Insultate alla fermata del bus per un bacio: succede a Viterbo

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Lucia e la sua ragazza aspettavano l'autobus alla fermata scambiandosi qualche bacio, ma un passante che ha assistito alla scena le ha insultate ed ha quasi alzato le...

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Lucia Rapicano

Lucia Rapicano

Un semplice bacio alla fermata dell’autobus. Chi non l’ha fatto almeno una volta, specialmente da ragazzi? A Lucia Rapicano e alla sua compagna, però, quel gesto d’affetto è costato caro. A raccontarlo è la stessa Lucia, viterbese, che in una lettera aperta al sito TusciaWeb racconta la sua brutta esperienza e si chiede perché la legge non tuteli le vittime dell’omofobia.
“Sono lesbica e ho il terrore di camminare mano per mano con la mia ragazza o anche solo di poterle dare un bacio – inizia Lucia -. E’ successo, infatti, pochi giorni fa che un signore cominciasse a inveirci contro per il semplice fatto che ci stavamo scambiando qualche bacio ferme a una fermata dell’autobus in direzione Santa Barbara (anche se non c’era nessuno a parte questo signore)”. Quel passante, invece di intenerirsi davanti ad uno scambio di affetto, ha iniziato ad attaccare le ragazze.

“Offese, calunnie, senza contare che il signore presente incominciò ad alzare la voce al grido di “vergogna” e “schifo” – continua la ragazza -. Mi sono sentita morire. Ho provato a rispondergli ma ha quasi pure cercato di alzarci le mani. Un’azione ingiusta”.
E Lucia, impegnata insieme ad altri nella campagna per il Registro delle Unioni Civili nella sua città, non è certo una che non aspetta altro che passi qualcuno per baciare la sua ragazza. Spiega, infatti, che se le venisse detto con garbo, di andare altrove a “dimostrare il mio amore verso la mia donna, io per educazione lo farei”.
A pochi giorni dall’approvazione della controversa legge contro l’omofobia, quindi, Lucia scrive: “Quando sono persone violente, offensive, capisco che lo possono fare poiché non esiste una legge che ci tuteli ma che anzi, per ora, tutela loro. E’ un po’ come dire “va, se vuoi offenderle, deriderle, fa pure tanto la legge è dalla tua parte”. Ancora oggi ci sono persone spinte al suicidio perché non sanno come governare la loro vita e si sentono governate per essere semplicemente se stesse”.

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d'amore Viennese.

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