Casa Susanna: il rifugio per i travestiti degli anni ’60

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Un rifugio dove essere sé stessi, quando il cross-dressing era un reato.

Casa Susanna (Credits: time.com)
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Tra gli anni ’50 e i primi anni ’60, tra le montagne di Hunter nello stato di New York, nasceva Casa Susanna. Un vero e proprio rifugio per tutti quegli uomini etero che amavano indossare abiti femminili, senza il timore di essere arrestati o aggrediti in città. Negli anni ’50 e ’60 infatti il cross-dressing era considerato reato, a meno che non fosse per lavoro o spettacoli teatrali (in quel caso gli attori erano addirittura ammirati per la loro bravura).

Casa Susanna ospitava coloro che desideravano travestirsi, per passione. Trascorrevano il tempo a parlare, mangiare, bere e a passeggiare in una residenza di 150 acri. Proprietaria della tenuta era Susanna Valenti, all’anagrafe Tito, che con sua moglie Marie ha voluto creare un luogo dove ognuno poteva sentirsi sé stesso. Ed è proprio quello che hanno fatto, documentando le loro giornate con una serie di fotografie, scattate da un ospite di Casa Susanna, perché anche affidare un rullino ad un fotografo era pericoloso, al tempo.

La scoperta di Casa Susanna

L’esistenza di questo posto non era conosciuta fino a qualche anno fa. E’ circa il 2000 quando Robert Swope compra un cofanetto a un mercatino delle pulci, e all’interno trova delle foto. Queste ritraggono uomini vestiti da donne che dialogano, passeggiano, fanno pic-nic. Attraverso quelle foto conosce Casa Susanna, e raccogliendo tutte le foto scopre questo rifugio dedicato ai travestiti, facendone un libro assieme al suo compagno, Michel Hurst. La raccolta di fotografie, pubblicato nel 2005 da PowerHouse, porta un successo che nessuno si sarebbe aspettato. Ma oltre a questo, arrivano decine di testimonianze.

Casa Susanna con la proprietaria, Susanna. (Credits: thestar.com, AGO exhibition, Outsiders: American Photography and Film, 1950s - 1980s for Katie Daubs story)
Casa Susanna con la proprietaria, Susanna. (Credits: thestar.com, AGO exhibition, Outsiders: American Photography and Film, 1950s – 1980s for Katie Daubs story)

Alcuni ospiti del resort hanno raccontano che il luogo era frequentato anche da transgender. Di questi, alcuni hanno deciso di procedere al cambio di sesso ed essere donna, altri invece hanno preferito rimanere trans. I frequentatori erano uomini semplici di tutte le età e stato sociale, lavoratori o studenti, che nel fine settimana si concedevano a questa passione, lontani da chi li avrebbe solamente derisi o fatti arrestare. Per lo più sono persone oggi sposate, che hanno condotto la loro vita da uomini eterosessuali. Tra gli ospiti di Casa Susanna c’era anche Virginia Prince, fondatrice del movimento transgender, che non ha mai voluto ricorrere al processo di transizione. Al contrario della proprietaria della tenuta, Susanna, che ha voluto diventare donna.

Il libro “Casa Susanna”, ha ispirato anche l’attore Harvey Fierstein, che nel 2014 ha presentato l’opera teatrale dal titolo “Casa Valentina“, una commedia che riprende le vicende del rifugio di Hunter. Se vuoi conoscere tutto del rifugio, ecco il link per acquistare il libro!

La foto di copertina è stata presa dal sito Time.

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