Un abito per andare alla gogna: ecco perché sto con Giulia Salemi

Sulle donne il giudizio estetico piomba implacabile e si trasforma, si fa subito giudizio morale ed esistenziale: una donna è, radicalmente, quello che appare.

Come si spara bene sul corpo delle donne, i colpi passano in una canna ben lubrificata, vanno alla grande. Con le donne, sulle donne il giudizio estetico piomba implacabile e si trasforma, si fa subito giudizio morale ed esistenziale. Il mondo è pieno di uomini più o meno “volgari”, osceni e sfacciati ma tutto ciò non attiva la gogna mediatica. Nei confronti delle donne il giudizio sulla loro apparenza, sul loro modo di manifestarsi nel mondo diventa molto, troppo facilmente giudizio sulla persona e sulle sue qualità morali.

È quello che ci conferma il caso social di queste ore: Giulia Salemi, ex concorrente di Pechino Express, si è presentata alla 73esima edizione del Festival del cinema di Venezia con un abito di Matteo Evandro Manzin. Un abito certo vistoso, che lascia molta pelle scoperta. Eccessivo? Può darsi. Ma quello che stiamo imparando – anche se per molti è solo una conferma superflua e disturbante – è che se una bella ragazza esagera e magari lo fa senza essere filiforme, il coro si leva, veloce e unanime. Sgualdrina”, “una vestita così è più da tangenziale che da red carpet”, “che schifo”, “vacca”: questi solo alcuni dei tanti commenti in cui si si poteva imbattere in queste ultime ore sulle varie bacheche di questa landa dell’assenza di remore e di pacatezza che è Facebook.

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Un uomo non è mai volgare o lo è molto, molto più difficilmente, per il giudizio collettivo e in questi giudizi che abbiamo letto su Giulia Salemi c’è una veemenza simile a una condanna. E condanne così contro gli uomini, sul look, non scattano praticamente mai. Ovviamente se un personaggio famoso, o aspirante tale, va a Venezia sul red carpet può ben immaginare di ricevere lodi e biasimi. Va nell’occhio del ciclone, deve armarsi e partire. Ma fino a un certo punto, crediamo.

Non tutto può essere lecito, non può esserlo soprattutto per chi commenta per professione, per i giornalisti, gli opinionisti, i web influencer. Per chi dovrebbe percepire il peso delle proprie parole e avere una certa confidenza con le tendenze sciagurate che dominano il chiacchiericcio web. E dovrebbe – udite udite cosa può arrivare a dire un moralista – provare a sensibilizzare, a creare valore e non disvalore. Eventualmente glissando, evitando di accanirsi in modo così basso e facile, di cavalcare populisticamente l’onda sessista, perdendo se occorre pure qualche centinaio di commenti e di mi piace.

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Il fatto è che nel momento in cui una ragazza si espone e ok, magari pure esagera, la macchina dello sputtanamento si attiva lesta, i commenti si rincorrono, l’asticella si alza, scatta l’effetto valanga. Si parte con un temperante “non è il massimo dell’eleganza” e ovviamente si finisce lì, alle solite conclusioni: “è una poco di buono”, “un’aspirante mignotta”. Ma se questo è certo un esito classico, vecchio, ahimè, come la storia della cultura, è interessante notare che già il solo giudizio di “volgarità” oltrepassa la sfera estetica e – con le donne, notare bene, mai con gli uomini – diventa morale. Diventa condanna che inchioda la ragazza o la donna in questione a una sentenza emessa dal consesso sociale. L’esistenza di una donna, nella sua totalità, è ricondotta e può venir ridotta alle sue performance estetiche. 

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Scivolare esteticamente per una donna significa attirarsi strali che puntano a tutta la sua vita, perché non c’è separazione tra il modo in cui una donna si veste e il modo in cui una donna è. I due piani collimano. La furia, la ferocia di certi commenti, la loro perentorietà è profondamente insana, disturbante. Perché tra l’altro a questa lapidazione mediatica hanno partecipato uomini e donne. Già, perché ormai si sa che il sessismo e il maschilismo non sono affatto una prerogativa maschile: il sessismo, il machismo sono interiorizzati, pure nelle donne e negli omosessuali. Lo sguardo maschile, essendo quello storicamente vincente, è stato mutuato anche dalle vittime: pure chi è abituato a subirlo tende ad adottarlo, come in un ultimo disperato tentativo di rialzare un poco la testa, di sentirsi meno umiliato. Ed esistono quindi modi di dire e di fare che sono irriflessi, automatici, assorbiti dalla cultura in cui siamo cresciuti. Modi difficili da riconoscere in tempo, che si insinuano, che ci abitano.

