E se non fossero più solo coppie etero a poter fare figli?

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Dopo varie ricerche in laboratori scientifici di tutto il mondo, alcuni scienziati sono riusciti a convertire cellule di midollo osseo femminile in sperma e quello maschile in ovuli.

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Sperma dal midollo della donna, che renderebbe di fatto l’uomo "superfluo" per la procreazione, ma anche ovuli dal midollo di un uomo, che per la prima volta potrebbe finalmente "fare da se’" e provare l’ebbrezza di un concepimento senza femmina. Non e’ una chimera, ma il risultato soprendente di alcune ricerche scientifiche in diversi laboratori nel mondo, che se fossero confermate dalla sperimentazione umana potrebbero rendere il fare l’amore con una persona di sesso opposto per generare un figlio un ricordo del passato, tutt’al piu’ un piacere un po’ demode’. Il risultato piu’ sorprendente, riportato dalla rivista New Scientist, e’ quello di Karim Nayernia, biologo dell’Universita’ di NewCastle: con il suo staff si dice in grado di convertire le cellule del midollo osseo femminile in sperma, e quelle del midollo maschile in ovuli. 

Una sorta di "autoriproduzione", gia’ allo stadio avanzato sui topi di laboratorio, che utilizza un massiccio bombardamento di sostanze chimiche e vitamine per "convincere" le staminali del midollo a diventare spermi o ovuli in grado di fecondare o essere fecondati. Entro due anni, garantisce Nayernia, potra’ essere creato sperma ‘femminile’ al primo stadio, ed entro cinque sara’ pronta la prima cellula spermatica autoprodotta da una donna in grado di fecondare. Una rivoluzione copernicana che potrebbe consentire anche agli omosessuali di fare figli, fermo restando che l’utero di una donna resta imprescindibile (almeno fino a qualche altra scoperta rivoluzionaria) per portare a termine una gravidanza. Risultati sorprendenti anche per il team di ricerca dell’Istituto Boutantan a San Paolo del Brasile, dove sono stati sviluppati spermatozoi e ovuli partendo dalle cellule staminali di embrioni di topi maschi. Le stesse tecniche, una volta messe a punto, potrebbero se non altro consentire il prelievo di staminali da donatori adulti senza dover ricorrere agli embrioni. 

Senza contare la possibilita’ di procreare che verrebbe offerta quasi "miracolosamente" a malati di cancro divenuti infertili, o alle coppie infertili in senso assoluto. Certo, i problemi ci sono: intanto, da ovuli e spermi creati dalla donna nascerebbero solo donne, vista la mancanza del cromosoma Y; e poi i topi che hanno fatto da cavia non se la passano benissimo, e manifestano problemi di salute alcuni mesi dopo gli esperimenti. Senza contare le infinite problematiche etiche, che pero’ gli autori delle ricerche respingono al mittente, in nome, assicurano, "del progresso della scienza".

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