Gli antichi Greci lo preferivano piccolo

Se i Satiri venivano rappresentati con gli attributi enormi, le figure idealizzate di eroi e atleti dovevano sempre averlo minuscolo: è questione di propaganda, non di dotazione

Tutti conosciamo la splendida scultura classica greca: il Discobolo di Mirone, i bronzi di Riace, il Doriforo di Policleto e la perfezione del suo chiasmo hanno creato e imposto i canoni della bellezza maschile per le generazioni a venire. Di fronte alla tensione perfetta dei gruppi muscolari, alla struttura armoniosa dei corpi e alla incredibile perfezione dei volti si rimane esterrefatti; ma se si scende sugli organi sessuali si rimane…delusi.

La nostra ossessione sulla dimensione del pene è legata ad un’idea di grandezza come sinonimo di virilità, prestanza sessuale e godibilità dell’amplesso che risale all’arte egizia: il dio della fertilità Min è spesso raffigurato come itifallico, cioè con un grande pene eretto. Gli obelischi in Egitto, i monumenti di Delo, le costruzioni falliche della Persia e della Fenicia, le torri d’Irlanda e Scozia, i monoliti della Francia e della Corsica, tutto sembra essere un riferimento fallico. E poi diciamocelo: un pene grande per la nostra cultura è più bello da guardare, toccare, usare.

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E questo è il punto: gli attributi grossi per una statua greca, che rappresenta simbolicamente un giovane guerriero o una divinità, potevano significare uno scarso controllo degli impulsi e l’incapacità di agire con moderazione. Perché le figure rappresentate non erano l’equivalente dei nostri porno, ma rispondevano ad un programma di rappresentazione icastica ben definito: “I greci associavano il pene piccolo e non eretto alla moderazione, una delle virtù principali del loro ideale di mascolinità”, afferma Andrew Lear, professore di Antichità classiche ad Harvard. “C’è un contrasto tra i genitali minuscoli senza erezione degli uomini ideali (eroi, dei, atleti) e il pene eretto e grosso dei Satiri (figure mitologiche metà uomo e metà capra, perennemente ubriache e devote alla lussuria selvaggia) o degli uomini anziani”.

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“L’uomo ideale in Grecia era razionale, autorevole e intellettuale”, dice la storica Ellen Oredsson. “Poteva certamente fare molto sesso ma non c’entrava la dimensione del pene: essendo piccolo invece, gli consentiva di rimanere freddo e razionale”.

Nonostante fossero di marmo quindi, i peni dei greci rimanevano piccoli e freddi… almeno nell’arte.