Un bacio sulla spiaggia: due ragazze accusate di “atti osceni”

E’ successo su una spiaggia di Fregene. Le due donne: “Solo qualche bacio”.

Un bacio, o poco più, ma niente che, se protagonista della vicenda fosse stata una coppia eterosessuale, sarebbe mai stato riportato dalle cronache. Ma le protagoniste di questa vicenda sono due ragazze, una coppia, che lo scorso maggio, sulla spiaggia di Fregene, avevano deciso di allontanarsi dalla zona più affollata per scambiarsi qualche effusione al riparo da occhi indiscreti. Perché, si sa, sulle nostre spiagge come lungo le nostre strade i gesti d’affetto tra persone dello stesso sesso sono sempre un rischio.

E così le due ragazze romane, di 34 e 29 anni, rischiano di finire in tribunale con un’accusa di atti osceni per “aver posto in essere atti esplicitamente sessuali mediante baci e palpeggiamenti in un luogo pubblico”. Ora chiudete gli occhi e riportate alla mente l’ultima volta che siete andati in spiaggia: quante coppie etero avete visto scambiarsi effusioni in bella vista? Quante di loro sono finite in tribunale?

Le risposte le conoscete, per non parlare delle pagine delle riviste di gossip, piene zeppe di foto di personaggi più o meno famosi avvinghiati come l’edera e che, per questo (giustamente) nessuno denuncia mai per atti osceni. Ma veniamo ai fatti.

In una domenica di metà maggio dello scorso anno, le due ragazze protagoniste di questa vicenda si trovavano in una spiaggia del litorale laziale, così come molte altre persone, comprese famiglie e bambini a godersi i primi caldi della stagione.

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Pare che in quella giornata, oltre ad un tiepido sole, ci fosse anche del vento, motivo per cui le ragazze decisero di spostarsi in un luogo più riparato ed è lì che si sarebbero scambiate quelle deprecabili, secondo alcuni, effusioni. Qualcuno, però, ritenendo che la cosa non fosse accettabile, chiamò le forze dell’ordine che giunte sulla spiaggia, identificarono le donne denunciandole per atti osceni.

Adesso le due donne dovranno difendersi da un’accusa di atti osceni dalla quale si sono già difese davanti al giudice raccontando la loro versione dei fatti, riportata adesso dall’avvocato che le difende, Gianluca Arrighi che a Repubblica ha dichiarato: “Si erano spostate per ripararsi dal vento e non certo per consumare atti sessuali, a meno che non si vogliano considerare tali, ancora oggi, un bacio e una effusione tra due donne. Adesso attendiamo le ulteriori determinazioni della Procura e, se ci sarà un processo, lo affronteremo serenamente e a testa alta”.

La procura di Roma, infatti, in questi giorni ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari che, di solito, precede l’avviso di garanzia.

Il tutto, tra l’altro, potrebbe essere invalidato da una questione di territorialità. Secondo Arrighi, infatti, la procura di Roma non è competente per territorio, ma lo è la procura di Civitavecchia.

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