Obama ha scritto un bellissimo saggio contro il patriarcato: “Dobbiamo tutti diventare femministi”

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Un testo che sta riscuotendo molto successo tra gli esperti e le esperte di gender studies: inusuale per un uomo una presa di posizione così estesa, articolata e...

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“Dobbiamo cambiare le abitudini che spingono a educare le ragazze alla modestia, mentre i maschi devono essere risoluti. Dobbiamo smettere di criticare le nostre figlie se alzano la voce e dicono la loro con determinazione e i nostri figli se spargono qualche lacrima”: è il suo contributo più esteso e significativo sul femminismo, il Presidente degli Stati Uniti ha scritto un lungo saggio per il magazine Glamour in cui riflette sulla lunga lotta delle donne americane per la parità e l’uguaglianza, e ha chiesto agli uomini di prendere posizione contro il sessismo e di creare relazioni basate sull’uguaglianza.

Un testo che sta riscuotendo molto successo tra gli esperti e le esperte di gender studies: inusuale per un uomo una presa di posizione così estesa, articolata e profonda, anche prescindendo dal fatto che si tratta del presidente degli Stati Uniti d’America. Molto apprezzato il fatto che abbia rivendicato apertamente il suo essere femminista e che abbia anche spiegato perché è così importante per lui e per le sue figlie questo tema. Un saggio di 1.500 parole, pubblicato online ieri, giovedì 4 agosto, e che comparirà anche nel numero cartaceo di Glamour di settembre. Obama ha detto chiaramente che “quando tutti sono uguali, tutti siamo più liberi”, prendendo apertamente posizione contro le “assunzioni del passato circa i ruoli di genere”.

Probabilmente anche un gesto politico per sostenere Hillary Clinton e mettere in cattiva luce, senza nemmeno bisogno di citarlo, l’altro aspirante presidente, quel Donald Trump, da molti accusato di misoginia e sessismo. Riflessioni molto emotive e personali quelle contenute nel saggio: le motivazioni date da Obama per il suo femminismo sono piuttosto convincenti. In primo luogo il fatto che tutte le figure principali della sua vita sono state delle donne: “Sono stato allevato da una madre “single” e l’ho vista spendere la sua carriera a cercare di emancipare le donne nei Paesi in via sviluppo. Poi mia nonna, che ha contribuito a farmi crescere mentre faceva carriera in banca, fino a quando ha trovato il sessismo a frenarla. E poi Michelle, che ha dovuto bilanciare le esigenze della sua carriera impegnativa col ruolo familiare” per la crescita delle due figlie, “mentre io facevo politica e insegnavo all’università. Sempre in viaggio, prima da Chicago al Parlamento dell’Illinois, a Springfield, poi a Washington”.

In un toccante passaggio Obama ammette che la sua passione sempre più forte per la promozione del ruolo delle donne nasce anche dal fatto di avere due figlie femmine che ha visto crescere e con le quali ha interagito molto di più negli anni della presidenza che in precedenza. Obama nel saggio racconta che il suo abbandono di certi stereotipi della mascolinità risale in realtà a molto tempo fa: “Crescendo senza un padre mi sono spesso interrogato sui miei atteggiamenti, su come venivo percepito, su chi volevo essere. Pian piano mi sono reso conto che le idee che avevo assorbito sulla necessità di essere un duro, un ragazzo tosto e “cool” erano solo una manifestazione di insicurezza che mi impediva di essere me stesso”

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Un messaggio, quello di questo bellissimo testo, che sembra rivolto prima di tutto ai giovani di oggi, mentre l’invito a cambiare ulteriormente una cultura – comunque già evoluta molto negli ultimi decenni – viene rivolto soprattutto ai genitori e agli educatori. Basta con le femmine modeste e i maschi assertivi, “basta con la cultura che punisce le donne per la loro sessualità mentre gli uomini vengono premiati, basta con gli atteggiamenti che fanno diventare le molestie sessuali quasi un fatto di “routine”, basta coi maschi che si sentono minacciati dalla presenza e dal successo delle donne”.

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