Milano, Francesca Vecchioni e Alessandra Brogno entrambe mamme nell’atto di nascita di Cloe e Nina

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Continua il lavoro della giunta milanese per la tutela delle famiglie omogenitoriali.

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È stata ufficializzata dagli uffici del Comune di Milano l’annotazione della madre non biologica negli atti di nascita delle gemelline Nina e Cloe, 6 anni, figlie di Francesca Vecchioni, Presidente di Diversity, e della ex compagna Alessandra Brogno, con cui condivide un accordo di genitorialità intenzionale.

L’Ufficiale di Stato ha annotato il nome di Alessandra Brogno sui documenti, siglando il pieno riconoscimento della genitorialità di entrambe le madri, ugualmente investite di diritti e doveri. Continua così il lavoro della giunta milanese per la tutela delle famiglie omogenitoriali.

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Francesca Vecchioni e Alessandra Brogno si erano rivolte congiuntamente a una struttura clinica all’estero per realizzare un progetto di procreazione medicalmente assistita, e ciò ha consentito l’applicazione delle disposizioni previste dagli articoli 8 e 9 della Legge n. 40/2004 in materia di procreazione medicalmente assistita, che valorizzano l’espressione del consenso alle tecniche riproduttive, dunque l’intenzionalità e l’assunzione di responsabilità rispetto al nascituro che quel consenso implica.

Dal giugno 2018 a Milano le coppie di donne che hanno effettuato lo stesso percorso possono fare richiesta all’Ufficiale di Stato Civile e ottenere il riconoscimento di entrambe sull’atto di nascita dei figli, con conseguente tutela dei rapporti familiari, del legame parentale con il genitore non biologico e con la famiglia di questo.

Questa è una giornata stupenda. Non è facile trasmettere l’emozione di una conquista che molti genitori è data per scontata”, ha dichiarato Francesca Vecchioni, presidente della no-profit Diversity. “Nina e Cloe hanno vissuto finora nei fatti ciò che agli atti non esisteva, ma tutelarle e proteggerle per noi è sempre stata una priorità. Il riconoscimento legale di Alessandra come genitore non solo tutela le bambine legalmente ma anche socialmente perché permette a tutta la famiglia, nonna Franca, nonno Armando, zii e cuginetti, di non essere più invisibili. Ringraziamo tutte quelle persone, a partire da sindache e sindaci, che con determinazione e coraggio portano avanti prima di tutto un principio di umanità.”

Francesca  ha inoltre ringraziato Maria Grazia Sangalli e Valentina Pontillo, che con Rete Lenford – Avvocatura per i Diritti LGBTI hanno seguito tutto il percorso, e le amiche e gli amici dell’Associazione Famiglie Arcobaleno per il costante sostegno. La Vecchioni e Alessandra Brogno si sono lasciate nel 2014, rimanendo in ottimi rapporti.

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