Maria Maddalena ovvero come la Chiesa ha messo il guinzaglio alle donne

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Maddalena è redenta, ma ci può essere spazio per lei solo perché il suo passato viene dimenticato. Che sorte avrebbe oggi Maria Maddalena?

Maddalena è redenta, ma ci può essere spazio per lei solo perché il suo passato viene dimenticato. Che sorte avrebbe oggi Maria Maddalena?Maria Maddalena ovvero come la Chiesa ha messo il guinzaglio alle donneFoto 1 - Maddalena è redenta, ma ci può essere spazio per lei solo perché il suo passato viene dimenticato. Che sorte avrebbe oggi Maria Maddalena?
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Maria Maddalena ovvero come la Chiesa ha messo il guinzaglio alle donneFoto 2 - Maddalena è redenta, ma ci può essere spazio per lei solo perché il suo passato viene dimenticato. Che sorte avrebbe oggi Maria Maddalena?
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Il Cristianesimo nel suo monoteismo politeistico prevede due sole figure femminili: una maggiore, più grande e più bella, la Madonna e una minore, un po’ laida e decadente, la Maddalena. Il classico schema: una santa, l’altra puttana.

In realtà la Maddalena proprio puttana non è, bisogna essere precisi. La Maddalena era puttana, poi diventa santa pure lei. Da quest’anno poi proprio in senso tecnico, grazie all’attuale Papa che ha deciso di elevare a festa la celebrazione del 22 luglio, a lei dedicata. Quello che però bisogna riconoscere è che la figura della Maddalena può esistere e avere uno straccio di dignità spirituale all’interno dell’agiografia cristiana solo perché si pente del suo passato. Solo così infatti può essere redenta da Gesù, che la salva dalla perdizione e per qualcuno addirittura dalla lapidazione.

La tragica morte di Tiziana Cantone, la 31enne napoletana umiliata e perseguitata per la sua libertà sessuale, e lo scontro social che ancor imperversa e lascia attoniti, ci hanno riportato ultimamente proprio qui, a fare i conti con il ruolo riservato al femminile nella nostra società, con ciò che una donna può o non può fare col proprio corpo, col sesso, col senso del limite. Cosa ci può insegnare la figura di Maria Maddalena sul modo in cui il femminile è stato pensato ed è pensato tutt’ora nel nostro Occidente? Maddalena è redenta, vero, ma nello storytelling cristiano ci può essere spazio per lei solo perché la sua anima viene bonificata e il suo passato sepolto, dimenticato. Che sorte ben diversa avrebbe e ha oggi Maria Maddalena: Gesù si ritrova in continuazione tra i piedi le foto e i video che quella schifosa ha fatto fino all’altro ieri e che sono dappertutto, complice lo strapotere della rete. Maddalena oggi la redenzione se la scorda.

Nelle storie dei Vangeli Maddalena rappresenta il peccato e, insieme, il tentativo – peraltro assolutamente riuscito – di dargli ordine, di raddrizzarlo. Maddalena passa dai tanti amori terreni, carnali, all’unico amore possibile, quello per Gesù Cristo. E così trova pace. Gesù la salva, è vero. Nella sua setta, nella Chiesa c’è posto per tutti. Ma a che condizioni? Gesù non la accetta così com’è, non chiarisce una volte per tutte che anche una peccatrice ha dignità e può vivere come vuole. Neanche per sogno: la Maddalena per salvarsi deve diventare un’altra. Deve rinunciare alla sua vita, dimenticarsi del corpo o metterlo a servizio: coi capelli pulisca i piedi del Cristo, asciughi a terra, si prostri, si umili. Da puttana a serva.

Questa svolta narrativa dice molto di ciò che la Chiesa ha fatto e continua a fare nei secoli col corpo e sul corpo delle donne. La normalizzazione della sessualità di Maria Maddalena rappresenta la libertà che viene ricondotta all’ordine. Maddalena è il corpo, le emozioni, l’animalità, il sesso ma anche le esplosioni emotive: i pianti, gli urli, gli strilli. Mette in scena il femminile visto come bizzarra eccezione che l’uomo – pure quando è santo – deve provare a contenere, irreggimentare, addomesticare. La donna viziosa e isterica, l’uomo il precettore serafico che la rimette sulla retta vita. Magari al guinzaglio.

Insomma, la figura della Maddalena è stata costruita ad arte (come a suo volta, in modo diverso, quella di Maria, come mostra magistralmente Michela Murgia in Ave Mary) per veicolare un chiaro modello culturale, che insegna alle donne la dedizione che diventa abnegazione, la rinuncia a sé in nome di Cristo. Il quale, una volta risorto, le nega pure un ultimo abbraccio: Noli me tangere, le dice, Non mi toccare. Appartengo al cielo ora, stammi lontana.

 

Jonathan Bazzi

 

In questi giorni, per chi fosse interessato alle tante letture che gli artisti hanno dato a questa figura-chiave del Cristianesimo, la mostra La Maddalena, tra peccato e penitenza, curata da Vittorio Sgarbi, è in corso fino all’8 gennaio 2017 a Loreto (Ancona). 54 opere che mostrano i diversi aspetti iconografici della Maddalena che la storia dell’arte ha immortalato, un excursus classico ci cui vi offriamo un breve scorcio nella nostra gallery.

Immagini:

1 Guido Mazzoni, Compianto sul Cristo morto, 1492, 1497

2 Carlo Crivelli, Polittico di Montefiore dell’Aso, Seconda metà del 1400

3  Nicolò dell’Arca, Compianto sul Cristo morto, 1463-1490

4 Simone Martini, Santa Maria Maddalena (Polittico di S. Domenico), 1320-1321

5 Ercole de’ Roberti, Maddalena piangente,1490

6 Antonio Cavallucci, Maddalena penitente, 1787

7 Ignazio Stern detto Stella, Maddalena in estasi e un angelo, 1725 circa

8 Luca Giordano, Maddalena col crocifisso, 1660 circa

9 Guido Cagnacci, La Maddalena in meditazione,1640 circa

10 Orazio Gentileschi, Santa Maria Maddalena penitente, 1614-1615

11 Cenni di Francesco, Noli me tangere (1370-75)

 

Museo e Antico Tesoro, Santa Casa di Loreto
Aperto tutti i giorni dal lunedì alla domenica
Orari settembre 2016:
10.00/13.00 – 15.00/19.00
sabato e domenica: 10.00/13.00 – 15.00/20.00
Dal 1 ottobre 2016 all’8 gennaio 2017
10.00/13.00 – 15.00/18.00
sabato e domenica: 10.00/13.00 – 15.00/19.00
Biglietto (visita alla Mostra e al Museo)
Intero 8 euro, ridotto 6 euro
Per informazioni e prenotazioni: 071. 9747198 – 06. 68193064
museoanticotesoro@gmail.com; info@artifexarte.it 

www.artifexarte.it

Immagine di copertina: Noel Jabbour, Maria Magdalena, 2004

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