Sondaggio: cosa pensi del gay pride?

Dopo l’articolo de La Verità, ci abbiamo pensato anche noi: come vivete la parata dell’orgoglio omosessuale?

Questa mattina, il sito d’informazione La Verità ha citato un test proposto da Gay.it domenica scorsa, in cui si chiedeva a voi lettori se vi sentiste omofobi interiormente. Attraverso una serie di domande e risposte, ogni utente poteva scoprire se apprezza al 100% la comunità LGBT+. Se non è d’accordo con qualche evento oppure se è totalmente in disaccordo sul modo di porsi di fronte alla società.

Il dibattito su “come dovrebbe essere il gay pride” tra le persone omosessuali, bisex e trans è vecchio quanto l’esistenza stessa del gay pride. Da decenni, aldilà delle varie sfumature, si fronteggiano essenzialmente due schieramenti: chi rivendica il valore dell’eccesso, il colore, l’esplicita esibizione dei corpi e delle sessualità come momento di liberazione per tutta la società e non solo per il movimento LGBT. E chi, pur appartenendo a questa comunità, non si riconosce nelle forme generalmente utilizzate in queste manifestazioni e ritiene anzi che le rivendicazioni egualitarie sarebbero più ascoltate con manifestazioni più “sobrie”. Negli anni il numero di sostenitori delle “fazioni” sono variati, a seconda del clima politico, della secolarizzazione della questione dell’omosessualità. E alla luce delle (pochissime) conquiste.

Una posizione giornalistica non deve essere determinata dal numero dei sostenitori di una o dell’altra fazione. Perciò Gay.it un’idea ce l’ha, ed anche abbastanza chiara ed espressa nei nostri articoli. Ma a livello giornalistico è importante capire come la pensaoggi questa comunità su un tema tanto importante. Chiarendo che tutte le posizioni sono comunque rispettabili.
Forse La Verità non ha colto l’ironia e il fatto che il test fosse scherzoso, ma ci ha dato un interessante spunto: cosa ne pensate del gay pride? La prima domanda del test vi chiedeva infatti di dare una vostra opinione sulla tradizionale parata. Riproponiamo quindi un sondaggio su questo particolare evento, lasciando in disparte l’ironia.