LA FORZA AL FEMMINILE

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La decima edizione del Festival Cinema delle Donne, in programma a Torino dal 7 al 14 marzo, si impone con anteprime importanti. Come l'attesissimo nuovo film della regista...

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TORINO – Dieci anni, un traguardo importante. Il ‘Festival Internazionale Cinema delle Donne – in viaggio con noi‘ di Torino (7 – 14 marzo al Teatro Nuovo) festeggia una ricorrenza storica. «Sono stati 10 anni in salita per quanto riguarda le difficoltà per avere il budget necessario. Assomigliano al percorso delle donne, mai facile» ricorda la tenace direttrice Clara Rivalta. «Ma è stato un percorso denso di tante soddisfazioni»

Poi si infiamma: «Quando è arrivato il nuovo film di Marleen Gorris, ‘Carolina‘, che abbiamo in anteprima mondiale, quasi non riuscivo a crederci». E sì, è un bel colpaccio, avere l’ultima opera della regista olandese premio Oscar per ‘L’albero di Antonia‘ (1995), uno dei pochi film che tratteggia con mano ferma e piglio molto maschile una saga familiare quasi tutta al femminile. E il cast di ‘Carolina‘ è davvero coi fiocchi, poiché non manca né l’insuperabile Shirley McLaine né l’emergente Julia Stiles (‘Save the last dance‘ e prossimamente ‘Mona Lisa Smile‘ con Julia Roberts). La Stiles interpreta il ruolo della protagonista, una ragazza bella e realizzata professionalmente che è stata cresciuta dalla nonna paterna, donna eccentrica e stravagante, desiderosa di aiutare la nipote a sciogliere il dilemma sentimentale che la vede indecisa tra il bell’Heath dalle buone maniere e il vicino di casa giovane scrittore.
Ma il Festival Cinema delle Donne è specializzato nella scoperta: «L’obiettivo principale è lasciare spazio alle nuove registe e promuovere i film delle esordienti» ricorda la direttrice. «E’ un festival libero dalle regole di mercato». E infatti sono molte le succulenti novità che si possono scoprire in una manifestazione che è aperta al mondo femminile a 360 gradi e che anche quest’anno dà molto spazio a film di interesse lesbico: in concorso si potrà vedere ‘Las caras de la luna‘ della messicana Guita Schyfter su cinque donne che si ritrovano in giuria al Festival del Cinema Latinoamericano. Tra di loro c’è una lesbica dichiarata, Joan, interpretata dalla sublime Geraldine Chaplin (‘Parla con lei‘), un personaggio molto positivo che racconta con estrema naturalezza il suo amore per la compagna.

Nello sloveno ‘Varuh Meje‘ (‘Il guardiano della frontiera‘) un’escursione in canoa di tre ragazze si trasforma, come ci racconta la direttrice, in «un viaggio passionale alla scoperta dei sentimenti». I ragazzi non si sentano esclusi da questa manifestazione visto che per loro c’è ‘Zus & Zo‘ di Paula Van Der Oest, commedia gay olandese premiatissima in Nord Europa. Nino è omosessuale ma decide di sposare la dolce Bo per poter ereditare la splendida casa di famiglia sulle coste del Portogallo ma le tre sorelle di Nino, che sognano di trasferirvisi, si alleano per sabotare le nozze del fratello. Consigliatissimo dalla direttrice il cortometraggio svizzero ‘Un ocean de blé‘ di Pascale Rocard in cui due amiche si incontrano dopo molto tempo e con grande nostalgia e malinconia ricordano i tempi passati.
Otto donne (senza misteri) sono le dive palestrate di ‘Body: a woman’s definition‘ di Sharon Pellerin, culturiste senza peli sul corpo e sulla lingua, che hanno partecipato ai Gay Games ad Amsterdam nel 1998 e sono fermamente convinte che «bicipiti possenti non si addicono necessariamente ad un abito elegante» e «un taglio di capelli da butch stona con un bikini striminzito». Sarà presente al festival Kali van der Merwe, la regista di ‘Doing it!‘ (Farlo!), documentario su quattro giovani donne sudafricane che raccontano senza inibizioni le loro passioni e sofferenze. Una delle protagoniste è lesbica e racconta grande delicatezza il suo senso di dolorosa estraneità a una società e a una cultura emintemente eterosessuale. In giuria c’è l’attrice teatrale e televisiva Maria Amelia Monti e il sito del festival è www.festivalcinemadelledonne.com.
In un momento in cui le donne al cinema sembrano avere una meritata riscossa (vedi il cast di ‘Chicago‘ e di ‘Le Ore‘) non si può non celebrare un evento che è anche un significativo bilancio di quanto il cinema al femminile sia finalmente riuscito a trovare una propria strada espressiva e di quanto la settima arte stia lentamente perdendo quell’ingiusto monopolio tutto al maschile che (soprattutto a Hollywood) ha spesso intralciato progetti interessanti portati avanti da mani e cervelli di donne. E poi è sempre meglio festeggiare (insieme all’amica o la fidanzata) guardando un bel film piuttosto che regalare il solito, trito, mazzo di mimose.

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