UN’ARENA SENZA LIMITI

Direttamente dai cugini francesi un’antologia deciato ai gay-manga: trame solide, stile curato, corpi virili e situazioni estreme sono le caratteristiche di “Arena”.

In Italia i fumetti giapponesi, i “manga”, sono una presenza fissa dai primi anni 90. All’inizio si trattava di un esperimento che per gli amanti – ormai cresciutelli – dei cartoni animati giapponesi (anime), ma col passare del tempo gli appassionati sono diventati una categoria a parte. Certo è molto comune che chi apprezza un manga sia anche un fanatico di animazione nipponica, ma le due cose oggi non sono più collegate come un tempo. Oggi il lettore tipico dei manga non è un fan sfegatato di tutto quanto viene prodotto in Giappone (in gergo otaku), ma piuttosto tende ad affezionarsi a certe tematiche o a certi autori in particolare, in base ai suoi gusti personali e al feeling che sente di avere col prodotto che sta leggendo.

Questo spiega anche il successo dei manga in Italia: in queste pubblicazioni il fumetto è solo il linguaggio usato per rappresentare praticamente qualsiasi tipo di situazione e tematica, e chiunque può scoprire presto o tardi un manga che incontra i suoi gusti o nel quale può identificarsi. Quelli pubblicati in Italia iniziano ad essere una discreta quantità, e si rivolgono a un pubblico ormai diversificato, tuttavia sembra proprio che alcuni generi non vengano presi in considerazione dagli editori nostrani. In particolare tutti quei manga con connotazioni troppo giapponesi e con riferimenti culturali troppo circoscritti, ed è comprensibile: in Italia non avrebbe senso pubblicare migliaia di pagine sulle traversie di un cuoco di sushi o su di un campione di pachinko (un gioco d’azzardo tipicamente giapponese).

Di contro, ci sono altri manga che in Italia vengono ancora ignorati, ma per dei motivi discutibili: i manga giapponesi “per gay”, o gay-manga. Perchè? Fermo restando che la qualità media di questi prodotti negli ultimi anni è molto cresciuta, risulta molto difficile credere ancora alla solita giustificazione secondo cui “non ci sarebbe abbastanza pubblico”. Il punto è un altro: la maggior parte dei gay-manga – e in particolare quelli erotici – dà una rappresentazione esplicita del sesso e della sessualità, e lo fa senza sconti per nessuno. È vero che anche negli shonen-ai (i fumetti a tema gay per ragazze) si lascia spazio al sesso, ma i dettagli e il realismo lasciano sempre il posto a metafore e astrazioni grafiche che danno dell’atto sessuale una rapprentazione asettica e tuttosommato “intuitiva”, in altre parole “innoqua”. E questo potrebbe spiegare anche perchè in Italia gli shonen-ai sono arrivati e i gay-manga no. Pubblicare gay-manga sarebbe un po’ come schierarsi apertamente dalla parte dei lettori gay, senza mezzi termini e senza poter accampare pretesti “culturali”, sfidando tutti quei pregiudizi e boicottaggi che – purtroppo – in Italia vengono ancora incoraggiati.

In Francia è da poco uscita Arena, la seconda antologia dedicata ai gay-manga …

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In Francia è da poco uscita Arena, la seconda antologia dedicata ai gay-manga di Gengoroh Tagame, e dopo averla letta è facile intuire che una sua edizione italiana sarà quantomai improbabile. Al di là dello stile di disegno, sempre molto curato, e della capacità di questo autore di rendere graficamente corpi virili e sesso gay, le storie presenti in questo volume testimoniano proprio come sia possibile affrontare tabù e scavare nei più torbidi recessi del desiderio senza censure e senza scendere a compromessi. Questo autore, che da sempre predilige le situazioni estreme, costruisce delle trame solide su cui vanno a inserirsi personaggi credibili per i quali il sesso non è mai qualcosa di scontato.

