LESBICA? IN ITALIA NON SI DICE

Il coming out al femminile nel nostro Paese è un evento raro e pochissime sono le lesbiche famose dichiarate

L’Italia non ha mai brillato per il numero di donne che ricoprono posti di rilievo, siano essi politici o no. Inutile aggiungere che se oltre che di donne si parla di lesbiche, il numero decresce vertiginosamente.

Poche le lesbiche famose in Italia La più famosa lesbica

impegnata in politica è certamente la deputata Titti De Simone, palermitana trentaseienne, in parlamento nelle fila dell’Unione ormai dal 2001. Giornalista e fondatrice di Arcilesbica, Titti sostiene che di gay e lesbiche non dichiarati in parlamento ce ne sono più di quelli che si immagina. «La cosa peggiore – dichiara la deputata del Prc – è che sono i primi a votare contro le leggi che riconoscono i nostri diritti».

Secondo un sondaggio europeo l’Italia ha una percentuale di donne in posti di potere in perfetta media continentale: 31,9% contro il 26,4% della Germania e il 14% di Cipro e Malta, ma, dietro la Spagna con il 32,3%. Ma quanto sia difficile farsi spazio nella politica del Belpaese lo sa bene Elisa Del Chierico, lesbica trentenne lucchese che ha partecipato alle primarie dell’Unione per la scelta dei candidati a sindaco a febbraio scorso. Peccato che il suo nome sulle schede consegnate ai votanti fosse sbagliato: Ilaria, invece di Elisa. Ha preso il 2,3% dei voti. Ci riprova al consiglio comunale.

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I ‘si dice’ del mondo dello spettacolo Le cose non vanno meglio se si esce dal campo della politica. L’ultima a fare coming out (o almeno ci ha provato) è stata la scrittrice Susanna Tamaro. In un’intervista a Vanity Fair, Susanna ha dichiarato di vivere da 18 anni con una donna con la quale ha «un rapporto d’amore. Oltretutto stabile e solido. La nostra è un’amicizia amorosa, di grande intensità, comunione. Di amore, appunto».

Ma alla domanda cruciale, cioè se tra lei e questa donna ci fosse anche del sesso, ha risposto: «non sono omosessuale, magari lo fossi! La mia vita sarebbe sentimentalmente completa. Nella vita ci può essere una grande varietà di relazioni, basta non avere limiti mentali e non aver paura di quello che dice la gente». Non sono omosessuale, magari lo fossi! La mia vita sarebbe sentimentalmente completa. Lesbica sì, ma senza esagerare… Non sarà mica che Susanna non vuole dispiacersi troppo il pubblico cattolico presso il quale ha così tanto successo?

E come non fare cenno a Gianna Nannini? Cantante di successo molto apprezzata dal mondo lesbico che considera la sua ‘America’ una sorta di grido di libertà e amore. Gianna, però, ci tiene a precisare: «Non ho una preferenza precisa in campo sessuale. Quando si trova la persona giusta non è importante se è un uomo o una donna. Ma non mi sento bisessuale, piuttosto polisessuale».

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Di storie così se ne potrebbero raccontare a decine. Per non parlare di tutti i “si dice” che aleggiano attorno a donne famose italiane. Paola Turci e Maria De Filippi, tanto per fare due esempi, ma di coming out ufficiali neanche l’ombra.

L’Europa è molto più avanti Tornando alla politica, bisogna andare in Olanda ( e dove altrimenti?) per trovare una ministra lesbica. Gerda Verburg, dei cristiano-democratici, è da febbraio scorso ministra dell’Agricoltura.

Gerda Verburg, insieme a Joop Wijn è stata l’unica cristiano-democratica ad aver votato per il matrimonio gay e in campagna elettorale ha ribadito che quella è una conquista non negoziabile.

E’ inglese verace, di Cambridge, invece il primo sindaco transessuale: Jenny Bailey, 45 anni, liberaldemocratica e donna da quando aveva poco più di 30 anni. La sua compagna, nonché neo first lady della città è Jennifer Liddle, transessuale anche lei. Ma non sono lesbiche, è un’altra storia.

Le classifiche degli States Le cose sembrano andare ancora meglio, per le lesbiche di oltre oceano.

E’ nato giovedì scorso David, figlio di Mary Cheney, nonché nipote del vicepresidente degli Stati Uniti Dick.

Mary aveva reso pubblica da tempo la sua omosessualità e la relazione con la sua compagna Heather Poe scatenando non poche polemiche, sia tra i repubblicani che tra i democratici. «Questo è un bambino, è un dono di Dio e non una dichiarazione politica», aveva dichiarato lo scorso inverno. E pur avendo partecipato attivamente alla campagna elettorale del padre, non ha evitato di difendersi dagli attacchi della destra cristiana. «Ogni ricerca scientificamente valida – ha cercato di spiegare Mary ha dimostrato che non c’è nessuna differenza tra i figli di genitori dello stesso sesso rispetto a quelli che hanno genitori eterosessuali».

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In Usa, più del 35% delle lesbiche di età compresa tra i 18 e i 44 ha dato alla luce uno o più figli, come dimostra uno studio del William Institute.

Lesbiche e mamme? La rivista americana ‘Mombian’ non s’è fatta certo scappare l’occasione di stilare una classifica: quella delle lesbiche e mamme più potenti degli States.

Nell’elenco spuntano, tra le altre: Ilene Chaiken, produttrice esecutiva e creatrice di ‘The L Word’; naturalmente, Mary Cheney e Heather Poe; Linda Villarosa, ex editrice del New York Times, e la compagna Jana; Cynthia Nixon, attrice di ‘Sex and the City’, insieme a Christine Marinoni.

In Italia siamo ancora molto lontani da classifiche del genere.

di Caterina Coppola