Quando il “mostro” è donna: nasce a Bologna il primo telefono per lesbiche vittime di violenza

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Da un accordo tra Arcilesbica, Casa delle Donne e Comune.

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Relazioni lesbo violente, malate, tragiche: la violenza esiste anche nelle relazioni gay e lesbiche, anche se forse se ne parla poco. “È sempre stato un tabù – spiega la presidente di Arcilesbica Bologna Carla Catenaper anni abbiamo preferito mettere l’accento sulla parte positiva delle nostre relazioni, per rivendicare la legittimità, il diritto di esistere in quanto lesbiche. Ora però la maturità del movimento LGBT permette di affrontare anche gli aspetti più scomodi delle relazioni omosessuali.

Tra pochi mesi a Bologna aprirà infatti il primo sportello telefonico anti-violenza in Italia dedicato alle lesbiche: “È dal 2009 che lavoriamo su questo progetto, a livello nazionale, tutto è nato dalle vite di donne che si sono presentate ai nostri sportelli per chiedere aiuto. Purtroppo la violenza attraversa tutta la società, anche all’interno delle relazioni same-sex“.

Anche nelle coppie di donne c’è il problema del riconoscimento, del “prendere atto che non solo la propria relazione va male, ma che si è vittime di violenza“. E spesso, si aggiungono i pregiudizi: “La gente crede che non sia possibile, tende a sminuire, dice: ma tra donne? Non c’è violenza, non c’è la disparità di forze che tra un uomo e una donna. Non è vero“.

Il progetto ha ricevuto un contributo di circa 8mila euro dalla Regione ed è stato presentato settimana scorsa in Comune con la comunicazione della ricerca di due operatrici volontarie che saranno formate dalla Casa delle donne e da Arcilesbica. Se siete interessat* potete mandare il vostro curriculum, con lettera di motivazione a bologna@arcilesbica.it. All’interno dello stesso progetto sarà finanziata anche la riapertura di Linea lesbica, il telefono amico per lesbiche chiuso cinque anni fa (per mancanza di fondi).

Il telefono amico per lesbiche dovrebbe aprire entro l’estate, mentre la linea anti-violenza partirà subito dopo. “Cerchiamo donne motivate politicamente  – spiega Angela Romanin della Casa delle Donnee che abbiano anche una buona capacità di ascolto, che siano in grado di trattare la violenza come fenomeno culturale. Non richiediamo nessuna laurea o diploma particolare, sarà importante soprattutto la lettera di motivazione”.

Secondo un’indagine pilota svolta dall’Università La Sapienza e da Arcilesbica di Roma, iniziata nel 2008 e chiusa nel 2010, su 120 donne lesbiche intervistate, tra i 16 e i 40 anni, il 61% dichiara di “avere paura all’interno delle proprie relazioni“, il 21% ha “sempre bisogno del permesso di uscire con un’amica“, il 41% “qualche volta“.

Inoltre, l’8,8% alla domanda “ti vengono chiesti atti sessuali contro la tua volontà” risponde “” e il 14,7% “a volte“, il 47,1%, infine, dichiara di aver subito “un danno fisico e psicologico dopo un litigio” e il 41,2% dichiara di “nascondere qualcosa alla propria compagna per paura delle sue reazioni“.

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