TRE SAGGI PER CONOSCERSI

Che significa vivere un’unione di fatto senza diritti? Lo spiega “Senza Pacs”. E se siete dei teledipendenti frociaroli, ecco “Queer tv”. Per gli amanti della cultura, la prima analisi del gay-web.

Andrea Jelardi, Giordano Bassetti
Queer tv – omosessualità e trasgressione nella televisione italiana
Fabio Croce Editore
340 pagine, 15 euro

Difficile dire se questo saggio di Jelardi e Bassetti sia solo un utile strumento per chi voglia approfondire le ricerche sull’influenza che la cultura gay ha avuto nel mondo della tv o non piuttosto un appassionante viaggio attraverso le presenze più o meno froce del tubo catodico. Arricchito da mille aneddoti curiosi ma redatto con lo stile serioso di uno studio accademico, “Queer tv” può accontentare tanto il lettore esigente quanto il teledipendente più svagato; ad entrambi regala una delle più particolareggiate analisi della storia dell’emittenza televisiva italiana che – sorpresa! – è talmente ricca di contributi provenienti dal mondo gay che verrebbe quasi da credere che non esisterebbe la Rai senza i finocchi. Il viaggio procede per ordine cronologico, dai contraddittori esordi degli anni ’50, quando venivano chiamati a fare tv personaggi come Gianni Vattimo o Paolo Poli ma a guidare l’azienda di viale Mazzini c’era l’intransigente censore Filiberto Guala, poi diventato frate trappista. Pare che sia stato il suo spirito moralizzatore a decretare la scomparsa dal video di Nunzio Filogamo, il divo della radio presentatore del primo festival di Sanremo approdato poi in tv dove, però, fu difficile tenere nascosta la sua evidente effeminatezza. Ma Jelardi e Bassetti ricostruiscono anche la carriera di Don Lurio e della coppia gay-friendly per eccellenza formata da Vittorio Caprioli e Franca Valeri. Si arriva poi agli anni Settanta con le Sorelle Bandiera lanciate da Arbore e le incursioni scandalose di Renato Zero, alle presenze scottanti degli anni ’80, Amanda Lear e il mai risolto mistero sulla sua originaria identità sessuale, Eva Robin’s e Maurizia Paradiso, e soprattutto l’arrivo dei telefilm statunitensi con i primi personaggi omosessuali mai visti in una fiction. Naturalmente gli ultimi venti anni sono analizzati con particolare attenzione, mettendo in evidenza le presenze gay nei serial, l’avvento dei reality, citando alcune trasmissioni “storiche” come la celebre sfida “etero contro gay” di Ciao Darwin, e tracciando i ritratti di protagonisti della tv omosex come Platinette, Vladimir Luxuria, Fabio Canino e Alfonso Signorini. Completano il libro sei interviste con altrettanti personaggi del mondo della cultura, tra cui Roberta Capua, Massimo Consoli e Carlo Croccolo.

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In seconda pagina:
Raffaella Amirati, Federica Iannetti
Senza pacs – storie di coppie senza diritti per amore o per forza
Edizioni Memori
152 pagine, 14 euro

Pasquale Quaranta
La cultura gay online – il caso italiano
Tesi di laurea in “Teoria e tecnica dei nuovi media” presso l’Università di Salerno^d

Raffaella Amirati, Federica Iannetti
Senza pacs – storie di coppie senza diritti per amore o per forza
Edizioni Memori
152 pagine, 14 euro

Dovrebbe essere una lettura obbligata per tutti i politici convinti della inutilità di una legge sulle unioni civili, questa raccolta di storie vere condotta con maestria da due abili giornaliste per mettere in luce cosa si nasconda davvero dietro la rivendicazione dei famigerati Pacs, i patti civili di solidarietà che saremmo così lieti di poter importare dalla vicina Francia. Non ci sono solo relazioni gay da tutelare, ma anche eterosessuali che non vogliono sposarsi, divorziati in attesa della possibilità di farlo e figli che scontano le difficoltà imposte dalla legge. La scrittura è scorrevole e appassionante e risulta difficile non commuoversi leggendo la storia di Ottavio e Agostino, che si sono accontentati di scambiarsi un simbolico sì nella stanza di ospedale in cui, poche settimane dopo, l’Aids porta via Ottavio dalle braccia del suo “sposo” più anziano di lui di 25 anni. Agghiacciante anche la storia che apre il libro, “Proprietà illegittima”, in cui un amore giovane e viscerale viene troncato da un tragico incidente sul quale poi i parenti del defunto si avventano come sciacalli. Monta la rabbia seguendo le spettacolari battaglie cui è stato costretto il protagonista di “Una rosa per Tamara” che ha lanciato una riuscita campagna sul web per denunciare le difficoltà che la legge gli impone per poter vivere il suo amore con una donna serba. Sette vicende tragiche al limite del grottesco, relazioni sentimentali che non riescono a concretizzarsi per gli ostacoli posti dalla burocrazia, vincoli spezzati che feriscono mille volte di più per il crudele cinismo con cui la legge lascia spazio ai comportamenti più scorretti, tragedie umane di proporzioni insostenibili che diventano teatro delle meschinità di parenti insensibili spalleggiati dal vuoto legislativo. Tutto questo è narrato dalle due curatrici con abilità letteraria ma anche rigore giornalistico penalizzato solo da qualche lieve concessione al sensazionalismo.

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Pasquale Quaranta
La cultura gay online – il caso italiano
Tesi di laurea in “Teoria e tecnica dei nuovi media” presso l’Università di Salerno

Chiudiamo questo piccolo viaggio tra le pubblicazioni non narrative relative alle tematiche gay con un’opera non ancora pubblicata ma che ha già attirato le attenzioni del mondo della comunicazione, essendo stata presentata persino sulla prima pagina del sito di Repubblica. Il lavoro che Pasquale Quaranta, giovane attivista e giornalista di Battipaglia, ha realizzato per la sua laurea in Scienza della comunicazione alla Facoltà di lettere dell’Università di Salerno (relatrice la professoressa Teresa Numerico) mette un primo tassello utile a costruire una analisi di un mondo ancora ignorato dagli studiosi: quello dell’uso del web per fare cultura. E, nello specifico, per fare cultura gay. Che gli omosessuali abbiano trovato in internet un mezzo che ha permesso loro di aprire nuovi canali di comunicazione in grado di superare le barriere imposte dal silenzio sociale, era un fatto noto: i gay sono stati tra i primi ad affollare i siti di annunci personali e gli esperimenti degli esordi per realizzare quelle che poi sarebbero diventate le chat hanno trovato nei giovani omosessuali degli attenti osservatori. Ma da quando si sono impadroniti del web, i gay hanno imparato anche ad usarlo per scopi diversi dal semplice contatto erotico: per informarsi, trovare notizie e aggiornamenti sul mondo omosex che non hanno spazio nei media generalisti e per scambiarsi opinioni su attualità e costume, internet ha saputo accogliere spazi sempre più tagliati su misura. Quaranta si è preso la briga di analizzarli, cercando di coglierne la valenza culturale più profonda. Per svolgere questa analisi, ha arricchito il suo lavoro con una ampia prima parte in cui si cerca di tracciare una definizione di “cultura gay” per poterne poi analizzare le manifestazioni nella seconda sezione, meno teorica e più tagliata sui risultati raccolti “sul campo”. Un lavoro importante che può essere approfondito e indirizzato in maniera da diventare un vero e proprio punto di riferimento per le future riflessioni sul tema.

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