Workshop omoerotici a New York: giovani artisti crescono

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La Grande mela offre ogni anno la possibilità a giovani artisti che si dedicano all'omoerotismo di esporre le proprie opere. In Italia si possono vedere in Dirty Little...

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Il termine "omoerotismo" è stato inventato in tempi molto recenti, pur riferendosi a qualcosa che ha accompagnato da sempre la storia dell’umanità. Ironia della sorte, sembra che la prima persona ad averlo utilizzato pubblicamente sia stato un senatore ultraconservatore degli Stati Uniti, tale Jonh Helms, nel tentativo di impedire l’allestimento di una mostra fotografica dedicata al lavoro di Robert Mapplethorpe (1946-1989) poco dopo la sua morte. In ogni caso questo termine ha avuto molto successo e oggi è entrato anche nel nostro vocabolario, soprattutto per quel che riguarda la definizione di opere artistiche e letterarie. Tuttavia questa parola ha generato diversi malintesi, suscitando più di qualche dubbio. C’è differenza fra arte omoerotica e arte gay? Dove finisce l’omoerotismo e dove inizia l’omopornografia? Mancando nel nostro paese molti canali culturali GLBT che sarebbero dati per scontati nelle grandi realtà europee e internazionali, queste domande sono più che legittime. 

Volendo semplificare il discorso si può dire che l’arte gay interpreta vari argomenti (omogenitorialità, rivendicazioni, denuncie sociali, esperienze di vita, ecc) e che fra questi c’è anche l’omoerotismo. Più impegnativo è distinguere ciò che è omoerotico da ciò che è semplicemente omopornografico: generalmente si definisce omoerotico ciò che, pur vertendo sul desiderio omosessuale, suscita sensazioni, sentimenti ed emozioni, mentre è omopornografico quello che è finalizzato unicamente all’eccitazione. D’altra parte anche questa è una distinzione molto relativa, visto che

ciò che è omoerotico per qualcuno e omopornografico per qualcun altro (e viceversa). Resta il fatto che nel nostro paese è problematico affinare uno spirito critico al riguardo, considerando che la sessuofobia e l’omofobia imperanti da anni penalizzano praticamente tutto quello che ha a che fare con la libera espressione della sessualità (dal naturismo alle mostre d’arte, passando ovviamente per erotismo e pornografia). Invece, laddove omosessualità e sessualità in generale vengono gestite in maniera meno repressiva, sembra proprio che la produzione artistica omoerotica sia sempre molto florida e ricca di stimoli. 

Giusto per fare un esempio è da qualche anno che la Fondazione Leslie/Lohman di New York promuove dei workshop per giovani artisti che vogliono confrontarsi con temi omoerotici. Per la modica cifra di venti dollari vengono messi a disposizione ampi spazi e avvenenti modelli senza troppe inibizioni. Unico vincolo: tutti gli artisti devono disegnare nello stesso formato e vendere i loro disegni allo stesso prezzo, presso la galleria d’arte della

fondazione. A quanto pare i lavori prodotti in questi workshop iniziano ad essere molto richiesti dai collezionisti, e sembra che stiano anche emergendo diversi artisti molto promettenti. Peccato che in Italia tutto questo sarebbe pura fantascienza. A parziale consolazione del pubblico italiano, però,  bisogna dire che l’editore Gmunder ha raccolto in una ricca antologia – dal titolo quantomai azzeccato di ‘Dirty Little Drawings’ – alcune delle opere elaborate in questi workshop, mettendola a disposizione del pubblico internazionale. Se e quando un’iniziativa simile sarà realizzabile anche in Italia solo il tempo potrà dirlo.

di Valeriano Elfodiluce

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