E poi, a volerla dire tutta, l’abito di Giulia Salemi non ci è sembrato neppure così esagerato. Sì, insomma, siamo in estate, è l’epoca delle Kim Kardashian, Venezia è sul mare: davvero è così scandaloso quel vestito? Io sto con Giulia Salemi, e con tutte le altre donne che non sono libere di essere sfacciate. I tempi cambiano, e pure il Festival di Venezia. Diventi pure il festival della volgarità, ma smetta di essere quello dei processi sul corpo e sulla dignità delle donne.

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Jonathan Bazzi

46 commenti su “Un abito per andare alla gogna: ecco perché sto con Giulia Salemi

  1. Uno può decidere di indossare cosa vuole. Se vedo una (s)vestita in minigonna altezza vagina non posso fare a meno di guardarla male, così come guarderei male un uomo in tutù, ma questo s’intende, resta solo all’interno del mio cervello.
    L’errore è amplificare il proprio pensiero in mondovisione su facebook, invadendo con la propria morale la morale di altri, nel caso della Salemi addirittura la propria libertà di essere ed apparire.

  2. La donna è carnefice di se stessa. Quante donne avranno insultato la Salemi? Quante donne hanno insultato Belen per aver mostrato la sua farfalla a S.Remo? Avete in mente cosa si dicono le donne l’una contro l’altra sul lavoro se una di loro ha uno spacco piu’ sfacciato del solito o una scollatura esagerata? Salvo poi condannare le donne che indossano il burkini come un attacco alla libertà delle donne… Non ho mai visto le donne coalizzarsi come quando devono sputtanare una di loro.

  3. Caro il mio Jonathan, QUEL VESTITO (e non quella donna) è un omaggio al più bieco maschilismo, esteriore ed interiorizzato (il tuo).

    Di vestiti di quel tipo non ce ne sarebbe bisogno se le donne non avessero bisogno – per prime – di compiacere il sesso opposto nel modo più semplice e meno evoluto possibile. Alla “berlusconi”, insomma, e magari anche peggio.

    Non ha senso mettersi addosso delle strisce di tessuto svolazzante, GUARDA CASO sulla vagina, se non per provocare i più bassi istinti animali dell’etero medio(cre) che a quel punto fissa gli occhi esclusivamente all’incrocio delle gambe per scorgere poi cosa… quella che qualunque donna può donargli… OPS, scusate, se gliela dona poi però è una mignotta! Bisogna farla sudare al maschiotto mediocre, così poi non va a dire in giro che “quella è una mignotta!”

    Insomma caro Jonathan, hai esercitato la tua dialettica ma hai affermato fuffa.

    Le donne che si prestano a questo popo’ di stilisti non doneranno NULLA alla reale evoluzione della condizione femminile. Faranno ESCLUSIVAMENTE stampare cazzate sulle riviste e sparar cazzate sui siti web da paladini come te.

    Vedi se Valentino avrebbe mai messo quello straccetto addosso ad una donna…

    1. No, paolo… Non sono affatto d’accordo. Le donne sono libere e perfettamente in grado di gestire se stesse e quindi anche di indossare ciò che vogliono e non indossare ciò che non vogliono. Che poi ci siano cose, come le parti intime appunto, che possono far notizia e portare visibilità e che per questo possono essere volontariamente messe in risalto non c’è dubbio, ma questo vale per tutti quanti non solo per le femmine. Sono sempre più numerosi ad esempio i bei ragazzotti che fanno trasparire o mostrano del tutto la propria tartaruga o il proprio pacco nei vari media, sui vari social, ottenendo popolarità. Cerchiamo di non vedere maschilismi dappertutto e di smetterla di trattare le donne come fossero delle bambine, quindi incapaci, deboli e vittime per definizione. Non lo sono.

