Martina Dell’Ombra: «I gay? Malati come tutti gli altri!»

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La nuova star del web ha le idee chiare: "Affidiamo i nostri bambini ai gay per un paio d'ore: almeno impareranno ad abbinare i colori!"

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Che il sottobosco del web pulluli di personaggi interessanti non è affatto una novità e che tra tutti stravinca, a mani basse, l’aspirante parlamentare, nonché più grande influencer politica della storia (come ama definirsi lei) Martina Dell’Ombra, lo si sa. Con il suo bel faccino e con quasi trecentomila seguaci all’attivo tra Twitter, Facebook e Instagram, da quel febbraio 2014 quando decise di “buttarsi” in politica, la Dell’Ombra fa di tutto per garantirsi, quotidianamente, un posto al sole grazie alle sue perle rosa al limite della xenofobia, dell’omofobia e del buon senso. Trova “supercarino” il suo Matteo (Salvini, ndr), sostiene Trump e il “duro” lavoro di sua moglie Melania, ama i gay perché carini e coccolosi seppur disabili e detesta tutti gli animali “non famosi”. C’è chi la ama, c’è chi la odia, c’è chi passa le sue giornate ad insultarla, c’è chi si chiede se ci è o ci fa (pur sapendo già la risposta) e c’è chi, come me, la scopre con un po’ di ritardo al punto tale di non poter fare più a meno dei suoi pensieri(ni) terribilmente classisti e superficiali. E, al grido de: “I gay sono malati e van trattati come tutti gli altri” la web star parla del suo mondo, dell’universo gay, di adozioni, del successo meritato di Trump, del futuro italiano, di donne, di lavoro e della Sindaca di Roma, Virginia Raggi.

Si è definita come la più grande influencer politica della storia. Faceva mica sul serio?

Sì, certo. È un dato oggettivo. Insieme ad Enrico Mentana ovviamente. È un podio che condivido volentieri. 

Allora mi faccia un esempio di un suo successo in termini propagandistici..

Il più grande in assoluto? La mia canzone pro-Trump! L’ha fatto vincere. 

Ok: la prendo per buona. Invece non ha mai pensato di buttarsi lei, fisicamente parlando, in politica?

La politica è il motivo per cui ho iniziato a fare web. Buttarmici fisicamente? L’ho già fatto. Sono stata candidata nella lista dell’Avv. Rienzi per le ultime amministrative di Roma. Solo che, all’ultimo, ho deciso di rinunciare.

Posso chiederle come mai?

Ho scoperto che i consiglieri regionali lavorano quasi gratis. Si rende conto? Io sono assolutamente contraria al volontariato in politica. Inoltre, se posso, meglio puntare al Parlamento: lì sono in tanti e mica si sa chi fa cosa, infondo si può anche non andare. 

E se potesse scegliere, oggi, con quale partito politico si candiderebbe?

Uno tutto mio.

Come vive e vede l’ascesa delle donne in politica?

Le donne in politica? Scherza? Sono fondamentali: rendono più vivace e colorato il nostro Parlamento. 

Si scagliò anche contro Virginia Raggi. Posso chiederle cos’è che non la convince della Sindaca pentastellata? 

Sono arrivata alla conclusione che la Raggi, forse, neanche esiste. Dica la verità: lei l’ha mai vista amministrare Roma? È tutta una montatura epica.

Che poi non ci dovrebbe essere una certa solidarietà con il mondo femminile?

Altroché! Io sostengo tutte le super donne che hanno guadagnato “duramente” la loro posizione e che meritano stima e rispetto, come ad esempio Melania Trump. Che donna.

Sul lavoro femminile, in effetti, ha sempre avuto le idee molto chiare: “Le donne non trovano lavoro perché non frequentano i posti giusti!”. Ad oggi la sua posizione resta sempre la stessa?

Ci sono più fattori: è chiaro che se frequenti posti giusti, ma hai la faccia di un sellino da bici a pedali, serve a ben poco. Bisogno arrivare al giusto mix di bellezza, sfrontataggine e conoscenze giuste e mi creda: non è da tutte. 

Mentre sugli animali ha detto: “Uccideteli pure, tranne quelli famosi“. Lo sa che rischia di dover affrontare la pasionaria Daniela Martani?

Veramente ho detto: “Uccideteli pure, tranne quelli super carini”. E infatti l’importante è non uccidere assolutamente i cagnolini tenerosi e i gattini paffutelli. 

 

Parliamo, invece, delle sue posizioni sul mondo gay: “I gay vanno capiti, sono persone svantaggiate!” Posso chiederle che svantaggi riscontra?

Ho detto che devono essere accettati come tutti gli altri malati, che è ben diverso! Non è colpa loro se sono diversi. Loro ci son davvero nati così. D’altra parte ci sono molti esempi di malati e disabili di successo, quindi anche i gay hanno buone speranze di emergere e, a pensarci bene, lo dimostrano in mille campi come, ad esempio, quello della moda. Io personalmente mi ci sento molto vicina.

Posso chiederle come mai?

Perché condividiamo l’amore per il colore rosa!

Il nostro Parlamento ha bocciato la stepchild adoption. Lei, invece, come si sarebbe comportata in merito?

Io ho proposto una app che permetta alle coppie di etero di affittare, a tempo, i propri figli alle coppie gay. Così anche loro potranno sentirsi mamma e papà per un giorno. L’importante sarà non eccedere nel tempo passato assieme per evitare che i bambini vengano contagiati. Comunque, grazie a quest’app, i genitori potranno avere un giorno di assoluta libertà. Tanto si sa che i gay sono super ricchi e che sapranno sicuramente come viziare i nostri bambini. 

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