TRAVESTITO DA UOMO

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Il Cassero di Bologna propone una mostra dedicata a Annika Larsson. Tre video dell'artista svedese smascherano le dinamiche di ruolo maschili, ritraendo uomini impeccabili che "recitano" la virilità.

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BOLOGNA – Il 15 maggio 2003 alle ore 21.30 il circolo ArcigayIl Cassero’, in collaborazione con la Galleria d’Arte Moderna di Bologna presenta un appuntamento dedicato all’artista svedese Annika Larsson con la proiezione di tre dvd video: Inbjudan till Herr B (1998), Dog (2001) e Poliisi (2001), quest’ultimo presentato per la prima volta in Italia. Le proiezioni avranno luogo presso lo ‘Spazio Aperto’ della Galleria d’Arte Moderna di Bologna (piazza Costituzione 3) con ingresso libero, e saranno precedute da un’introduzione della curatrice Caroline Corbetta.

I temi dei tre video, e le opere di Annika Larsson in generale, affrontano dinamiche di ruolo, di comportamento e di potere, legate all’identità maschile come “costruzione sociale” nell’odierna cultura occidentale. Nei suoi lavori ritorna anche il tema dell’abbigliamento, discorso meticolosamente trattato che porta allo svelamento di norme sociali e rituali rigidamente basati su rapporti di sottomissione e dominazione.

I video ritraggono sempre una società esclusivamente maschile dove compaiono uomini d’affari vestiti impeccabilmente in giacca e cravatta e ripresi solitamente in momenti di pausa, convivialità e socializzazione tipicamente virili: un uomo che invita altri uomini a bere un drink nella propria stanza d’albergo; un uomo che offre un sigaro a un individuo più giovane; due uomini che stanno per iniziare una partita a tennis mentre vengono osservati da un giudice di gara e un raccattapalle…

Le azioni, sempre caratterizzate da una forte elementarità, sono riprese al rallentatore e analizzate con grande precisione attraverso una paziente scansione di primi piani, dettagli e angolazioni diverse. I décor sono essenziali e al limite dell’astrazione, mentre le immagini sono prive di sonoro eccetto che per le fredde risonanze elettroniche di Tobias Bernstrup. Gli interpreti restano in silenzio perché l’azione che si svolge sotto gli occhi dello spettatore – l’esercizio del potere, il dipanarsi di rapporti di dominio e sottomissione – è veicolata da segni e codici non verbali: il gioco di sguardi, le differenze di status e di scala gerarchica che sono spesso suggerite da una differenza d’età o da una diversa sicurezza nei gesti. L’uso insistito del dettaglio e del ralenti carica gli oggetti, gli sguardi e i gesti di significati metaforici, ma finisce sp! esso per esaltarne l’ambiguità semantica. Se le dinamiche di dominio e sottomissione sembrano assumere un’evidente valenza omoerotica, altri elementi, amplificati dallo sguardo della videocamera, sono successivamente accresciuti nella loro ambivalenza.

Nata nel 1972 a Stoccolma, Annika Larsson vive e lavora tra la capitale svedese e New York. Ha prodotto 15 lavori video che sono stati presentati presso importanti istituzioni museali e gallerie quali ‘ICA’ di Londra, ‘Fargfabriken’ di Stoccolma, ‘SMAK’ di Gent, ‘Andrea Rosen Gallery’ di New York. Ha partecipato inoltre a mostre collettive quali la ‘Biennale di Venezia’ (2001), ‘Mois de la Photo’ a Montreal, ‘Unreal Time Video’ a Seoul e la retrospettiva ‘Interferenze. Paesi Nordici’ presso il Palazzo delle Papesse a Siena.

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