        1. Al festival di Venezia può darsi che questo non era ancora mai successo; in altre premiazioni di rilievo è successo e succede eccome. Zac Efron si è spogliato in diretta sul palco degli Mtv Movie Awards 2014 facendo vedere tutto il suo petto e i suoi addominali, tra mille urla di apprezzamento; una donna, Rita Ora, ha dato inizio al tutto strappandogli da dietro la camicia. Zac aveva appena vinto il premio per la best shirtless performance.

          1. Ricordo benissimo, ed è totalmente diverso. Lo show di Zac era sexy, quello a Venezia era volgare! Con questo non dico che non aveva il diritto di “svestirsi” come voleva, ma noi abbiamo il diritto di dire che era di cattivo gusto!

          2. Certamente… se uno pensa che l’abito della Salemi sia di cattivo gusto ha il diritto di dirlo, ci mancherebbe. Io comunque non lo ritengo di cattivo gusto.

  4. io l’ho trovato fuori luogo e basta! non siamo a “ciao Darwin” o GF siamo al festival del cinema di Venezia, dove dovrebbe regnare un minimo di sobrietà e eleganza! per altro questi abiti sono anche scopiazzati da storici YSL

  5. Quando non hai altro da offrire…

    E’ giustissimo giudicare chi si vuole, soprattutto la gentaglia che si mette intenzionalmente alla mercé dei giudizi popolari come questa cretina.

    Non le ha chiesto NESSUNO di essere così squallida.
    Se decidi di metterti in mostra, decidi di accettare ogni critica.

    Altrimenti te ne stai a casa e cambi lavoro.

    Questa cogliona VIVE della sua immagine. E’ giusto che se la gestisca come preferisce per arrivare dove deve.

    Ovviamente deve accettare ogni critica. E’ la per quello, no? Per far parlare di sè.
    Che poi lo faccia nella maniera più squallida e volgare le fa meritare la riga di insulti che le hanno dedicato.

    Voi del sito avete scelto di attenervi alla linea “tutti hanno il diritto di fare tutto” di penosa matrice americana, quindi difendete anche questa pezzente.
    Avanti così sono certo che difenderete anche qualcuno che ammazza la gente.
    Vergognatevi.

  6. Solo la figa può dare perchè non ha altro ne testa ne cervello, che schifo come siamo scesi in basso, dopo la passerella che cree che gli daranno?
    Solo parti in film porno mignotte1! e voi che le date pure ragione ma vaf……

    1. …e sai perché espone la vagina con quello straccetto volante? perché l’hanno fatta crescere convinta che se tu fai qualsiasi cosa ti passi nel cervello (tenendolo disattivato, ovvio) sei una donna evoluta e moderna. Fregandotene ovviamente di questo piccolo particolare che ci portiamo appresso da millenni chiamato “MASCHILISMO”, quel piccolo particolare che genera odio, guerre ed ipocrisia. E gli italiani ne sanno qualcosa

      ma chiedere una tale riflessione alla donna che ha indossato lo straccetto suona davvero troppo, così come a “fabulosone”

      1. Lei non ha esposto ‘la vagina’, ha esposto qualche centimetro di inguine in più del solito. Anche se avesse esposto la vagina, sinceramente, non mi avrebbe creato alcun disturbo, così come non mi creano disturbo quei ragazzotti che espongono la propria tartaruga a eventi in mondovisione o che postano il proprio pacco sui social. Mi lascia molto perplesso invece l’idea che se una donna mostra qualche centimetro in più di sé debba essere per definizione un essere incapace di pensare quindi di gestire se stesso e ovviamente quindi da mettersi a proteggere, a suon di divieti e magari di lenzuola atte a coprire il suo corpo. Le donne non sono bambole senza cervello da coprire, le donne sono persone allo stesso livello di tutte le altre e hanno il diritto di essere rispettate a pieno qualsiasi cosa vogliano indossare.

        1. Se una arriva al punto di dover mostrare pezzi di carne al chilo perché non ha altro da offrire, ci sono pochi dubbi su quanto sia senza cervello, quella donna.

