Il calcio femminile si ferma. Belloli rischia il commissariamento.

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Dopo le parole omofobe e sessiste riportate in un verbale, bufera sul presidente della Lnd

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La partita della finale di Coppa Italia femminile non si gioca e il presidente della Lega Nazionale Dilettanti rischia la sfiducia e il commissariamento. Le calciatrici, infatti, hanno sospeso tutto per protesta contro le dichiarazioni del presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Belloli, che avrebbe detto: “Basta spendere soldi per quattro lesbiche!”.

A parlare a nome di tutte le calciatrici è la 23enne Martina Rosucci, centravanti del Brescia e della Nazionale, che ha chiesto le dimissioni di Belloli.

“Finché Belloli resterà al suo posto non ci sarà nessuna finale di Coppa Italia. Ora siamo veramente stanche – Ha dichiarato -. È giunto il momento che il calcio femminile esca dalla Lega e si costituisca come Dipartimento autonomo sotto la Figc”. Il calcio femminile, infatti, rientra nelle competenze della Lega Dilettanti che, prima di Belloli era presieduta da Tavecchio (ora presidente della Figc), anch’egli non estraneo a dichiarazioni sessiste nei confronti delle giocatrici.

STOP AL CAMPIONATO FEMMINILE: LE RICHIESTE DELLE CALCIATRICI

La partita tra Brescia e il Tavagnacco, dunque, prevista per sabato prossimo non ci sarà. Una decisione senza appello, presa dalle rappresentati di giocatrici e tecnici finché la questione del calcio femminile non sarà affrontata come merita. Le calciatrici chiedono, non solo le dimissioni di Belloli e l’istituzione di una Lega femminile che dipenda direttamente dalla Figc, ma anche di essere coinvolte direttamente nel processo di cambiamento ormai non più rimandabile.

“Vogliamo un incontro con Tavecchio, giocheremo la finale di coppa Italia solo se verrà detto pubblicamente che dobbiamo diventare autonome – ha dichiarato a Repubblica Patrizia Panico, attaccante del Verona e della Nazionale-. Abbiamo chiesto all’Aic di coinvolgere anche i ragazzi, che esprimessero la loro solidarietà anche con un tweet. L’avevo sollecitato anche settimana scorsa ma chi per un motivo e chi per un altro non l’hanno fatto. A parte Gabbiadini, perché sua sorella è una calciatrice”.

BELLOLI A RISCHIO COMMISSARIAMENTO

La vicenda, però, ha travalicato i confini italiani ed è stata ripresa da testate internazionali quali il Times, il Guardian ed ha assunto proporzioni tali da portare i presidenti dei comitati regionali a presentare la sfiducia nei confronti di Belloli che pare non essere intenzionato a mollare il posto di presidente.

Non sono mancate le pressioni, come riferisce la Gazzetta dello Sport: dall’Associazione Italiana Calciatori e Allenatori a diversi presidenti di comitati regionali. Contro di lui aumentano anche i testimoni della fatidica riunione nel cui verbale risultano le dichiarazioni del presidente. Adesso, a confermare quelle parole sono in cinque, su otto presenti.

Mentre scriviamo, si sta svolgendo il consiglio della Lega nazionale dilettanti nel quale la mozione di sfiducia sarà presentata e votata. Secondo la Gazzetta, potrebbe addirittura passare all’unanimità e a quel punto Belloli non avrebbe scelta e sarebbe costretto a lasciare il suo incarico. Al suo posto arriverebbe un commissario.

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