Intervista doppia a Patrizia De Blanck e Marina Ripa di Meana: Virginia Raggi sta cambiando Roma o no?

Le Contesse a briglie sciolte s’interrogano su Virginia Raggi, sul suo operato e sulle drammatiche condizioni della Capitale.

Si sa: la politica è da sempre roba che scotta, soprattutto quando si ha a che fare con una città come Roma e con la prima cittadina pentastellata più contestata, ma più votata dal ’93 ad oggi, Virginia Raggi. Ma dalla notte dell’ormai (non) lontano 19 giugno i romani avranno percepito, seppur nell’aria, un reale cambiamento nella città eterna? Per affrontare al meglio l’argomento abbiamo scomodato la nobiltà capitolina che conta, capitanata magistralmente da due donne che tra feste, salotti e prime di ogni genere, la Roma bene la conoscono davvero; sto parlando dalla Contessa Patrizia de Blanck e dall’indomabile non contessa (come ama definirsi lei) Marina Ripa di Meana, le quali, senza peli sulla lingua, hanno detto la loro come (forse) nessuno ha fatto mai su Roma, sulla sindaca Raggi, ma anche sul referendum renziano.

Da quando la Raggi si è insediata al Campidoglio, avete notato migliorie alla città di Roma?

MarinaAssolutamente no, anzi. Non ho notato nessuna miglioria e la città, se posso dirla tutta, la trovo disastrata come non mai. Mi sembra una situazione così paradossale, che neanche riesco a descrivergliela. Se non fosse che oramai non son più di primo pelo, le confesso che me ne andrei via subito da Roma.

Patrizia: Amministrare Roma non è affatto facile. Il passato della capitale è noto a tutti e forse è un pochino prematuro dare i voti, non trova? Vedremo cosa farà nei prossimi mesi, anche se, ad ora, non ho notato nessuna miglioria.

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E dove se ne andrebbe signora Ripa di Meana, se posso?

Me ne andrei in una bella città di provincia. Anche se oramai, non è più tempo di muoversi. Crolla tutto.

La situazione rifiuti vi sembra rimasta quella di un tempo?

Marina: Oggi siamo pieni di “mondezza”. Proprio l’altra mattina ho visto i cassonetti che straripavano. I marciapiedi sporchi come non mai. Animali (topi, ndr) che andavano e venivano come se non ci fosse un domani. Uno schifo inenarrabile. Pensi che ero persino dispiaciuta di non aver avuto dietro una macchina fotografica. Avrei voluto far vedere in che situazione fosse il mio bel quartiere Prati.

Patrizia: Io vivo nel quartiere Vigna Clara e non noto, grazie a Dio, peggioramenti nell’ambito dei rifiuti. Il mio quartiere, vicino ai Parioli, è da sempre ben mantenuto. Però, allo stesso tempo, non sto girando per le altre zone, quindi non posso dire grosse verità.

 

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La storia del frigorifero, voi, in tutta sincerità, l’avete capita?

Marina: Beh, c’era poco da capire. Io non credo ci sia nessun complotto contro la Raggi. Tanto più in un discorso come questo. Poi che molta gente sia maleducata e sporcacciona è un’altra storia.

Patrizia: No! Non credo ci sia nessun complotto contro Virginia. I maleducati esistono da sempre.

Voi che siete da sempre due attente animaliste, cosa pensate dell’aiuto che la Sindaca sta dando, per le cure veterinarie, a chi è sotto un determinato reddito annuo?

Marina: Questa è una cosa ottima. La trovo giustissima. E’ forse la prima cosa buona fatta dalla Sindaca sino ad oggi. Gli animali vanno aiutati, così come vanno aiutati i loro padroni in difficoltà ad affrontare le spese veterinarie per i nostri amici a quattro zampe. A quanto pare la Raggi si sta comportando benissimo con gli animali e decisamente meno con la sua città. Almeno si dimostra una donna sensibile.

Patrizia: Finalmente. Era ora. Gran segno di sensibilità.

 

Piuttosto, alle ultime elezioni comunali, voi, avete appoggiato la sua candidatura?

Marina: Scherza? No! Anche se in casa mia l’hanno votata tutti.

Patrizia: Io votai Raggi.

Contessa De Blanck: la votò solo alla seconda tornata o anche alla prima?

In tutte e due le tornate elettorali. Le ho dato fiducia sin da subito e spero di non aver sbagliato.

Cosa pensate del fatto che tutti i poteri forti, le stiano andando addosso?