          E anche se fosse un Nobel e avesse mostrato gli stessi chili di carne (totalmente improbabile) sarebbe comunque una povera cogliona.

          Non c’è NULLA da rispettare in una donna del genere.

          A mio figlio non farei MAI vedere tanto squallore.

          Oltre ad essere diseducativo è davvero triste da vedere come si può ridurre una donna (RIDURRE, ai mini termini proprio, nel senso che è stato TOLTO e a questa donna non è rimasto niente da dare).

          1. Io non la penso per niente come te. A mio modo di vedere semmai è diseducativo e davvero triste mettersi a giudicare e trattar male qualcuno per come sceglie di vestirsi, per quanti centimetri in più di sé scopre. Mi sembra una cosa da anni cinquanta, da mentalità ristretta e retrograda. A ognuno comunque le sue opinioni, per carità…

          2. Guarda che quella poveretta non ha mostrato la vagina solo perché NON POTEVA.

            E se già di per se vendere il proprio corpo è discutibile, lo è ancora di più la strada intrapresa da questo sottogenere di umani, perché non può portare altro che a mostrare prima o poi appunto la vagina stessa.
            Perché quello è il concetto.

            E questo NON VA BENE.

            Non ha mostrato la sua casa, non ha mostrato i libri che ha scritto, non ha mostrato coppe distintivi e coccarde ad honorem, no.

            Ha mostrato la carnazza.

            Il centimetro in più o in meno è solo e unicamente una questione morale legata al tempo che viviamo.

            Nel Medioevo lo avrebbero fatto? No.

            Nel Medioevo saresti stato anche tu un bacchettone retrogrado e ignorante.

            Non so sei hai mai studiato storia in generale, ma è chiaro a tutti che questa guerra di farfalle nella vagina può solo portare a vederla, prima o poi un vera vagina nei media commerciali.

            In quanto al giudicare non capisco di cosa ti preoccupi.

            1) io giudico chi e quando voglio.
            2) se ti senti offeso è solo e unicamente perché sai di essere in fallo.
            3) se non sei in fallo, non hai di che preoccuparti.

            E’ sconcertante, nel 2016, vedere che c’è ancora gente che crede alla BALLA che uno non può giudicare.

            Ma chi credi di essere?!?

            TU mi costringeresti a non giudicare?
            E quanto meglio sei TU che costringi la gente alle tue idee?

            Ma svegliati..

          3. Io ho semplicemente detto che se c’è una cosa diseducativa e davvero triste questa a mio modo di vedere non è il mettere in mostra parti di sé ma mettersi a giudicare e trattare male qualcuno per come sceglie di vestirsi, per quanti centimetri in più di sé scopre. Ho anche aggiunto che un tale comportamento mi sembra da anni cinquanta, da mentalità ristretta e retrograda. Le cose di cui mi rispondi tu, cioè il presunto obbligo a non giudicare, il medioevo, il sentirsi o meno offesi o in fallo, il costringere la gente alle proprie idee, ecc sono cose ti cui ti sei messo a parlare tu di tua iniziativa. Per il resto, ti ripeto, mostrare una parte di sé è una cosa, asportare e quindi dare a qualcuno una parte di sé un’altra cosa e prostituirsi un’altra ancora; finché non ti è chiaro questo dato di fatto è ovvio che non fai discorsi obiettivi in proposito. Il fatto che questa donna abbia mostrato alcuni centimetri in più di inguine a me non crea la benché minima perplessità, e se anche si mettesse a far vedere la vagina a me non cambierebbe proprio nulla; anche se si mettesse a prostituirsi, continuerei a non vedere proprio alcunché di male in ciò che fa. Come dicevo prima, a ognuno la sua mentalità, le sue opinioni. Saluti

          4. E allora perché ti lamenti se qualcuno la pensa diversamente da te?

            Si scrive quando si ha una opinione che si vuole confrontare.
            Se a te non cambierebbe proprio nulla, perché scrivi nei forum?

