Diana: il ricordo a 10 anni dalla morte

Dieci anni fa il funerale: “un circo equestre di ballerine e omosessuali”. Il mondo ricorda Diana Spencer, una donna anticonformista dalle dubbie amicizie che si impegnò contro l’Aids.

Sono passati dieci anni dalla tragica sera del 31 agosto 1997 e la sua morte è ancora un mistero. Adesso il mondo intero si appresta a ricordarla. Perchè nessuno ha saputo prendere il posto di Diana Spencer e probabilmente nessuno ci riuscirà né potrà mai farlo.

Il personaggio che ha rappresentato, la vita travagliata, la tristezza che segnava il suo volto, la morte improvvisa renderanno Lady Diana inimitabile nei decenni.

Diana seppe trasfomare il suo stile: da "moglie di" a "Diana", semplicemente lei. Una rigenerazione che gli altri componenti della famiglia reale inglese non seppero compiere. Anche questo contribuì allo scontro diretto con la regina, così come le sue azioni benefiche cui la principessa del Galles amava dedicarsi.

E sono proprio questi i gesti che a noi piace ricordare: in particolare il suo impegno a difesa dei sieropositivi e per la ricerca scientifica contro l’Aids. Vogliamo ricordarla anche per le sue amicizie: Elton Jhon (fu lui a cantarle un ultimo brano al funerale, Candle in the wind), Versace, George Michael, e altri "dubbi" personaggi (rimarrà nella storia del cinema la definizione che in The Queen il Principe Filippo dà del funerale di Lady D: "Un circo equestre di ballerine e omosessuali").

Ma Diana, era così: una volta slegata dalla famiglia reale faceva quello che voleva e quello che voleva era essere libera dalle falsità regali precostituite cui era stata obbligata dopo il matrimonio con Carlo.

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Fu una strana coincidenza che in meno di una settimana dal suo decesso scomparve un altro grande personaggio anticonformista: Madre Teresa di Calcutta. Uscire dalle regole aveva permesso a entrambe di fare del bene. E noi non possiamo che apprezzarle.