruolo nella società, una funzione indispensabile. Ma come? Ci sarebbe una possibilità, quella di rappresentare in Paradiso lo spettacolo allestito in coppia con Biagio e che avrebbe visto i due attori impegnati insieme per la tournèe estiva.Ma le cose non vanno come Claudio aveva previsto. Insomma, in una visione satirica delle ignote regole che fano girare gli ingranaggi del Paradiso, il divertimento è assicurato.

Dall’11 al 23 dicembre il cartellone prevede "Vuoti a rendere" scitto dallo stesso Maurizio Costanzo e interpretato da Paolo Ferrari e Valeria Valeri. Tra divertimento e malinconia, tra un presente sbiadito e un futuro smorzato dalla nostalgia, “Vuoti a rendere” è un momento di riflessione che una coppia matura si concede, alla fine della più lunga tappa della propria vita. Federico e Isabella, come sempre più spesso accade, vengono sfrattati dalla loro casa, quel tetto coniugale che li ha visti protagonisti per più di  vent’anni. La tragedia, almeno per que brontolone di Federico è che a sfrattarlo è quell’unico figlio messo al mondo: Marcello.

E insieme ai bauli che si chiudono, pronti per il viaggio, Federico e Isabella celebrano il tempo che fu, stretti sempre e comunque da un affettuoso legame che li ha visti percorrere insieme i difficili sentieri della vita di coppia. La commedia è divertente e sorprende il pubblico in un abbraccio commovente.

Subto dopo, dal 26 dicembre al 13 gennaio è il turno di Riccardo Rossi con "Se stasera sono qui". Negli anni la televisione, che nei primi anni 50 aveva contribuito all’afabetizzazione degli italiani, è invece stata la maggiore artefice della sua ‘analfabetizzazione’. Nel piccolo di un  ironico spettacolo teatrale il tentativo è quello di ridistribuire qualche  nozione, qualche aneddoto, gli elementi base di un  ragionamento. I  nostri tic e le nostre manie, le mode insensate, tornano ad essere spunti di  analisi e divertita riflessione con l’ambizione di riaccendere il  piacere del pensiero e della

conoscenza.

Di tutt’altro tenore lo spirito dello spettacolo in cartellone dal 15 al 20 gennaio che si intitola semplicemente "E…adesso" interpretato dai detenuti-attori della Compagnia Stabile Assai – Rebibbia Reclusione Roma.

La scelta tra diventare persone normali e inserite e  il continuare ad essere delinquenti è al centro di  ogni singola storia personale dei detenuti. Una opzione che spesso non ipotizza soluzioni diverse, soprattutto quando, al termine di un percorso detentivo, le possibilità di trovare lavoro si frantumano contro le resistenze sociali. La lettura di lettere di Alcide De Gasperi o di Antonio Gramsci durante la loro fase detentiva si mescola a quelle di lettere di detenuti comuni con la unica dominante costituita dall’essere inviate ai propri familiari e di parlare dei fatti naturali dell’esistenza. Il prologo citato sarà seguito da monologhi e da scene collettive in cui la disperazione per gli affetti perduti, per gli amori non ritrovati,  l’odio verso l’autorità capace solo di sanzionare si coniugheranno con momenti in cui la disponibilità verso gli altri, il sacrificio come valore, il sorriso dei bambini, rappresenteranno la spinta emotiva ad andare avanti.

Fuori abbonamento dal 22 gennaio al 3 febbraio "Io ballo" uno spettacolo nel quale i ballerini di “Amici” si esibiscono e si raccontano. Sulla scena il coreografo americano Garrison che ballerà e canterà con i professionisti che ogni anno fanno spettacolo nello show di Maria De Filippi. Il teatro diventa una

specie di grande sala prove dove è possibile respirare l’aria del “dietro le quinte”, nel momento più delicato, quello subito prima dello spettacolo. Il gruppo dei ballerini vive il momento prima dell’ingresso del pubblico ed è l’occasione per raccontare paure e momenti divertenti della propria carriera, per ricordare le difficoltà degli inizi, la gioia dell’essere e del vivere da danzatori. Fino a che con la fatidica frase del “Chi è di scena” si arriva al momento della verità, comincia lo spettacolo.

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