          5. Non ti capisco. Io non mi lamento se qualcuno la pensa diversamente da me su qualcosa. Dico la mia sulla questione e faccio presente quello che per me non va nei discorsi che non condivido, molto semplicemente. Ciao

      1. Prostituzione professionale.
        Lei lavora con il suo corpo. Lo mette in mostra, lo modifica, lo abbellisce, lo vende.

        Si parlasse di libri o scienza, ci sarebbero altri termini.
        Invece si parla di far vedere carne al chilo.

        Prostituta.

        Esattamente come gli attori porno.

        1. bah… con questo tuo stesso modo di ragionare si arriva alla prostituzione mentale, ovvero mettere a disposizione, in mostra, modificando ed abbellendo il proprio cervello, le proprie idee. Cioè, non si può più abbracciare un’idea, secondo te, senza diventare prostituti.

          stai proprio sbagliando approccio

          e comunque prostituirsi consapevolmente non è affatto un demerito, anzi a volte è un’opera di valore sociale

          1. Allargare un concetto e universalizzarlo significa solo usare quell’esempio a proprio gratuito vantaggio. Centra meno di niente.

            IL CORPO. La carne.

            Non stiamo parlando di contenuti intellettuali tratti da un libro, o da un’opera teatrale. Non si parla di Nobel, di ricerca scientifica.

            E non si parla nemmeno del “mettere in vendita la carne”.

            E’ molto peggio: qui si parla di QUANTA carne viene messa in vendita.

            Il mezzo più basso, più gretto e gratuito che si amai esistito per stimolare gli ormoni dei consumatori.

            Quanto di più universalmente e storicamente squallido.

            NB: Sul fatto che quella povera cogliona possa farlo, non ci sono dubbi. Ce ne sono a centinaia di troie in tv…

            DI certo, se lei ha tutto il diritto di vestirsi come una prostituta, io ho tutto il diritto di insultarla e chiamarla per quello che è.

            Prostituta.

            INOLTRE, se permettiamo questo squallore, chi impedisce che alla prossima volta all’ennesimo attorucolo in bisogno di notorietà di mostrarsi con il pene fuori e magari pisciare davanti ai fotografi?

            Dopotutto è tutto naturale! Di cosa dobbiamo vergognarci?

            Ma svegliati…

          2. Per niente. La carne messa in vendita ci sarebbe stata se la donna in questione si fosse asportata quel pezzo di inguine e l’avesse dato a qualcuno in cambio di soldi. Prostituta lo sarebbe se avesse fatto sesso con qualcuno dietro compenso. Se si vuol ragionare in modo almeno un po’ serio le parole non le si può mettere qua e là a casaccio, a sproposito, anche laddove non c’entrano un fico secco. Lei ha mostrato qualche centimetro in più di sé ai presenti e ai fotografi. Punto. Puoi ritenere che la sua scelta sia stata di buon gusto o di cattivo gusto, puoi magari paragonarla in qualche maniera a una stripper, ma non ha messo in vendita parti di sé e non si è nemmeno prostituita, e parlo da persona che non vede proprio alcunché di male nella prostituzione. Saluti

          3. Ma vogliamo svegliarci?

            Parole tue: “”asportata quel pezzo di inguine e l’avesse dato a qualcuno in cambio di soldi””

            Guarda che L’HA DATA in cambio di soldi.

            Fotografi, giornalisti e quant’altro è esattamente la moneta di scambio.
            LA SUA IMMAGINE, L’IMMAGINE DELLA SUA QUASI VAGINA è la moneta di scambio.
            Hai idea di quanti lavori le verranno proposti adesso?
            Pensi che l’abbia fatto gratis?

            Facepalm.

          4. Guarda, non mi risulta proprio che si sia asportata quel pezzo di inguine e l’abbia dato a qualcuno, gratis o in cambio di soldi. Tanto meno mi risulta che abbia fatto ciò con la sua vagina. Mettere in mostra una parte di sé è una cosa, dare o vendere una parte di sé un’altra cosa e prostituirsi un’altra cosa ancora. Ripeto, se si vuol ragionare in modo almeno un po’ serio le parole non le si può mettere qua e là a casaccio, a sproposito. Tra l’altro, se a lei ora verranno proposti un sacco di lavori, beh, buon per lei…

  7. A me è piaciuta molto con questo vestito. L’ho trovata davvero bella. Le offese da parte dei soliti moralisti sinceramente fanno ridere, trovo siano da incivili e piene di sessuofobia; tra l’altro, credo che tra molti di quelli che hanno lanciato qua e la vari insulti e parole forti ci sia un certo grado di invidia, oltre che di bigottismo naturalmente. Non so loro ma io sono contentissimo di vivere in una civiltà in cui le donne, e in generale le persone, hanno molta libertà di decidere cosa indossare e cosa non indossare e quindi possono stupire con spacchi vertiginosi.

