11 episodi più importanti per la comunità LGBT nel 2018

Dalle speranze per i matrimoni gay a Cuba, alla sigla LGBT nel documento finale del Sinodo.

La comunità LGBT nel 2018 è stata spettatrice di numerosi avvenimenti, alcuni molto positivi, altri molto negativi. Ecco 11 episodi tra i più importanti da ricordare, sia italiani che internazionali.

11 avvenimenti importanti per la comunità LGBT

  1. Il ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana, alla sua prima uscita pubblica con i giornalisti, puntualizza che le famiglia arcobaleno per la legge non esistono. Anti-gender per definizione, da quando è ministro del governo giallo-verde ha più volte annunciato guerra alla comunità LGBT. Senza fortunatamente mai passare dalle parole ai fatti.
  2. Papa Francesco e la psichiatria. Ad agosto, il Capo della Chiesa stava ragionando assieme alla stampa su come superare il fatto di avere un figlio omosessuale. Secondo il Pontefice, se il “problema” si manifesta da bambini, si consiglia il ricorso ad uno psichiatra. Un commento di poche parole, ma che riporta la Chiesa indietro di quasi 30 anni, quando l’omosessualità era considerata una malattia. Meglio ricordare che dal 1990 l’OMS ha eliminato l’orientamento omosessuale dalla lista delle malattie mentali.
  3. Al Sinodo dei giovani si parla di LGBT. Per la prima volta nella storia dello Stato del Vaticano, la sigla che identifica i membri gay, lesbo, bisex, trans, queer, intersex, asex, ecc viene inserita nel documento finale. Molti dei sacerdoti presenti avevano deciso di non votare un testo contenente tale termine. Il 27 ottobre, il documento finale è stato votato, e ci sono punti interessanti riguardo accoglienza, apertura e non discriminazione nei confronti della comunità LGBT.
  4. Il referendum in Romania per vietare i matrimoni tra coppie dello stesso sesso è un flop. La proposta era quella di modificare la Costituzione, inserendo che il matrimonio era possibile solo tra uomo e donna, anziché “tra coniugi”. Il 7 ottobre, solo il 20% della popolazione romena si è recata alle urne, e non è servito per validare la votazione.
  5. Donald Trump e le persone trans. Il presidente statunitense annuncia un provvedimento che sancisce che il sesso di una persone è determinato dagli organi genitali al momento della nascita. Di fatto, questa decisione, se approvata, cancellerebbe le persone transessuali. Tale decisione, pare quasi una vendetta dopo aver provato a eliminare i transgender dall’esercito e aver sostenuto dei bagni distinti tra donne, uomini e trans. Tutti tentativi (discriminatori) falliti.
  6. A ottobre, Jair Bolsonaro viene eletto presidente del Brasile. Un duro colpo per la comunità LGBT, i cui membri sono quotidianamente in pericolo nel Paese. Bolsonaro, apertamente omofobo, ha più volte ribadito la sua repulsione per gli omosessuali; nel 2011 aveva dichiarato di preferire un figlio morto piuttosto che gay, e che attaccherebbe fisicamente delle persone dello stesso sesso se li v neledesse baciarsi in strada.
  7. In Tanzania è aperta la caccia agli omosessuali. Paul Makonda, governatore della capitale Dar Es Saleem, incoraggia i cittadini a fornire informazioni per consentire l’arresto delle persone LGBT. Una legge del 2004 prevede il carcere fino a 25 anni per il reato di omosessualità, che in Tanzania è illegale.
  8. Taiwan poteva diventare il primo paese asiatico a legalizzare il matrimonio egualitario nel 2018. Ma il referendum di novembre ha deciso che così non doveva essere. I cittadini hanno deciso a maggioranza di non modificare l’articolo sul matrimonio, che lo indicava come unione tra uomo e donna. Assieme a questa decisione, Taiwan ha deciso anche di non approvare l’uguaglianza di genere nelle scuole e la proposta di inserire delle lezioni legate alla sessualità. Nonostante la decisione del popolo, pare che il Governo proverà comunque ad approvare una legge.
  9. Una buona notizia è arrivata a dicembre 2018, per l’Italia. Silvana De Mari, a processo, viene condannata dal tribunale di Torino. Ad accusarla di diffamazione, si erano costituiti parte civile Rete Lenford e l’associazione Torino Pride. La De Mari dovrà pagare una multa di 15.000 euro per aver affermato che la comunità LGBT intendeva “annullare la libertà di opinione e diffondere la pedofilia“. Presto, dovrà tornare alla sbarra per una seconda denuncia, arrivata dal circolo Mario Mieli di Roma.
  10. Delusione a Cuba. Per mesi l’isola dell’era post castrista pareva aprirsi finalmente alla comunità LGBT, proponendo addirittura il matrimonio egualitario. A favore il presidente Miguel Dìaz-Canel e gran parte della popolazione. Per questo motivo appariva come ormai ovvia la modifica all’articolo costituzionale. Ma così non è stato, e la proposta è rimasta tale. Pare che a prevalere sia stata la chiesa, supportata da circa la metà dei cubani contrari.
  11. In India, la Corte Suprema decriminalizza l’omosessualità. Prima, un omosessuale rischiava fino a 10 anni di carcere. Alla decisione dei giudici, che doveva discutere della costituzionalità dell’articolo 377, la comunità LGBT indiana si è riversata in strada, con feste che sono continuate per ore. Il gay pride di quest’anno è stato molto più libero e atteso, al quale hanno partecipato migliaia di persone.