WONDER WOMAN FOREVER

di

È un supereroe, ma è una donna, è forte ma non si adegua a un mondo di super-machos, e ha detto no a Zeus e Superman. La misteriosa...

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
1967 0

E’ risaputo che i supereroi americani fanno parte dell’immaginario omoerotico globale, ma meno scontato è il ruolo delle supereroine nell’ambito della cosiddetta “cultura gay”. Nessuna super donna è mai riuscita a diventare popolare nel mondo omosessuale… Nessuna tranne l’inossidabile Wonder Woman. Perchè?

Prima di tutto è necessario chiarire le semisconosciuta storia di questo personaggio.

Pochi sanno che a crearla nel 1942 fu uno psicologo, il dott. W.M. Marston, fermamente convinto che una donna, o meglio una super donna, potesse rappresentare meglio di un uomo dei valori morali ed etici come giustizia e libertà: per questo venne contattato dalla DC Comics per creare un’alternativa femminile a Superman (anche per conquistare il pubblico femminile).

WW nasce quindi in piena Seconda Guerra Mondiale (nelle sue prime storie deve vedersela anche con Hitler e Mussolini!), e il suo costume che richiama la bandiera americana ne è la diretta conseguenza. Le sue origini sono presto dette: gli dei dell’Olimpo nascondono al resto del mondo l’Isola Paradiso, abitata unicamente dalle leggendarie e immortali amazzoni governate dalla Regina Ippolita. Ippolita vorrebbe una figlia, e per ovviare alla mancanza di un uomo gli dèi concedono la vita (e parte delle loro qualità) a una statua di creta da lei modellata: la “figlia” di Ippolita viene chiamata Diana e diventa un’amazzone senza pari. Quando Diana è cresciuta, sulla sua isola si schianta un aereo pilotato dal Maggiore Steve Trevor, che parla alle amazzoni della guerra. Diana viene mandata a combattere per la causa degli Stati Uniti (munita di un lazo prodigioso, di bracciali indistruttibili e di un aereo invisibile) col nome Wonder Woman e adotta l’identità segreta di Diana Prince, ausiliaria dell’esercito.

In U.S.A. WW fa amicizia con alcune universitarie, le rende “amazzoni onorarie” e diventano la sua squadra di supporto ufficiale (le Hollyday Girls),

nonchè uno dei pretesti che lo psicologo Fredrich Wertham usò per accusare WW di incitare al lesbismo.

Finita la Guerra i fumetti di supereroi entrano in crisi, ma quelli di WW resistono, la protagonista ritocca più volte il suo costume per tenerlo al passo coi tempi e combatte a fianco di se stessa in versione bambina (Wonder Tot) e in versione adolescente (Wonder Girl, titolo che poi andrà a Donna Troy, un’orfanella allevata sull’Isola Paradiso e che, quando questa sarà troppo cresciutà e agirà col nome di Troia, passerà – negli anni ’90 – alla più spigliata Cassie Sandsmark).

A questo punto la storia di WW si biforca.

Nel 1961 la DC Comics decide di “svecchiare” i suoi supereroi, e per far questo escogita lo stratagemma delle “terre parallele”: tutti i supereroi che erano in azione nella seconda guerra mondiale NON erano gli stessi di cui si leggevano le storie nel 1961, ma una loro versione alternativa che abitava un mondo parallelo. In parole povere c’era la versione corrente di WW, che aveva uno spasimante di nome Steve Trevor, che era operativa dagli anni ’60 e che abitava Terra-1, mentre c’era la versione “originale” di WW che aveva fatto la Guerra e che viveva su Terra-2, col tempo aveva sposato Steve Trevor e gli aveva dato una figlia (destinata anche’essa a diventare una supereroina, col nome di Fury).

A questo punto la WW “ufficiale” era quella degli anni ’60 e per aggiornarla ulteriormente gli autori decidono di privarla del suo costume e di molti dei suoi poteri, per farla diventare… una sorta di agente speciale esperto di arti marziali! Questa curiosa parentesi (in tinta con i film e i telefilm in voga all’epoca) dura solo due anni, dopodichè WW torna alle origini amazzoniche e diventa una portabandiera del femminismo giusto in tempo per la sua prima serie di telefilm!

Era il 1976 e per il ruolo dell’amazzone viene scelta Linda Carter, già vincitrice del titolo di Miss America nel 1973. Nella prima serie trasmessa dalla rete ABC vengono riprese le ambientazioni della WW originale, che se la deve vedere con le spie naziste durante la Seconda Guerra Mondiale (talvolta aiutata da Wonder Girl, interpretata da una giovane Debra Winger). A causa di contrasti fra la ABC e la DC Comics, i diritti passano alla rete CBS che produce due nuove serie di telefilm – questa volta con un’ambientazione contemporanea – che sono giunti anche in Italia. In questa serie Diana Prince è un’impiegata dell’agenzia governativa IADC, e può intervenire come WW contro criminali e intrighi di varia natura. Nel 1979 la serie viene sospesa, ma è ancora considerata un cult.

Nel mondo dei fumetti, intanto, la trovata delle “terre parallele” era troppo difficile da gestire, così l’editore decise di porvi fine in maniera cataclismatica: nel 1985, con la miniserie “Crisis“, tutti i supereroi della DC Comics si uniscono per salvare le terre parallele… E falliscono! Fra le vittime illustri ci sono supereroi come Flash, Supergirl e… Wonder Woman! Ebbene si: WW muore, ma il suo sacrificio servirà a rigenerare l’universo, che potrà ripartire da zero e senza più realtà alternative.

A questo punto anche la serie di WW riparte da zero, viene affidata al fumettista George Perèz e nel 1987 viene ridefinita, con un nuovo cast e un approccio più fedele al mondo della mitologia greca. Questa WW (che per principio non vuole un’identità segreta) è quella tutt’ora in azione, e il suo ruolo ufficiale è quello di “ambasciatrice della pace delle amazzoni nel mondo del maschio” (tant’è che questa incarnazione di WW ha attraversato più drammi, traumi e tragedie di tutte quelle precedenti messe assieme).

C’è da dire che la nuova WW apprezza le amicizie femminili e non vuole relazioni eterosessuali (ha detto di no persino al dio Zeus e a Superman!), mentre certe allusioni e sottointesi – riguardo l’Isola Paradiso e la sua comunità – con gli anni sono aumentati… Sicuramente WW non dichiarerà di essere lesbica più di quanto Batman dichiarerebbe di avere un debole per Robin, tuttavia è indubbio che negli anni il suo status di icona lesbica si è rafforzato.

In ogni caso Wonder Woman è un’icona gay anche e soprattutto perchè, per prima, ha saputo dimostrare che si possono abbattere i pregiudizi e le convenzioni sociali: è un supereroe, ma è una donna, è forte e imbattibile, ma non tradisce la sua personalità per adeguarsi a un mondo di super-machos… Inoltre, come se tutto ciò non bastasse, ha indossato per oltre sessant’anni i colori della bandiera americana senza abusarne mai… E non è cosa da poco.

Per ascoltare la sigla del telefilm di Wonder Woman clicca qui

Attualmente le avventure di Wonder Woman sono pubblicate in Italia dalle edizioni Play Press, mentre in USA è da poco uscita la prima serie di telefilm in DVD box (reperibile nei web shop come www.amazon.com, dove potete trovare anche le raccolte dei fumetti dell’amazzone).

di Valeriano Elfodiluce

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...