    1. “stupire con spacchi vertiginosi”… definirti superficiale è un eufemismo!

      gli spacchi servono a stuzzicare sessualmente i maschi annoiati e mediocri, chi invece è sveglio di testa e sa darsi da fare con quegli spacchi non sa cosa farci, visto che la vagina se la guarda dal vivo nella propria partner (o nelle proprie partner)

      gli spacchi di quel vestito ed in quella situazione, invece, servono a far parlare di sé, A QUALUNQUE COSTO, visto che fino ad ora non ha dato granché al mondo la signorina che ha indossato quegli straccetti

      e poi…le basterebbe una stupida irritazione per non poter indossare lo straccetto, e per non far parlare di sé: questo vuol dire che stiamo guardando e discutendo DEL NULLA ASSOLUTO

      1. A tuo dire gli spacchi servirebbero a stuzzicare sessualmente i maschi annoiati e mediocri… a far parlare di se… E anche fosse? E con ciò? Lei ha tutto il diritto di indossare tutti i vestiti con spacco che vuole, in tutta libertà, senza venire trattata come un individuo incapace di gestire se stesso e senza venire insultata. Rispettare a pieno una donna che decide di mettersi ciò che le gira di mettersi non significa essere superficiale, significa essere nel ventunesimo secolo.

        1. la donna che faceva vedere la vagina attraverso lo straccetto svolazzante E’ IL NULLA, CHE FA VEDERE IL NULLA ALLO SCOPO DI FAR PARLARE DEL NULLA

          è una donna che umilia se stessa ed il grande valore che ognuna può dare a se stessa e al mondo.

          nella scala evolutiva mentale, al cui estremo ci può essere una Margherita Hack o una Rita Levi Montalcini, lei è il nulla ed è sotto lo scalino iniziale

          avrebbe potuto fare ALTRO, invece che rappresentare un tipo di donna TOTALMENTE ASSERVITA AI PRURITI DI MASCHI AFFAMATI DI FREGNA… anche perché non ha fatto null’altro, non ha neanche portato avanti un’immagine di donna nella moda di valore positivo

          1. Bah… Io credo che non abbia affatto umiliato se stessa, né tantomeno il valore che ogni donna, come ogni uomo, può dare al mondo. Mostrare qualche centimetro in più di inguine, quale che sia la motivazione alla base del tutto, è un atto di libertà, e in quanto tale va rispettato, non calpestato, offeso, usato per insultare o comunque sminuire la persona in questione. Tra l’altro, ripeto, lei non ha fatto vedere ‘la vagina’: in nessuna foto puoi vedere la sua vagina; a quanto mi risulta da varie foto scattate di lato, poi, sotto quello ‘straccetto svolazzante’, come lo chiami tu, c’era un altro ‘straccetto’, molto aderente, che copriva la vagina dall’alto in basso. Quel vestito, insomma, scopre qualche centimetro in più di inguine creando un effetto in stile vedo-non vedo. E’ un qualcosa di meno sempliciotto di come l’hai descritto tu. Ad ogni modo, a ognuno la sua opinione, per carità. Saluti

      1. Ho detto stupire in senso generale. In ogni caso, a mio modo di vedere è molto ma molto meglio stupirsi e gradire uno spacco vertiginoso che avere la mentalità da anni cinquanta per la quale se una donna fa vedere qualche centimetro in più di sé allora è una sorta di vacca e va liberamente insultata, offesa.

          1. Parole tue: “”e quindi possono stupire con spacchi vertiginosi.””

            Quindi “stupire” chi?!?
            Tu sai chi rimane “stupito” da uno spacco???

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