Tutto quello che le donne della mia vita hanno dovuto subire

Un racconto intimo in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Le botte, i tradimenti, le umiliazioni: questo è quello che le donne della mia vita hanno dovuto subire.

Quando mi ritrovo in mezzo alla violenza, anche solo come spettatore, mi si riaccende una specie di memoria del corpo. Inizio a tremare e mi viene freddo, come tutte le volte che da piccolo gli uomini della mia vita sono stati minacciosi, offensivi, violenti.

Quando i miei nonni litigavano, quasi sempre in cucina, io avevo paura. Soprattutto avevo paura che il nonno picchiasse la nonna.

I pugni sul tavolo, nei muri, nelle porte di casa.

Anche questo le donne della mia vita hanno dovuto subire.

Poco dopo la mia nascita la mia famiglia ha smesso di esistere perché mio padre se n’è andato con una studentessa di 18 anni che mi è sempre stata descritta dicendo ch’era bionda con gli occhi azzurri, sembrava una Barbie. Sempre mio padre, finito il periodo dell’innamoramento, prese a rivolgersi a mia madre dicendole: terrona – ignorante – tu non capisci un cazzo. Una volta me l’ha proprio detto: non ci posso fare niente, dopo un po’ io mi stufo. 

Anche questo le donne della mia vita hanno dovuto subire.

Sopra di noi abitava una coppia di cinquantenni. Non avevano figli. Lo spazio vitale della Donata era quello concesso dal Pino: Pino non vuole, a Pino non interessa. Dal comprarsi un golfino all’accender la radio, la gerarchia veniva puntualmente riaffermata. Al pianterreno del palazzo invece c’era una coppia di napoletani. Lui ex galeotto portava la moglie a battere in viale Abruzzi. Quando litigavano lui le infilava la testa nel forno.

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Anche questo le donne della mia vita hanno dovuto subire.

Quando ero bambino e mia zia adolescente e capitava che mio nonno le urlasse contro o la schiaffeggiasse, lei si metteva in piedi a piangere col viso nascosto nel muro, di fianco alla finestra. Sono cresciuto coi nonni e in quella casa apparentemente tutto doveva svolgersi secondo la volontà di mio nonno. Il bene e il male erano decisi da lui. Ogni alternativa doveva esser perseguita di nascosto, coi sotterfugi o la menzogna. No, tu non devi lavorare. Sei femmina, stai a casa, a te ci penso io. I soldi negati, o meglio contati, giusto per fare la spesa. La domenica quasi sempre, finito di mangiare, mentre faceva i piatti, mia nonna piangeva.

Anche questo le donne della mia vita hanno dovuto subire.

Il compagno di mia madre durante l’ultima grande lite, quando avevo 14 anni, le tirò addosso il passeggino di mia sorella, poi la prese per i capelli, strappandole proprio una ciocca. Le rimase il buco. Ci nascondemmo dal vicino, io, mia madre e mia sorella che aveva 2 anni.

Dopo il saggio di danza, durante il viaggio di ritorno in auto, mia sorella chiese a suo padre com’era andata e lui le disse: sembravi un’handicappata.

Anche questo le mie donne hanno dovuto subire. 

Il compagno di mia madre quando litigava con la sua ex moglie – per cose come la gestione del figlio oppure l’assegno di mantenimento – prendeva ad urlarle al telefono cose come: ti ricordi che ti facevi scopare come una capra, anche quando eri incinta ti ricordi o no quanto eri troia?

Mia zia ha avuto un compagno fuori di testa. Scoppiava in crisi di rabbia e menava le mani. In una delle ultime liti spaccò il vetro di un grosso quadro. Mia zia ebbe per un mese la gamba fasciata.

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Il resoconto dettagliato dei miei parenti maschi su cos’era successo a letto la notte prima, raccontato a tavola, il giorno di Natale oppure di Pasqua: Tua sorella la vedi così ma in realtà è una gran maiala.

Mio padre quando si andava in giro abitualmente commentava quasi ogni donna passabile, dai 14 anni ai 50, attingendo da un repertorio a tema zoologico: che vacca, sai a quella come gli piace il cazzo, guarda quella che porcona, è da mungere, sai come si fa mettere sotto quella. Mia nonna, sua madre, rideva.

Anche questo le mie donne hanno dovuto subire.

La mia gatta negli anni s’è fatta aggressiva verso il fratello perché lui, nonostante la castrazione, non ha perso l’istinto. Lei non soffia e non morde nessuno, solo lui. Non vuole stare sotto le coperte se lui è nei paraggi.

Anche questo le mie donne hanno dovuto subire.

I piatti spaccati.

Le porte sfondate.

Le bugie – per nascondere almeno agli occhi degli altri.

La libido alla fine sempre legittima, perché che ci vuoi fare, è un uomo.

I no, che o li capisci o diventano fisici.

Con le buone o con le cattive.

 

(Jonathan Bazzi)

2 commenti su “Tutto quello che le donne della mia vita hanno dovuto subire

  1. Anche io ho vissuto da vicino la violenza contro le donne e conosciuto psicopatici violenti con le mogli, le fidanzate.
    Il problema è che spesso le donne hanno questa fragilità che i vigliacchi misogini violenti stalker, molestatori, persecutori, percepiscono subito, una fragilità malintesa, come una richiesta di protezione che diventa schiavitù come interpretazione. Spesso le donne non si rendono conto o sopportano perché ce l’hanno dentro, la sopportazione è una dote umana nobilissima, quasi divina, purtroppo controproducente quando devi esercitarla con chi vivendo con te e amandoti dovrebbe diventare leggerissimo e non pesante.
    Purtroppo poi, noi italiani siamo portati a vivere in un mondo fatato, immaginato, la proiezione delle nostre fantasie, aspirazioni, ambizioni. E il bastardo lo percepisce subito mette la maschera che tu gli dici che dovrebbe mettere. Purtroppo noi italiani, molto peggio degli altri, viviamo le relazioni sentimentali come fosse sempre un’opera melodrammatica, e quando trovi la persona sbagliata interpreta il “gioco” o la “provocazione” o “la volubilità” come un affronto e reagisce violentemente. “Bisognerebbe essere più razionali in amore” non è una provocazione, una assurdità. E’ tutto giusto con la persona giusta: ma se è una proiezione delle tue manie e non è una persona reale, non è quella giusta. E’ quella che ti distrugge.

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