L’India vieta la maternità surrogata per coppie omo, single e stranieri

Quasi certa l’approvazione della legge. Il governo adotta una misura repressiva per arginare la povertà delle donne.

La motivazione: prevenire l’aumento di donne in condizioni di povertà. Per questo in India il governo ha varato un decreto legge che dovrà essere approvato dal parlamento che vieterà la maternità surrogata “commerciale” a coppie omosessuali, cittadini single e cittadini stranieri. Il ministro degli esteri Sushma Swaraj ha detto che quando entrerà in vigore la legge, che deve essere ancora approvata, “soltanto le coppie sposate da almeno cinque anni potranno far ricorso alla maternità surrogata“.
La legge a cui sta lavorando il parlamento prevede che le coppie sterili ne facciano precisa richiesta e solo dopo verifica, potranno accedere al servizio di maternità surrogata. Restano da stabilire ancora dettagli, non di poco conto, per esempio se sia necessario o no che la coppia sia insieme sterile e sposata da cinque anni. Su questi aspetti il parlamento indiano sta discutendo, ciascuna parte politica seguendo le proprie sensibilità, ma nell’insieme la legge sembra avere il sostanziale appoggio di tutte le rappresentanze legislative del paese.
Sempre il ministro Swaraj ha stigmatizzato il fenomeno ponendo l’accento sulla differenza tra la “surrogazione commerciale” e la “surrogazione solidale“, in riferimento alle coppie sterili. Le coppie omosessuali sia straniere, sia indiane saranno considerate coppie che utilizzano il servizio in una modalità “commerciale”. Sarà quindi loro vietato l’accesso.

Qualche femminista ed esponente di estrema sinistra ha fatto notare che questa legge sarà un’intrusione dello stato nella vita delle donne, che invece devono essere lasciate libere di procreare per chi e come vogliano, compresa l’opzione di farsi pagare.
Un membro del partito nazionale induista ha sottolineato a Indian Express che la legge mette nero su bianco una vera e propria discriminazione per le coppie omosessuali.
Il governo per bocca del ministro Swaraj ha spiegato che “dal momento che nel nostro paese non sono riconosciute le coppie omosessuali, non possiamo dare via libera alla surrogazione per quelle coppie. E’ contro la nostra etica”.

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L’India negli ultimi anni è diventata una meta per coppie di tutto il mondo che vi si recano per accedere alla fecondazione e maternità surrogata da parte di donne indiane. Può essere considerata la meta più frequentata, anche da coppie omosessuali. Il punto, su cui la legge potrebbe intervenire in modo diverso, anziché vietare totalmente la pratica, è che la percentuale più alta dei soldi pagati dalle coppie finisce nelle casse delle cliniche locali, mentre solo una minima parte viene destinata alle donne. Sarebbe sufficiente una legge di tutela per le donne che praticano la surrogazione a pagamento.

Le ombre certamente si addensano ascoltando il racconto dello stesso ministro, che cita i casi di due gemelli separati alla nascita perché la coppia pagante desiderava solo un figlio e quello di un bambino abbandonato perché nato disabile.
Alcune ambasciate indiane lo scorso anno avevano ricevuto l’avviso di non rilasciare il visto a cittadini stranieri che ne facessero richiesta con il preciso scopo di recarsi nel paese per accedere alla maternità surrogata in loco.
Secondo un rapporto delle Nazioni Unite del 2012, in India ci sono circa 3.000 cliniche specializzate in questo settore. Il volume di affari si aggirerebbe intorno agli 800 milioni di euro l’anno.

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L’India è il terzo paese più povero al mondo. Chi scrive ritiene che non sia giusto esasperare l’utilizzo di servizi di questo genere in paesi in cui il rapporto vita/denaro sia completamente diverso da quello vigente nei nostri paesi. Al contempo la proposta di legge indiana sembra repressiva e sembra favorire il proseguimento della pratica nel paese in una modalità illegale che metterà ancora di più a repentaglio i diritti e l’incolumità delle donne.

I paesi occidentali che non si assumono la responsabilità di legalizzare la maternità surrogata nel proprio paese, pur sapendo che i propri cittadini ne fanno largo uso, sono i grandi artefici di questa inumana situazione. (gf) // fonti: BBC, NBC, Nazioni Unite, Al Jazeera, Indian Express

3 commenti su “L’India vieta la maternità surrogata per coppie omo, single e stranieri

  1. In Italia Arcilesbica ha votato una proposta Anti Surroga ancora più radicale, proprio mentre si discuteva di Stepchild Adoption…
    Le femministe reazionarie italiane e le psicanaliste sono altrettanto furibonde contro la Gravidanza Per Altri.
    I bambini che nascono non sono surrogati!
    I bambini sono figli biologici di almeno uno dei richiedenti!
    Eventualmente il secondo genitore biologico è un donatore anonimo come nell’eterologa.
    In nessun caso la gestante è la madre biologica.
    La GPA esiste dal 1978 circa. Se ne parla adesso solo per vietare diritti alle persone Lgbt!

    Arcilesbica ha collaborato con questa tragedia omofoba….

    1. Su questo hai perfettamente ragione. Le femministe moraliste e liberticide, tra cui appunto quelle di arcilesbica, vanno letteralmente a braccetto coi cattobigotti e ci causano danni incalcolabili, vedere l’affossamento della stepchild adoption a cui hanno attivamente contribuito. Sono rimaste al medioevo. Che vivano pure in maniera medievale, la smettano però di cercare di trascinarci tutti noi, tutta la nazione, nel medioevo. Il vero femminismo è libertà, autodeterminazione, emancipazione, non il medioevo che vorrebbero loro.

  2. Lo trovo un provvedimento ignobile. Col pretesto della tutela delle donne si propone di calpestare la libertà di un’infinità di persone, tra l’altro creando discriminazioni tra coppie sposate e non sposate, tra coppie e singoli, tra persone del posto e non del posto, e così via. Le donne, e in generale le persone, si tutelano con provvedimenti mirati contro le situazioni di abuso e sfruttamento che possono venirsi a creare, insomma stabilendo regole ben precise a tutela di tutti i soggetti coinvolti, non mettendosi a proibire dall’alto alla gente di avere ciò che sogna magari da una vita. Episodi di abuso e di sfruttamento possono esserci non solo nel lavoro di gestante a pagamento ma anche nei lavori più comuni; quindi, seguendo la logica del provvedimento si dovrebbe mettere al bando praticamente qualsiasi mestiere, la gente dovrebbe mettersi a lavorare gratis, senza paga, e discriminando tra i propri clienti. Un’assurdità totale. Discriminatoria. Liberticida.

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