La storia che da il nome all’antologia, ad esempio, ha per protagonista il karateka Nobuaki Tamba, che all’apice della carriera e dopo aver vinto ogni competizione possibile nel circuito ufficiale, decide di mettersi alla prova partecipando a un campionato di lotta clandestina senza regole e senza limiti. Purtroppo per lui finisce per essere regolarmente sconfitto dai suoi avversari, che prima di lottare assumono abbondanti dosi di una droga chiamata “priapo”. Questa droga, però, oltre a rendere invincibile chi la assume, accresce enormemente la sua libido e così il protagonista viene regolarmente stuprato sul ring al termine di ogni incontro, e sotto lo sguardo del pubblico in delirio. Alla fine decide di ricorrere anche lui al “priapo”, ma quando lo richiede diventa l’inconsapevole cavia per una nuova droga che lo trasforma in un essere che vive solo il piacere della sottomissione. Una storia con molte chiavi di lettura.

Il secondo episodio si intitola L’oracolo, ed è incentrato su di un nerboruto commissario di polizia dotato di poteri paranormali che lo aiutano a risolvere i casi più intricati, ma solo ad una condizione: si attivano nel momento in cui viene portato all’orgasmo subendo una penetrazione anale! In questa antologia vengono tradotti per la prima volta anche alcuni dei tanti episodi ad ambientazione storica che Gengoroh Tagame si diverte a confezionare con estrema attenzione per i costumi e i dettagli: qui ce ne sono due ambientati nel Giappone antico (a base di lussuriosi principi samurai e viaggiatori vichinghi che approdano sulle coste nipponiche), ma soprattutto ce n’è uno ambientato nell’Italia degli anni 50!

Il racconto si svolge in un paesino non meglio precisato del nord, dove padre Giuliano è il confessore di Drago, un poco di buono che si diverte a provocarlo e che trasforma regolarmente il confessionale in un glory-hole. A nulla valgono i rifiuti e le suppliche di padre Giuliano, perchè alla fine diventa sempre il giocattolo del parrocchiano che lo tiene in pugno. Com’è possibile? Anni prima Drago faceva parte di un gruppo di partigiani che erano stati catturati e che stavano per essere messi a morte dai nazisti. Padre Giuliano aveva supplicato i militari tedeschi di risparmiare la vita dei suoi concittadini, ma in cambio questi hanno voluto che il prete si piegasse ai loro più sordidi desideri sessuali, abusando di lui – anche in gruppo – di fronte ai prigionieri che voleva salvare e marchiandolo a fuoco. Ora Drago è l’unico ancora in vita a sapere il segreto di padre Giuliano, con il quale lo ricatta da anni, ma ora sta per lasciare il paese e vuole salutare padre Giuliano umiliandolo definitivamente. E siccome Gengoroh Tagame è evidentemente un autore che ha ben chiaro il concetto di par-condicio, in questo volume c’è anche una storia in cui il giovane protagonista ha la sola colpa di essere figlio di due comunisti nel Giappone degli anni trenta, e per questo viene brutalizzato da tutti gli abitanti maschi del suo villaggio, compresi gli amici d’infanzia.

Com’è facile intuire da questi brevi riassunti l’autore va a toccare dei tasti che non riguardano solo la sollecitazione erotica, ma che vogliono anche disturbare la parte più profonda del pubblico, in quel punto dove gli impulsi animali e la voglia di sopraffare il prossimo (o di esserne sopraffatti), vengono arginati dal buon senso e dalle regole basilari della convivenza civile. Inoltre, a ben guardare, i manga di Gengoroh Tagame sono una straordinaria e metaforica finestra sui rapporti di potere e su come questi guidano la ricerca del piacere, non necessariamente in senso sessuale. Resta il fatto che per le tematiche affrontate, e per la loro assoluta mancanza di inibizioni, i fumetti di Gengoroh Tagame – ma anche gay-manga molto più soft – sono destinati a rimanere inediti in Italia per chissà quanto tempo ancora. Nel frattempo Gengoroh Tagame si è guadagnato anche una mostra personale nella galleria ARTMEN di Parigi. D’altra parte l’Italia e la Francia non sono divise solo dalle Alpi.

Abbiamo parlato di:
Titolo: ARENA
Editore: H&O
Lingua: Francese
Costo: 18,00 €
Reperibile sul sito http://www.ho-editions.com/

di Valeriano Elfodiluce