Nancy Brilly: “Le mie pene d’amore, il mondo gay, Brizzi e Vicky Melzi”

“Cosa mi manca oggi? Il sonno, più di ogni altra cosa. Chi dorme bene, vive meglio.” Nancy Brilli si confessa, per la prima volta, ai lettori di Gay.it 

Ha avuto una vita con svariati intoppi, ma ha sempre guardato al futuro con un certo ottimismo. Le piace ascoltare, si interessa di politica, ma guai a proporgliela. Non ha paura di invecchiare, di dire quel che pensa e il giorno che le verrà negata la parola abbandonerà l’Italia. Una leggenda che la riguarda la vede ricca e viziata, ma Nancy Brilli, vulcanica attrice, produttrice e oggi persino influencer, non ci sta. Infatti, da qualche tempo, la Brilli del cinema e del piccolo schermo, è sbarcata su Instagram per la gioia dei suoi ‘seguaci’, di pochi hater, ma anche di molti feticisti..

A guardarla da fuori sembrerebbe una donna molto coraggiosa. Sbaglio?

Il coraggio è indispensabile! Come tutti, ho avuto una vita con svariati intoppi. Avrei potuto  fermarmi, ma ho scelto di andare avanti. Il coraggio mi ha sempre portata a crescere. Nella zona di comfort non succede mai niente: si può stare lì, fermi, scomodi e a malapena in grado di gestire la situazione, oppure progredire prendendosi qualche rischio.

E dopo più di trent’anni di carriera, non si è stancata di avere sempre gli occhi addosso?

No, no, anzi. Mi piace pensare che col pubblico ci vogliamo bene e che, in un certo qual modo, ci teniamo compagnia.

Quanto è difficile per Nicoletta essere sempre Nancy Brilli?

Non c’è differenza tra una e l’altra. Io sono Nancy Nicoletta Brilli, attrice e produttrice di professione, ex super timida nelle vita, altruista e materna sempre.

A proposito di timidezza, da qualche tempo sta spopolando su Instagram. Piacere o dovere?

Piacere della condivisione di un diario e di una personalità senza filtri. Poi ascolto, che è una cosa che mi piace molto.

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E cos’è che le dicono i suoi follower?

Che mi trovano elegante, che tengo compagnia, che faccio vedere cose e posti non accessibili a tutti e che gli piaccio. Parecchi sono fissati con i miei piccoli ‘pieduzzi’ e la cosa mi fa molto ridere. 

E gli hater non le dicono nulla?

Niente di che. Solite banali volgarità e provocazioni. Ai maleducati tolgo la parola, agli altri rispondo con gentilezza e li saluto per nome. Spesso è solo gente che non ha chi la ascolta ed è arrabbiata.

Ogni personaggio nasconde infinite leggende sul suo conto. Lei ne conosce qualcuna?

Mi piacerebbe conoscerne! So solo che da quando ho iniziato mi hanno sempre descritta come bambina ricca, il che è curioso, venendo da una famiglia socialmente normalissima. Nessun privilegio o lusso particolare.

Si sa: lei piace molto al mondo gay. Si è mai chiesta il perché?

Grandi outfit, grandi capelli, grandi trucchi e grandi pene d’amore. Una passione per la teatralità. Accettazione sincera dell’altro. La convinzione profonda che l’amore si prende dove c’è, e che tra adulti consenzienti tutto è lecito.

È stata anche madrina al Muccassassina di Roma..

Una serata divertentissima con veri e propri talenti in scena. Adoro le Drag, sono un’esplosione di fantasia e capacità di intrattenimento. 

Da mamma, cosa penserebbe se suo figlio le dicesse: “Sono gay”?

“Speriamo che trovi una persona che ti voglia davvero bene.”

E come si spiega la poca apertura di molte mamme nei confronti dei propri figli?

Condizionamenti anacronistici di una cultura ferma, rigida. Si privano di un amore grandissimo, quello per i propri figli.

Si discute spesso di stepchild adoption e di adozioni alle coppie dello stesso sesso. Lei sarebbe favorevole?

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L’amore si prende dove c’è. Ho visto spesso ragazzini abbandonati a tate mercenarie da genitori incuranti. Se due papà o due mamme amano il bambino, per me va bene.

Tutti conoscono le posizioni poco tolleranti di Salvini. Quanto le fa paura questo nuovo governo?

Nessuna paura. Resterò in Italia finché ci sarà possibilità di parlare.

Crede ancora nella politica?

Credo nelle persone e nella buona volontà. La corruzione, l’arroganza sono sempre esistiti, e non li temo. Mi stimolano a perseverare nel bene. Se io esisto, ci sono altri come me di sicuro.

Oggi cos’è che le fa paura?

La sofferenza dei miei cari e di chi non può difendersi.

Neanche l’idea di invecchiare la spaventa?

Che c’è di più naturale del passare del tempo? Mica credo di essere immortale. Sarò una bella e simpatica vecchia. Spero sana, ma comunque sto meglio adesso di quando avevo vent’anni, che soffrivo di endometriosi e nemmeno lo capivano.

Un anno fa dichiarò: “Aspettare ruoli non mi basta più. La gente mi vuole bene e non voglio correre il rischio di diventare una di quelle che si produce i film perché nessuno glieli fa fare.” Non è da tutte essere così razionali. Come fa?

Qualche sinapsi in buon collegamento.

Non nota un certo pregiudizio, da parte di certi registi, nei suoi confronti?

C’è stato. Ora tutti fanno tv, quando ho iniziato io era considerata una ‘deminutio’. Ho però una responsabilità: pretendevo che si capisse che dietro alla bionda fatta a forma di femmina, ci fosse uno spessore. Sovente chi guarda si ferma al primo colpo d’occhio, alla superficie. 

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Cos’è che le manca oggi?

Il sonno, più di ogni altra cosa. Chi dorme bene, vive meglio. 

Lei è una delle poche donne che supporta sempre e comunque le donne. A pensarci bene, potrebbe essere una carta vincente per la politica. Non ci ha mai pensato?

Me l’hanno anche proposto, ma non mi chieda chi! La verità è che amo il mio lavoro. Piacendomi molto l’idea di poter fare qualcosa per la gente, e in particolare per le donne e con le donne, mi impegno socialmente e professionalmente per questo. È comunque un gesto politico anche questo, non trova?

Anche se molte donne, dopo aver difeso Brizzi, le hanno voltato le spalle..

In verità, mica tante. Ho semplicemente raccontato quella che era la mia personale esperienza. Ma c’è sempre chi è aggressivo, chi si riconosce nell’insulto e nella maleducazione. Ognuno offre quel che ha. 

Piuttosto, ha più sentito il regista?

Solo un sms, ma non mi chieda il contenuto, la prego. 

Queste gogne mediatiche, secondo lei, servono più a qualcosa o più a qualcuno?

I media servono a fare opinione e informazione, e per le donne questo è un momento in cui si sta muovendo qualcosa di importante. Sta cambiando la percezione che hanno di se stesse. Ad ogni modo, sono del parere che le denunce si fanno nei luoghi e nelle forme preposte, altrimenti è il far west, e vale tutto.

Lo scorso anno andò in onda il triste sequel de Il Bello delle Donne. Posso chiederle che fine ha fatto Vicky Melzi?

Se lo scopre me lo faccia sapere, siamo in tanti a chiedercelo.