Torna Garofano verde, attraversamenti omosessuali al Belli

17° edizione per la rassegna Garofano Verde – Scenari di teatro omosessuale, manifestazione realizzata con il sostegno del Comune di Roma e in programma dal 3 al 23 giugno al Teatro Belli

Roma – Inizierà giovedì la diciassettesima edizione della rassegna Garofano Verde – Scenari di teatro omosessuale, in programma dal 3 al 23 giugno al Teatro Belli di Roma. Diretta da Rodolfo di Giammarco, la manifestazione, realizzata con il sostegno congiunto del Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, e della Casanova Multimedia di Luca Barbareschi, apre quest’anno qualche inedita pagina di rapporti tra arti, artisti, modalita’ di spettacolo e forme sinergiche di cultura.

Secondo gli organizzatori in un’epoca ancora pervasa da pregiudizi nei riguardi della sensibilita’ e dei diritti umani e civili degli omosessuali, e di tutta la sfera del sentire GLBT, questa rassegna che fonda su esclusivi motivi intellettuali e creativi di militanza scenica, riconferma la propria vocazione a tracciare un terreno comune coinvolgente poetiche e trame sociali, ma anche piu’ tipi di solidarieta’ di autori-attori-registi, di partner sostenitori, e di piu’ pubblici indistinti.

Per questa edizione si è così pensato a una serie di ‘attraversamenti’. Dalla performance pura alla messa in luce piu’ intima di una caratterialita’ solitaria di radice gay di certi personaggi di repertorio, ed è il caso di una galleria quasi antropologica di tipi recanti una natura omosessuale nel patrimonio scenico di Antonio Rezza, che Rezza tradurra’ in una serie di a parte, prendendo spunto dai lavori co-firmati con Flavia Mastrella. Dal tema della pena di morte e dalle confessioni di quattro gay condannati e relegati nel braccio della morte (con in piu’ la riflessione drammatica di una madre in attesa dell’esecuzione del figlio), dagli agghiaccianti ma anche a volte caustici ritratti di un ‘Finale di partita’ americano proposto da ‘Off‘ di Michael Kearns si può approdare a un reading, a un oratorio di nostri attori (Marco Casazza, Peppe Convertini, Luca De Bei, Daniela Poggi e Giovanni Lombardo Radice, che ha anche tradotto il testo) in un montaggio a cura di Enrico Maria Lamanna.

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Da tante fonti letterarie convertite in altrettante schegge sceniche prenderà corpo uno spettacolo misto di climi, tensioni, ironie e paradossi, per la regia di Daniele Muratore: si tratta di una fiera delle vanità o dei masochismi, di un continuo sbalzare tra temperature calde e fredde, di una staffetta tra scritture dirazzanti che cercano di dare in sedicesimo una Babele cui fanno capo le istanze omosessuali percepite come poetiche o come micro-strutture romanzesche. L’obiettivo sarà anche quello di un “attraversamento” di certe condizioni di mercato dei ruoli, di adescamento attivo e passivo in materia di ricerca di storie e di intimità attraverso un irrituale meeting point tra controparti, che Koltès avrebbe chiamato “acquirenti” e “venditori”, nel caso delle fruizioni che si renderanno possibili, imbarazzanti o solo di sfida scettica nelle “Piccole Stanze di Dignità Omosessuale” cui Luciano Melchionna darà un particolare segno, un omaggio al sentire, al trattare, al valutare, all’entrare in sintonia tra singoli nella cultura del mondo gay ma anche nel confine mai troppo esplicito tra mondo etero e mondo gay. S’è voluto anche stimolare un’altra trasversalità coniando una nuova etichetta di concerto-performance con Alessandro Fea e Michele Balducci, a base di testi neo-lirici e brani musical-canori che rispecchino l’universo, le tendenze, il sapere melodico delle culture gay. E in chiusura si farà appello a un’altra drammaturgia ad hoc concepita per studiare da vicino la solitudine, i problemi relazionali e il comportamento di un transessuale, di un ex uomo convertito in donna.