‘Tutti lo vogliono’: vent’anni e non sentirli

Che succede se un etero ubriaco finisce a casa di un gay? E se poi torna la sua ex in dolce attesa? Esce finalmente in Italia il fumetto di Konig pubblicato per la prima volta nell’87 in Germania.

La pubblicazione di un nuovo fumetto di Ralf Konig in Italia non dovrebbe più destare scalpore, visto che ormai da qualche anno è una presenza costante nelle nostre fumetterie e le sue doti sono state riconosciute pubblicamente anche nel nostro paese (con tanto di premiazione a Lucca Comics). Tuttavia in questo caso si può parlare di un piccolo "caso" tutto italiano. Nel 1996 arrivò nelle nostre sale un film tedesco che un paio d’anni prima aveva fatto molto discutere in patria, piazzandosi al secondo posto nella classifica dei film tedeschi più visti. In italiano il suo titolo ‘Die Bewegte Mann’ divenne un più orecchiabile ‘Tutti lo vogliono’. Il film in questione, però, era tratto dall’omonimo fumetto (datato 1987) di Ralf Konig. 

Curiosamente il suddetto fumetto rimase inedito per lungo tempo, fino a quando la rivista Linus lo pubblicò a puntate (e col contagocce) nel 2000. Linus pubblicò anche il sequel di ‘Tutti lo vogliono’, dal titolo ‘Pretty Baby’, ma nessuna delle due storie aveva mai avuto un’edizione in volume da noi, limitandone decisamente la diffusione e la popolarità presso il grande pubblico. Fatto sta che dopo innumerevoli traversie questa storia è oggi presentata da Kappa Edizioni in una confezione che finalmente le rende merito, per la gioia di tutti gli estimatori di Konig. Che cosa ha fatto di questo libro un bestseller nella Germania degli anni 80 e 90? 

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Probabilmente era la prima volta che un fumetto umoristico metteva a confronto il mondo gay e quello etero, ridicolizzando entrambi esattamente nello stesso modo e senza sconti. 

La storia prende il via da Axel, un etero belloccio e un po’ ottuso, che vuole rinsaldare il rapporto con la sua ragazza Doro simulando un suicidio. Disgraziatamente per lui il suo stratagemma viene scoperto e Doro se ne va. Nel frattempo Norbert, un gay sugli anta dall’aspetto decisamente anonimo, scopre che il suo amico Bruno (meglio noto come "la Brunilde") ha iniziato a frequentare un gruppo di autoaiuto per maschi etero, dopo aver letto un annuncio in cui richiedevano un omosessuale con cui confrontarsi. Axel comincia a frequentare il gruppo che ospita Bruno e fa colpo su di lui, così quest’ultimo lo invita ad una festa gay per fargli dimenticare un po’ di problemi (e nel tentativo di portarselo a letto). Qui  Axel fa amicizia con Norbert, e siccome è completamente ubriaco decide di dormire da lui (con grande rammarico di Bruno). Axel rimane ospite di Norbert per qualche giorno, fra desideri latenti e fantasie inespresse che premono per trovare uno sbocco, anche se i contrattempi e gli imprevisti fanno a gara per impedire a Norbert di conquistare il suo oggetto del desiderio. 

Nel frattempo la povera Doro – dopo qualche esperienza poco gratificante – ci ha ripensato e vorrebbe recuperare Axel, ma adesso non riesce più a rintracciarlo e come se non bastasse scopre di essere incinta. La situazione è complicata e Axel è il primo a non avere le idee chiare su quello che vuole. Il finale, acidamente ironico e non esattamente lieto, lascia la porta aperta a tutta una serie di possibilità..’.Tutti lo vogliono’ è senz’altro un fumetto gradevole e in perfetto stile Konig, e non risente particolarmente dei suoi venti anni. Sotto certi punti di vista, però,  questa non è una considerazione molto positiva. Infatti, se si esclude il tratto di Konig, che col tempo si è ammorbidito e perfezionato rispetto a quello usato in questa sede (con tanto di  personaggi perennemente imbronciati), non possono fare ameno di balzare agli occhi alcuni dettagli interessanti. In ‘Tutti lo vogliono’ i gay del 1987 si lamentano di non avere forme di riconoscimento giuridico simili al matrimonio, ad esempio, oppure tendono ad autoaffermare la loro identità

soprattutto travestendosi o ostentando il loro lato femminile. Tutte cose che nella Germania di oggi, con unioni civili riconosciute e un immaginario gay tendenzialmente più virile, sono state superate da tempo. L’Italia del 2007 come la Germania di vent’anni fa? A voi giudicare.

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