Marina: Senta: io non conosco gli intrighi, né i giochi di palazzo. Non so quello che succede realmente, come forse non lo sa nessuno. Quel che posso dirle è che io sono scontentissima, così come lo sono molte persone. Qui non ci si aspettava tanto, ma almeno un primo segnale di miglioramento sarebbe stato utile.

Patrizia: Nulla di nuovo. Si sa che la politica è sempre la stessa pippa.

Le contestazioni ricevute dalla Raggi durante il discorso sull’inaugurazione della Nuvola di Fucksas le avete trovate opportune o inopportune?

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Marina: La Nuvola di Fucksas è una “cosa” che non ho mai capito. Ci sarebbero state altre spese da intraprendere per Roma e per i romani. Ai cittadini, come me, non frega un beneamato accidenti di quel centro congressuale. Le nuvole che stiano in cielo, per amor di battuta.

Patrizia: Inopportune. C’è stato un “magna, magna” che la Sindaca ha fatto bene ad evidenziare. Spero che quest’opera porti un introito consistente alla città di Roma.

Roma è una città sicura?

Marina: No; io, almeno, non mi sento affatto sicura. Prati è un quartiere meraviglioso. Se solo venisse valorizzato, sarebbe un sogno sia da vivere, che da vedere. Io ci vivo da anni. Palazzi con uno stile umbertino da restare a bocca aperta.

Patrizia: No, anzi. A Roma, oramai, ci si difende da soli. Io ho preso una pistola. Una bella 38 special (ride, ndr).

Virginia Raggi a Palazzo Valentini durante l'incontro ''Roma oltre la baraccopoli'', Roma 23 Marzo 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI
Virginia Raggi a Palazzo Valentini durante l’incontro ”Roma oltre la baraccopoli”, Roma 23 Marzo 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

 

Col senno di poi, voi, avreste detto sì o no alle Olimpiadi di Roma?

Marina: Io non ero per le Olimpiadi sin dal principio. Roma non è pronta e non sarebbe stata mai pronta. La pensavo esattamente come la Raggi, peccato che poi lei abbia fatto, più volte, svariati passi indietro. Una volta sì, una volta ni e una volta no. Bisogna esser chiari se si vuol fare politica. Che poi, se vogliamo dirla tutta, non si comportò bene neanche con Malagò.

Patrizia: Avrei detto SÌ! Avrebbero portato tanto lavoro e tanti bei centri sportivi in giro per Roma. Era l’unica cosa che non mi convinceva della campagna elettorale della Raggi.

Complessivamente, pensate che la Raggi riuscirà a risollevare le sorti della capitale?

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Marina: Vorrei dirle di sì, per il bene di Roma, ma vedendo l’aria che tira, penso proprio di no.

Patrizia: Neppure Padre Pio ci riuscirebbe! E’ un compito tremendo quello di Virginia. Cinque anni son pochi per rimettere a posto la città. Mi fa anche una certa tenerezza.

Se vi fosse la possibilità di togliere lo scettro di capitale d’Italia alla Vostra Roma, oggi come oggi, sareste d’accordo?

Marina: Manco per niente. A Roma non bisogna togliere nulla, piuttosto bisognerebbe ridarle lo scettro che merita. Milano sicuramente gode di un periodo storico migliore, ma non è detto che lo sia per sempre.

PatriziaNon diciamo cazzate! Roma non si tocca, al massimo andrebbe valorizzata come tutte le altre capitali europee.

Si parla sempre più di referendum. Voi dove vi collochereste?

Marina: Già l’ho detto più volte. Io mi colloco dalla parte del NO! La Costituzione non deve cambiare.

Patrizia: La verità? Deciderò in corso d’opera. Ancora non lo so.

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Marina Ripa di Meana

Signora Ripa, però, a questo punto, la sua è una scelta molto grillina, se ne rende conto?

Non la definirei grillina, quanto “stufatina” di certe promesse e baggianate renziane. 

A breve uscirà il suo nuovo libro. Che aspettative ha?

I libri non hanno grosse attese e neanche troppe aspettative, purtroppo. E’ un libro che merita. Davvero.

La sua nuova fatica letteraria (Colazione al Grand Hotel, ndr) inizia così: «A quel tempo, a Roma, si viveva con niente; si campava di fantasia». Mentre oggi?

Mentre oggi si campa molto male. Il  mio libro parla dell’amicizia. Della mia amicizia speciale con Parise e Moravia. E’ un libro pieno zeppo di aneddoti. In più c’è il ricordo di Roma. Di una Roma che non c’è più. Di una Roma che tutti amavano e che magari, in molti, ricorderanno. Ci tengo a precisare che non è un libro nostalgico, piuttosto lo consiglierei anche alla Raggi.

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