Francia, via alla fecondazione assistita per le coppie lesbiche: niente GPA per i gay

Battaglia parlamentare in arrivo, in Francia, con gli ultracattolici sul piede di guerra per l’apertura voluta da Macron nei confronti della fecondazione assistita per tutte. Lesbiche comprese.

Emmanuel Macron ha dato il via al Consiglio dei Ministri per la fecondazione in vitro per tutti. O forse dovremmo dire per tutte. Mamme lesbiche comprese. Un pacchetto di leggi, quello varato ieri dal Governo francese, che già vede gli ultra-cattolici sul piede di guerra.

La fecondazione medicalmente assistita non sarà più ad esclusivo uso delle coppie etero con problemi genetici trasmissibili o sterili, bensì anche per le coppie lesbiche. A restare esclusi, per ora, gli uomini, perché l’esecutivo si è detto contrario alla maternità surrogata.

Ma è chiaro che la decisione presa da Macron sia comunque rivoluzionaria. «È un impegno del presidente della Repubblica, ora speriamo nella promulgazione entro il primo trimestre del 2020», ha dichiarato il ministro della Salute Agnès Buzyn, che insieme ai colleghi di governo Nicole Belloubet (Giustizia) e Frédérique Vidal (Ricerca) porterà avanti il provvedimento.

Immediate le polemiche, soprattutto dal fronte cattolico, con l’arcivescovo di Rennes, monsignor Pierre d’Ornellas, all’attacco: «Sarebbe sbagliato per tutto il mondo se il governo e il presidente della Repubblica prendessero decisioni che seminano la divisione, risvegliando le passioni della società, senza prima riflettere in modo approfondito. In una società alla disperata ricerca di punti di riferimento è opportuno istituire giuridicamente l’assenza del padre?».

La battaglia parlamentare sarà guidata da un’esponente di En Marche, Laurence Vanceunebrock-Mialon, ex poliziotta, lesbica e madre di due bambine. Nel 2013 la Francia ha legalizzato il matrimonio egualitario.

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